POLITICA

IL CASO DEL PICCOLO NICOLA “Ucciso due volte dallo stato”

IL CASO DEL PICCOLO NICOLA  "Ucciso due volte dallo stato" - Agorà News on Line

Leggiamo oggi che qualcosa si sta muovendo a favore del piccolo Nicola e di tutte le famiglie che hanno gli stessi problemi, dopo la denuncia nel web fatta da Pietro Crisafulli, Presidente dell’associazione SICILIA RISVEGLI ONLUS, che si prende a cuore ogni situazione grave e lotta contro la mancanza di aiuti da parte del Governo. Evidentemente ha alzato un gran bel polverone! E Agorà farà altrettanto, perchè è sempre pronta ad aiutare con la sua informazione chiunque agisca per il bene del prossimo contro il menefreghismo di chi, invece, ha il potere e il DOVERE di aiutare i più deboli e sfortunati.

Pubblichiamo di seguito quanto riportato su FB da Pietro Crisafulli.

By Emanuela Rocca

IL CASO DEL PICCOLO NICOLA
“Ucciso due volte dallo stato”

Interrogazione parlamentare del M5S On.le Federica Dieni

ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/08744

Dati di presentazione dell’atto
Legislatura: 17 Seduta di annuncio: 406 del 10/04/2015

Primo firmatario: DIENI FEDERICA
Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE
Data firma: 10/04/2015

Ministero destinatario:
MINISTERO DELLA SALUTE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA SALUTE delegato in data 10/04/2015
Stato iter: IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-08744 presentato da DIENI Federica testo di Venerdì 10 aprile 2015, seduta n. 406

DIENI. — Al Ministro della salute .

— Per sapere – premesso che:
con la legge n. 162 del 21 maggio 1998 «Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 104, concernenti misure di sostegno in favore di persone con handicap grave», lo Stato italiano ha compiuto un importante passo nella legislazione nazionale affermando, in modo esplicito, il diritto delle persone disabili a gestire in prima persona i finanziamenti che vengono loro assegnati e i loro assistenti personali, cioè il diritto a vivere una vita indipendente;
in particolare, la legge in esame è finalizzata a promuovere il diritto a una vita indipendente delle persone con disabilità permanente e grave limitazione dell’autonomia personale e agevolare la loro piena integrazione nella famiglia, nella scuola, nella società;
essa tuttavia è rivolta anche alla finalità di prevenire e rimuovere le condizioni invalidanti o che impediscono lo sviluppo della persona umana, perseguire il recupero funzionale e sociale, superare stati di emarginazione e di esclusione sociale e di garantite un pieno sostegno alla famiglia nel suo compito fondamentale di educazione e di cura, garantire così a tutti, cominciando dai bambini, il diritto vitale di vivere e crescere in famiglia, luogo naturale e sociale privilegiato per la crescita e lo sviluppo;
tutto ciò va nella direzione di migliorare la qualità della vita della persona con disabilità e delle loro famiglie, favorire l’inclusione sociale e rafforzare la rete dei servizi intorno alla persona e il collegamento fra essi;
nuova centralità assume, in questo approccio, la famiglia e nuovi servizi «umanizzati», con piani personalizzati, che tengano conto delle caratteristiche e delle esigenze specifiche di ogni persona con disabilità;
fondamentali sono, in tal senso, gli interventi socio-assistenziali quali assistenza domiciliare e assistenza educativa;
purtroppo questo sistema di misure di supporto previste dalla suddetta legge non sembrano garantite in modo uniforme in tutto il territorio nazionale e, in taluni casi, vengono sistematicamente disattese;
Nicola è un bambino di soli 11 anni residente a Reggio Calabria, danneggiato da un vaccino 11 anni fa, versa in condizioni di salute gravissime causate da un danno vaccinale a circa 6 mesi dalla nascita;
il caso portato alla ribalta dalla Onlus Sicilia Risvegli, associazione radicata su tutto il territorio nazionale, mette in rilievo l’assenza dell’intervento delle istituzioni da diversi anni;
secondo quanto dichiarato dal presidente della Onlus Pietro Crisafulli che ha interessato l’interrogante facendosi portavoce anche della madre del piccolo Nicola, gli unici approcci ospedalieri ed ambulatoriali risalgono nel 2006, e nel 2009 e si limitano a visite e Day Hospital;
il quadro clinico del piccolo Nicola di 11 anni è assai preoccupante, mentre la diagnosi finale per il riconoscimento dei benefici relativi alla legge n. 104 del 1992 è stata tetraparesi spastica, per esiti di encefalite post-vaccinica;
ciò che risulta sconcertante è che il bambino, secondo quanto dichiarato dal presidente dell’Associazione, riscontrabile anche in un video pubblicato sui social network, non avrebbe beneficiato di alcuna assistenza medica, fisioterapica o riabilitativa, avendo il comune di Reggio Calabria escluso la possibilità di mettere a disposizione fondi per l’applicazione della legge 162 del 21 maggio 1998 in quanto esauriti:

se sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e con quali mezzi lo Stato garantisca una piena informazione delle misure di sostegno rivolte alle famiglie di persone disabili come quella del piccolo Nicola;
quali atti di propria competenza intenda adottare al fine di rafforzare l’uniformità delle prestazioni assistenziali sull’intero territorio nazionale anche valutando l’urgenza di assumere iniziative normative per aumentare in maniera congrua le risorse a disposizione del fondo nazionale per le politiche sociali. (4-08744)

Pietro Crisafulli

   DIENI. — Al Ministro della salute . — Per sapere – premesso che:    con la legge n. 162 del 21 maggio 1998 «Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 104, concernenti misure di sostegno in favore di persone con handicap grave», lo Stato italiano ha compiuto un importante passo nella legislazione n…
AIC.CAMERA.IT

 

 

13/04/2015 commenti (0)

400 PERSONE ABBANDONATE SULL’ISOLA DI LINOSA

400 PERSONE ABBANDONATE SULL'ISOLA DI LINOSA - Agorà News on Line

Vi scrivo a nome degli abitanti di Linosa perché ormai in preda alla disperazione. Quello che vi chiedo è di divulgare a livello nazionale una verità nascosta e celata da molto tempo oramai affinché delle misure di supporto vengano attuate al più presto dagli organi competenti al fine di tutelare questa gente.  Il malcontento dei linosani è connesso alla non curanza dei loro diritti umani che vengono violati quotidianamente.  Nessuna voce in capitolo per Linosa, isola che conta circa 400 anime alle quali gli è negato anche il diritto di lamentarsi. Altro non siamo che sede distaccata del comune di Lampedusa e per questo privi di ogni potere decisionale. Confinati a vivere su uno scoglio nero di circa 5 kmq, dimenticato e abbandonato, costituiamo quella piccola fetta di minoranza a cui non viene mai data voce e ascolto.

Nessun sostegno economico, nessun diritto allo studio, nessun mezzo di trasporto certo che colleghi l’isola alla terraferma (attualmente una nave in servizio che effettua circa 3 viaggi al mese), nessun ospedale, nessun primo soccorso. Niente di niente. Signori adesso ditemi se questi non sono diritti di cui ogni cittadino residente sul suolo italiano dovrebbe avvalersi.

I giovani di Linosa sono costretti ad emigrare altrove per andare a cercare lavoro o per continuare gli studi  dovendo rinunciare ai propri affetti e alle loro case.

Ai ragazzi è garantito un sistema scolastico fino alla terza media ritenibile del tutto precario a causa dell’isolamento a cui l’isola è sottoposta durante i lunghi mesi invernali. L’assenza di un porto e le condizioni avverse del mare la isolano a volte anche per più di 20 giorni. Non arriva la nave e non arrivano i docenti e i ragazzi si ritrovano a studiare italiano per decine di giorni arrivando ad essere stremati (l’insegnante di italiano è l’unica che vive sul posto).

Da qualche anno hanno istituito la frequenza obbligatoria dei primi due anni di liceo scientifico. Le lezioni non prevedono insegnanti reali ma solo videoconferenze virtuali con Lampedusa che il più delle volte non è possibile fare per l’assenza di connessione a internet. Lascio spazio alla vostra immaginazione riguardo alla qualità del servizio.

Adesso mi sembra doveroso fare un accenno alla mia storia, per darvi un’idea di quali siano le problematiche. Ho lasciato Linosa all’età di 13 anni quando ancora giocavo con le bambole ma già abbastanza grande per ricordamene. Dopodiché mi ritrovai in un convento. Dovevo scegliere tra la mia casa o almeno un diploma. Scelte difficili da affibbiare a un bambino che non è ancora entrato nella fase dell’adolescenza.

E’ toccato anche a mio fratello, al momento bloccato a Palermo a causa della condizioni marine avverse e aggiungerei anche della mancanza di mezzi adeguati che collegano l’isola.

Probabilmente passerà la pasqua lì da solo perdendo la possibilità di passare una settimana in famiglia, quella settimana attesa da mesi perché a casa ci puoi tornare solo a natale, a pasqua e per le vacanze estive.

Nel Febbraio del 2013 rimasi bloccata sull’isola 18 giorni con l’esattezza perdendo il volo prenotato per raggiungere Forlì, dove frequentavo l’università, nonché la possibilità di dare due esami che avevo preparato con cura. I danni economici e morali sono stati molto rilevanti al punto da dover rimandare la mia seduta di laurea. Potrei continuare per ore a raccontarvi spiacevoli episodi ma mi dilungherei troppo. Il messaggio resta comunque lo stesso, a Linosa non sai mai quando arrivi né tanto meno quando parti.

Io e mio fratello siamo solo un esempio che rappresenta tutti i disagi che la comunità e le persone che vogliono raggiungere e lasciare l’isola vivono giorno per giorno.

La gente resta isolata per decine di giorni senza viveri e beni di prima necessità, le dispense delle botteghe si svuotano cosi come gli scaffali delle farmacie, ma a nessuno interessa.

Dal punto di vista sanitario siamo di fronte ad una vera e propria tragedia. Non ci sono medici quali ginecologi, pediatri, analisti, dentisti più tutti quelli dotati di una specializzazione.

L’unico medico presente è quello generico di base che opera in una guardia medica (unica sezione ospedaliera presente) i cui compiti si limitano al rilascio delle prescrizioni, a fare iniezioni e a cucire qualche punto. Le cause vanno ricercate soprattutto nella mancanza di strumenti tecnici.

Nessun ospedale, né un primo soccorso, né mezzi di emergenza.

Per omissione di soccorso, alcuni linosani hanno pagato il prezzo più alto ovvero quello delle loro vite.

In caso di emergenza, e quindi solo di fronte all’urgenza, un elisoccorso arriva ma per farlo deve essere prima disponibile.  Se non lo è, pazienza, si può anche morire. Il più delle volte i ritardi registratesi sono stati notevoli.

Per citarvi qualche esempio, se ti lesioni una parte del corpo aspetti a casa fino a quando la nave non arriva. Casi come questi non rientrano nella categoria “urgenza” e dunque non importa quanto aspetti e se non riesci a muoverti.

Gente rovinata che dopo una vita trascorsa sull’isola l’ha dovuta lasciare perché costretta a fare la dialisi o perché vittima di malattie gravi che non gli consentono di continuare a restare.

Anziani, continuamente assistiti dai loro cari, costretti a partire periodicamente per problemi che vanno da un semplice prelievo del sangue ad un controllo al cuore, da una radiografia ad una visita dermatologica. Isolani che pagano l’otturazione di una carie più di 2000 euro. Quelli più sfortunati che non se lo possono permettere si tengono il dolore e fanno ricorso all’Attack per incollare i propri denti, di più non si può fare.

Solita routine, si parte, si rimane bloccati ad AG ed ecco che si finiscono i risparmi procurati durante le tre settimane estive lavorative per una semplice visita medica.

A Linosa l’economia sicuramente non è tra le più fiorenti. Si riesce a tirare avanti facendo affidamento sul proprio orticello e sulla pesca, confinata a rimanere a livello familiare soprattutto per la mancanza di un porto che non consente di investire su imbarcazioni più grandi dei 7 m. Le presenti infatti vengono tirare a secco ogni qualvolta si prevede una mareggiata, fenomeno molto frequente a Linosa. Quello che ci permette di racimolare qualche introito economico è il turismo.

Lasciamo le nostre abitazioni per affittarle ai visitatori, vendiamo qualche prodotto locale e allestiamo le barchette usate per la pesca per fare escursioni. Questo è tutto quello che possiamo fare. Pochi sono gli impiegati così come i proprietari di attività che si contano sul palmo di una mano.

I linosani appartengono più di chiunque altro a quella categoria che viene ricordata solo per i loro doveri. Aiutateci a diffondere la triste realtà che avvolge questa piccola comunità e a sconfiggere questo fenomeno di degrado. Salviamo Linosa!  Un’isola ancora incontaminata e vergine, espressione massima di bellezza e natura. Il mio appello è rivolto allo Stato, alla Regione Sicilia e soprattutto alla vigente amministrazione, il cui compito dovrebbe vertere sulla risoluzione dei suddetti disagi e nel  sollecitare un intervento degli organi competenti quanto prima.

Accogliere e salvare gli extracomunitari (persone che indiscutibilmente necessitano di supporto), ricevendo lodi e elogi catturando la concentrazione dei media deve essere proprio terreno fertile per accrescere la propria reputazione. Aiutare i propri compaesani che chiedono con supplica aiuto invece non apporterebbe nessun beneficio. Secondo delle stime, fra meno di 40 anni si arriverà  alla desertificazione. Ma come dobbiamo fare noi che veniamo rigettati e insabbiati come pezzi vecchi destinati a marcire sotto la sabbia? Dove è finita la democrazia?

Debora Errera       https://www.facebook.com/debora.errera.5?fref=ts

scarica in formato pdf : 400 persone abbandonate sull’isola di Linosa

08/04/2015 commenti (0)

INVERSIONE DI TENDENZA ! AI SEDICENTI GOVERNANTI…

INVERSIONE DI TENDENZA ! AI SEDICENTI GOVERNANTI… - Agorà News on Line

Noi AMICI DELLA PENNA, libero gruppo di artisti di Facebook, ci vergogniamo di chiamarci italiani, cioè di questa Italia sbranata da sedicenti governanti, da Presidenti-Re, da finti Premier, da truffatori, da profittatori di migranti, da imbroglioni, da corruttori, da concussionari, da ladri di denaro pubblico truccato con “derivati”, dalla disoccupazione cronica giovanile e pre-senile ormai incontrovertibile, da caste privilegiate, da incipiente povertà familiare, da stupri per le strade, da impossibile accoglienza di una marea di gente estera che ci chiede rifugio e aiuto, da un’Europa matrigna e famelica di economia e denaro, dal vedere venduto a buon prezzo tutto il nostro manifatturiero (industrie e artigianato), dal farci rubare quel che resta dei nostri beni pubblici, dalla carenza di servizi che ci appaia, (se non peggiora), alle “repubbliche delle banane”, dal mostrare le nostre immondizie per strada, dal sopportare chi uccide i nostri figli sulle nostre strade perché dedito alla droga o all’ alcool, dal vedere migranti che hanno precedenza nell’ occupazione dell’edilizia popolare da noi pagata, dal vedere le rivolte organizzate in cortei contro di noi legittimi abitanti di questa terra che tanto amorevolmente li abbiamo accolti, dal nulla governativo, da chi ha messo sotto il culo la Costituzione per sedere più alto e comodo. Siamo stanchi e basta. E’ ora di cambiare! Ma il cambiamento deve partire dal nostro comportamento individuale (se volete dal voto!), deve essere l’ultimo appuntamento con il destino prima di veder distrutta del tutto la nostra terra con tutte le sue pregevoli tradizioni.
Oggi abbiamo notizia della PRIMA INVERSIONE DI TENDENZA. Spieghiamo in cosa consiste. Come è notorio (o forse no!) in Italia vi sono i CARA (Centri accoglienza richiedenti asilo); specificatamente a BARI, CALTANISETTA, CASSIBILE (Siracusa), CROTONE, FOGGIA, GRADISCA, MINEO (Catania), TRAPANI. Il CARA che ci interessa è quello di Gradisca. Il CARA di Gradisca, a prescindere dalle sue finalità statutarie accoglie: bambini di ex detenuti, donne sbarcate a Lampedusa, lavoratori albanesi, ragazzi algerini “barconari” e tunisini che si definiscono “ostaggi e non ospiti”. In questa variopinta organizzazione lavorano i dipendenti della Cooperativa che gestisce i servizi ( pranzo, accoglienza ecc.) . I lavoratori della cooperativa non ricevono lo stipendio da mesi (6/7 per l’esattezza) e le loro famiglie vivono momenti di tragica realtà. Ecco presentarsi l’INVERSIONE DI TENDENZA! I migranti (forse mossi a pietà!) hanno iniziato ad offrire ai lavoratori cibo e “merendine per i bambini italiani che vanno a scuola”. Hanno giustamente sostenuto che gli aiutanti stanno peggio di loro aiutati! Quindi non siamo noi ad assisterli ma è iniziata la contro-tendenza ad essere assistiti.VERGOGNATEVI SIGNORI GOVERNANTI. SI VERGOGNI LA BOLDRINI che tanto ha a cuore la sorte dei migranti che nel contempo- condivide la follia dell’attuale governo che li riceve a frotte sapendo di non poter offrire servizi e accoglienza adeguata. VERGOGNATEVI. Non solo i lavoratori non ricevono la paga ma quando hanno chiesto di portar via il “cibo che resta” (qui siamo proprio all’elemosina) è stato imposto loro di buttarlo sul far della sera. VERGOGNATEVI DISGRAZIATI GOVERNANTI. La domanda finale alla quale noi questa volta non daremo risposta è la seguente: “ Quanto tempo occorrerà per vedere la stessa situazione negli altri CARA italiani”? A quando la totale inversione di tendenza che ci renderà oltre che “ colonizzati” dagli europeisti, anche mendicanti ed accattoni dipendenti da coloro che ci siamo impegnati a sfamare. VERGOGNATEVI DISGRAZIATI GOVERNANTI CHE ANDATE PAVONEGGIANDOVI PER TUTTO IL MONDO FINGENDO ANCORA DI POSSEDERE UNA CIVILTA’ CHE NON AVETE PIU’.
NUOVA ITALIA! NUOVA COSTITUZIONE! NUOVE REGOLE PIU’ GIUSTE PER IL NOSTRO BENESSERE E PROGRESSO SOCIALE!

by Luigi Morandini e  Augusto Monda

 

02/04/2015 commenti (0)

DIVIDE ET IMPERA (latino) = DIVIDI E REGNA

DIVIDE ET IMPERA (latino) = DIVIDI E REGNA - Agorà News on Line

Le ideologie politiche di destra, sinistra, centro sono state create ad arte per dividire i popoli, ma vi siente mai posti la domanda: <<perchè>> ?

Quelli che votano a sinistra pensano che la sinistra sia l’unica loro salvezza, perchè da sempre gira la favola che la sinistra è quella parte politica che è vicina al popolo, a  chi soffre e soprattutto vicina ai lavoratori.

Quelli di destra, ideologicamente parlando, sono considerati i fascisti da abbattere, come se ancora fossimo sotto il comando di Mussolini o di Hitler.

Quelli di centro sono considerati, sempre ideologicamente, quelli moderati, che hanno un piede di quà e uno di là, per non cadere.

Noi di Agorà seguiamo con attenzione la politica, non solamente quella che ci governa, ma anche quella spicciola dei piccoli partiti e movimenti che stanno nascendo come funghi in tutta Italia. Questo per comprendere, più che altro, le idee del popolo sovrano, che di sovrano non ha mai avuto niente, neanche quando la CARTA COSTITUZIONALE contava qualcosa in Italia.

Il popolo, almeno quello informato, ha compreso i danni che questa politica becera, corrotta e obsoleta, ha fatto da anni e anni, e non parliamo solo di quella attuale, ma dalla morte di Aldo Moro in poi, l’Italia è iniziata ad andare a ritroso, come i gamberi, governata da gente senza scrupoli che ha solo pensato al bene del suo portafoglio e di quello dei suoi parenti e amici stretti, bugerandosene altamente del POPOLO ITALIANO e dell’economia che dopo il dopo guerra aveva fatto diventare l’Italia un paese economicamente saldo e affidabile. Un paese dove si aveva un futuro, dove si viveva bene, dove si creavano famiglie e lavoro. Oggi tutto questo non esiste più! Niente economia, niente lavoro, niente famiglie e soprattutto NIENTE FUTURO!  Ma nessuno ha mai pensato bene al perchè di tutto questo eppure siamo sempre stati governati da sinistra, destra, centro E SEMPRE CON GLI STESSI PERSONAGGI, che cambiano ministeri, ma sono sempre loro! E aggiungiamo una cosa che di politica non c’entra nulla: ma vi siete accorti che i politici italiani campano 100 anni? Non si ammalano mai, non hanno mai incidenti (escluso qualche rarissimo caso).

Ora torniamo all’ideologia… Leggendo i programmi di questi partiti nuovi nascenti notiamo che vogliono tutti le stesse cose, hanno tutti le stesse idee, come se avessero fatto un copia incolla e se lo fossero passati uno con l’altro, ma non è così! Questo significa solo una cosa, che le ideologie politiche di colore, cioè destra, sinistra, centro,  ce le hanno inculcate loro, piano piano, nei secoli. Significa che NON HA IMPORTANZA di che colore è il simbolo che si rappresenta, ma esiste solo la voglia di vivere meglio, tranquilli, rispettati, gestiti bene e soprattutto con la prospettiva di un futuro migliore.

DIVIDI E REGNA…  e il popolo si scaglia uno contro l’altro, additandosi a vicenda e facendo il gioco degli attuali politici.  iL POPOLO ITALIANO ha bisogno di aria fresca, ha bisogno di riavvicinarsi alla politica ma non solo per mettere una maledetta crocetta su una scheda elettorale, ma viverla giorno dopo giorno, per il suo bene e quello dei suoi figli. Quando finalmente tutto il popolo capirà che le ideologie ce le hanno create per disperderci e schiavizzarci, solo allora questo popolo tartassato, ucciso e deriso sarà finalmente LIBERO.

by Emanuela Rocca

01/04/2015 commenti (0)

CORRUZIONE E BUGIE – FINO A QUANDO?

CORRUZIONE E BUGIE - FINO A QUANDO? - Agorà News on Line

Arrestato il sindaco di Ischia (PD), per corruzione e turbativa d’ asta!
Sarà un caso che ovunque si annidi malaffare, corruzione, tangenti, ruberie, c’ è sempre qualcuno del pd?
Ma erano loro quelli che si ergevano a tutori della moralità?
E come mai tutti le indagini che li vedono coinvolti, sono sempre insabbiate fino a raggiungere i tempi di prescrizione?
È successo con Lusi, con Penati, con MPS, sta succedendo con CARIGE e con Banca Marche, sulla stessa strada si avvia il caso MOSE, il caso EXPO 2015, il caso MAFIA CAPITALE, il caso banche popolari, il caso dei crolli di tronchi di autostrade….! Anzi, nel caso dei crolli di tronchi di autostrade, le responsabilità cadono direttamente su amici del Pd, infatti il viadotto di Palermo e di Morano C.ro, erano lavori affidati a cooperative rosse, e la direzione lavori a quel caro amico del ministero del lavori pubblici, tale Perotti, quest’ ultimo in combutta con il mega dirigente Incalza…..! E sarà anche un caso che il citato Perotti fosse anche direttore dei lavori in expò 2015, già fonte di scandali, come precedentemente detto, e che a trenta giorni dall’ apertura ancora è ben lungi dal vedere i lavori ultimati?
Ah….. Per chi non lo sapesse, le direzioni lavori sono quelle che dettano tempi e modalità di esecuzione dei lavori, sono quelle che danno i benestare per i pagamenti  delle fatture alle imprese che eseguono i lavori, sono quelle che decidono e controllano i sub appalti…..! Insomma sono quelle figure che dovrebbero sorvegliare la regolare esecuzione dei lavori, nel rispetto dei tempi, della legalità e delle norme….! DOVREBBERO….. SE NON SONO CORROTTE…..!
Ma il ministro Lupi, dimissionario, non è il solo componente corrotto in questo governo. Ci sono fior fiore di esponenti Pd nell’ occhio del ciclone, ma ovviamente per il presidente del consiglio la legalità e la trasparenza sono comportamenti da interpretare a proprio uso e consumo, secondo propria discrezionalità!
Infatti , fino a qualche tempo fa, un avviso di garanzia doveva essere la molla per spingere il destinatario alle dimissioni sempre e comunque! Ma se riguardano un esponente Pd, non vale lo stesso discorso…! Neanche se si arriva ad una condanna definitiva, l’ esponente Pd deve dimettersi….! Sempre secondo renzi è la sinistra italiana….!
Il tutto mentre si continua dormire ed applaudire alle cazzate sparate dal venditore di pentole di carta!
Vi ha fatto credere che vi avrebbe regalato 80€, nel contempo vi ha RUBATO la contropartita di 135 euro! Ma c’ erano le elezioni europee, e doveva garantirsi quanti più voti possibili…! ( a proposito, ma il voto di scambio non era reato?)
E non contento di avervi rubato i 135 euro a fronte degli 80 euro elargiti, vi ha fatto credere di aver preso il 40,8% di voti dagli italiani per governare il Paese! In realtà ha preso poco più di OTTO MILIONI DI VOTI su QUARANTASETTE MILIONI di AVENTI DIRITTO, per mandare i suoi rappresentanti in Europa, non per governare il Paese! Già, perché dei quarantenni sette milioni di aventi diritto al voto, sono andati nelle urne solo il 35%, e di questi, il 40,8% di voti è finito nelle casse della sinistra! Quindi, molto, ma molto lontano dalla paventata maggioranza degli italiani che l’ illegittimo presidente del consiglio sbandiera ad ogni occasione!
Ora vi fa credere che vi abolisce il canone tv, ma ci saranno le elezioni regionali…..! Con questa ennesima promessa vi sta fregando un altra volta.
Ma a quanto pare, a voi italiani, per così dire, sta bene così!
Non vi interessa se il canone anziché abolirlo, ve lo fa pagare con la fattura dell’ energia elettrica….! D’ altra parte l’ attuale governo è bravissimo con il gioco delle tre carte…. Fa sparire una tassa, o meglio il nome di una tassa, e la fa riapparire con un altro nome, e di importo maggiore….!
Già! È ovvio. Non importa, purché la RAI continui a trasmettere la partita di calcio, che importa se non si arriva a fine mese?
Già! La RAI….! Ve lo hanno detto che il governo guidato da Renzi ha proposto la riforma della RAI? Si? Ma vi hanno detto che fino ad ora, secondo renzi ed il Pd, la Rai aveva troppe ingerenze politiche nella sua direzione?
E vi hanno anche detto che ora la direzione RAI sarà eletta solo dal governo? Eh si! Signori belli! Fino ad ora c’ è stata una parvenza di pluralità di informazione, con la riforma del vostro caro Renzi, si assisterà ad una sola informazione: quella voluta dal Governo! Eh già, signori miei! Le uniche notizie di cui saremo a conoscenza da ora in poi, saranno solo quelle che incenseranno il governo, e che saranno dettate dal governo stesso!
VIVA LA DEMOCRAZIA!!!
E voi correte e vi consumate le mani per applaudire il più grande bugiardo che l’ Italia abbia mai avuto!
Che dire? Finché la barca va, lasciala andare….!
Giovanni Verrecchia

 

I LIMITI DI UN GOVERNO SENZA LEGITTIMAZIONE- RENZI INTRODUCE LA DEMOCRATURA

I LIMITI DI UN GOVERNO SENZA LEGITTIMAZIONE- RENZI INTRODUCE LA DEMOCRATURA - Agorà News on Line

Il cerchio magico che sovrintende all’attività legislativa di Matteo Renzi non sottintende una qualità specialisticamente elevata nelle singole specificità operative. Con il Premier, sempre più avviato verso una democratura (neologismo creato per Putin e per la situazione russa ma ora adatto anche al casus italiano, democrazia + dittatura = democratura) una generazione di suoi coetanei quarantenni è ascesa al potere senza avere un cursus honorum particolare né eccellenti referenze. Il miracolo della Boschi o della Madia sono praticamente irripetibili in solide democrazie occidentali. E sorprende che nell’organigramma del suo rassemblement ci sia un Ministro della Giustizia come Orlando neanche in possesso di una laurea in giurisprudenza (“Allora devo dire che anche Veltroni non era laureato”- potrebbe ribattere Renzi). I Faraone, i Lotti, i Gutgeld sono figure a immagine e somiglianza di Renzi, meno Padoan e Delrio che hanno una sorta di moderata autonomia rispetto alle scelte del “padre padrone” del partito. Ma vale la pena di sottolineare per l’ennesima volta l’enorme contraddizione che sottintende il mandato. Renzi è Primo Ministro su in put del modesto successo elettorale di Bersani che ora riassume la minoranza del partito e si piega ai diktat di voto salvo reclamare la propria indipendenza che è perdita di coerenza per tutti i militanti della corrente, eccettuato forse Civati. E gli eletti delle due Camere sono incostituzionalmente al potere ed extra legem visto il pronunciamento nel merito della Corte. Nonostante questo enorme limite di partenza, questa sesquipedale contraddizione, pretendono di modificare la Carta Costituzionale, operazione che avrebbe bisogno di ben altra legittimazione. Come si legge è un vulnus colossale che fa pari e rima con l’irrisolto conflitto d’interesse berlusconiano da venti anni, passato attraverso infinite camere di compensazione (come la Bicamerale ventilata da D’Alema). La nuova legge elettorale fa persino rimpiangere la legge Scelba del 1953 e rimanda nostalgicamente ai vaghi presupposti democratici della legge Acerbo del 1923. Ma il popolo italiano quanto conta, da chi è rappresentato, perché deve essere costituzionalmente tradito da un governo non eletto e non rappresentativo? La toppa a colori di Renzi è stato come sostegno demagogico il ritrovato degli 80 euro supplementari a vantaggio di dieci milioni di italiani (tanti non tutti) e la conseguente promozione nella consultazione europea, premiato dal 41% dei consensi. Tanto ma non abbastanza per governare come sta facendo a forza di decretazioni legge, di ritrovati del canguro (per eludere gli emendamenti). L’operato del Governo Renzi riconferma una vecchia massima: “La sinistra fa quello che la destra non ha la forza di fare”. Spudoratamente. Difatti l’etichetta di centro sinistra andrebbe rimossa e sostituito da una conversione al centro con strizzatine d’occhio “nazzarene” ai compagni di viaggio di Parlamento e Senato. Una politica liberista e alla Blair che sostituisce una convincente profondità di valutazione con la politica degli annunci, degli ammicchi, delle trovate furbesche e dei twitt.

 

by Daniele Poto

16/03/2015 commenti (0)

SI STAVA MEGLIO QUANDO SI STAVA PEGGIO?

SI STAVA MEGLIO QUANDO SI STAVA PEGGIO? - Agorà News on Line

Ricordo gli anni 60-70 quando tutti lavoravano, avevano aperto ogni tipo di attività artigianale. Fabbri, meccanici, calzolai, maglieriste, sarte, ricamatrici, tornitori, falegnami, carrozzieri e via dicendo. L’economia risalì subito e all’epoca si pagavano le tasse tutti, nel giusto SENZA BISOGNO DI CONTROLLI FISCALI, DI SCONTRINI, DI CASSE ELETTRONICHE e di tutto quello che si sono inventati per distruggere il lavoro. Ricordo che i ragazzi, finite le scuole si infilavano curiosi in questi piccoli laboratori e li imparavano anche un mestiere, senza pagare corsi. Oggi non si può più fare, non si può più insegnare gratis un mestiere, ne’ tanto meno tenere qualcuno che ANCHE SE NON SA FARE NIENTE E DEVE IMPARARE IL MESTIERE, regolarmente segnato e pagato regolarmente come se sapesse lavorare. Non so quanti di voi abbiano fatto l’artigiano, io si, e insegnare  un mestiere significa solo perdere tempo e soldi.
Io dico solo che quando stavamo peggio, stavamo mille volte meglio, era solo l’uomo che lavorava e di figli se ne facevano una carrettata. Eppure si mangiava tutti, si andava in vacanza con tutta la famiglia, si mettevano da parte dei soldi, si pensava ad acquistare una casa o un terreno e SI AVEVA UN FUTURO. Oggi si lavora solo PER PAGARE UN GOVERNO LADRO che pensa solo a salvare le banche e stare ai comandi della Maledetta Troika (per chi ancora non lo sapesse la Troika è la U.E. europa unita, la BCE banca centrale europea e l’FMI fondo monetario internazionale). Oggi incassi 10 e ne paghi 8 con i due che ti dovrebbero rimanere ci devi pagare i materiali e chi lavora… e tanti se ne vanno all’estero, tanti chiudono o falliscono, altri si suicidano. MA QUANDO MAI??? QUANDO MAI SI E’ VISTA UNA COSA COSI’ IMMONDA?

 

Sento ancora gente e “luminari” che inveiscono contro quelli che hanno compreso la schiavitù dell’euro e di questa Europa unita urlando a gran voce che questa europa eserve perchè possiamo girare liberamente in ogni stato e io rispondo: <perché, prima non lo facevamo? A già dovevamo avere un documento che ti permettesse di entrare in un altro Stato, e ribadisco ERA MEGLIO PRIMA, ALMENO ERA CONTROLLATO CHIUNQUE, mentre oggi entrano ed escono liberamente anche ladri, assassini, terroristi e via dicendo>. Poi affermano che questa Europa è necessaria perchè con la moneta uguale per tutti non abbiamo problemi. Ma di cosa stanno parlando???? Quando avevamo la LIRA eravamo la 7^ potenza economica MONDIALE e la 4^ a livello EUROPEO, avevamo 100.000 LIRE in tasca ed eravamo signori!!! Oggi l’equivalente di 50,00 € NON TI BASTA PER LA FARE LA SPESA GIORNALIERA, NE’ DI PAGARE UNA BOLLETTA. Oggi con l’idea dell’uguaglianza stanno persino distruggendo la NOSTRA CULTURA, IL NOSTRO ESSERE ITALIANI.

 

L’Europa ha distrutto anche il MADE IN ITALY e con lui il lavoro che dava crescita, che dava speranza e che dava un futuro!

 

Vai in giro per l’Italia e trovi solo negozi di cinesi, albanesi, marocchini, indiani, tutti uguali, tutti con le stesse merci contraffatte, di scarsa qualità e a volte anche pericolose per la salute. E’ vero, i negozi italiani avevano prezzi più alti, ma le tasse che pagano GLI ITALIANI, non sono equiparate a quelle che pagano gli stranieri, che hanno benefici, agevolazioni e via dicendo, e in uno STATO, dove la SUA LEGGE COSTITUZIONALE sancisce che LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI, questo E’ INACCETTABILE!

 

Io ho 62 anni e vengo dal dopo guerra, quando c’era la fame vera…. ma mai ho visto una catastrofe economica come quella che stiamo vivendo oggi. MAI!! Mio padre all’epoca aveva un laboratorio di pasticceria e mia madre non lavorava avendo 5 figli. Lui da solo ha tirato avanti la famiglia, e non ci mancava niente. Oggi si lavora in due e non si arriva al 18 del mese, sempre con qualcosa di arretrato da pagare… quando arriva il postino ti prende un colpo perchè porta solo bollette, equitalia, tasse….. UNA VOLTA LO ASPETTAVI perchè ricevevi lettere (non c’era il pc e neanche i cellulari) le cartoline di chi partiva, messaggi di auguri a pasqua e natale….. noi ragazzi vivevamo in strada, giocavamo con quello che trovavamo o ci inventavamo, ed eravamo sempre sporchi ma felici e sani, avendo ricevuto una educazione che oggi farebbe invidia anche al più grande magnate del mondo.
Oggi vedi solo ragazzi che stanno attaccati al cellulare, o telefonano, o mandano messaggi o chattano… fumano, bevono e non riescono a divertirsi.

Questa oggi la chiamano civiltà… io la chiamerei in un altro modo…. ma lascio perdere…

scusate lo sfogo, ma aver vissuto gli anni felici 70-80 e vivere in questa Europa Unita che di unito ha solo la schiavitù dei popoli, i governi fantocci che non capiscono un’acca di politica economica, di lavoro, di civiltà, di cultura… mi rattrista non poco.

by Emanuela Rocca

il perchè di questa immagine:

Cologne n. 4711: ieri, oggi ed anche domani 

 

La Colonia 4711 è storia. La Colonia 4711 è quello che si ricorda da bambini, è una delle prime fragranze che s’imprime nella memoria.

 

15/03/2015 commenti (0)

L’ORIZZONTE “ANTIMODERNO” DI CHI OSTACOLA COMUNICABILITA’ DELLA FEDE CRISTIANA

L'ORIZZONTE "ANTIMODERNO" DI CHI OSTACOLA COMUNICABILITA' DELLA FEDE CRISTIANA - Agorà News on Line

Il panorama politico italiano e più estesamente europeo appare visibilmente desolante, privo di ideali, implicato solamente sulle questioni più tecniche e più piccole, del tutto inadeguato a segnalare alla generazione del nostro tempo, alla gioventù di oggi, una idealità, non all’altezza di impersonare il ruolo di protagonista incardinando un ideale dentro la storia, maldestro nell’esprimere grandi parole e a dire di più della politica del momento. Non si può certo negare il reale e disperato bisogno di una “teologia della politica”, di una linfa religiosa, vitale, che dia un po’ di fiato, di respiro allo sconfortante contesto politico sorto dallo sfascio della seconda repubblica, dove l’unico spazio lasciato all’opinione pubblica è stato ristretto alla sola economia, anche questa “esplosa”, come ci attesta ampiamente lo scenario internazionale di questa fase storica.

Il ritorno di una “idealità politica” è reclamato persino da una parte del nostro “laicismo”, basti pensare ad un recente libro di Giovanni De Luna, noto per la sua provenienza dall’azionismo, il quale, partendo dal totale fallimento della seconda repubblica, auspica il ritorno a una religione della politica, al vigore di un supplemento

spirituale che sia in grado di far dire di più della politica del momento. Non deve certo sorprendere questo richiamo all’anelito religioso, d’altronde la posizione dominante nella storia ha visto ovunque il potere usare la religione, forme di “teocrazia e cesaropapismo”, nel passato come anche nel presente, vedono l’uomo servirsi del nome di Dio per realizzare la propria potenza.

In occidente la forma teocratica fatta eccezione la bolla di Bonifacio VIII “Unam Sanctam”, non ha registrato altri episodi nella Chiesa di Roma; dominare i poteri del mondo per la Chiesa è una pia illusione e la stessa pretesa di Bonifacio VIII, tragica e patetica, ha visto i Papi diventare con la cattività avignonese i cappellani del re di Francia. In realtà è il potere del mondo che domina la Chiesa e domina la sfera religiosa: il “cesaropapismo” è sempre stata la posizione dominante. Cesare che diventa Papa e usa la sua autorità politica “sacralizzandola”, com’era l’antica autorità pagana, e come accade più modernamente con l’ideologia laicista divinizzando il potere politico (lo “Stato”, la “Nazione” o il “Popolo”), mutuando dal cristianesimo il linguaggio del sacro, che di per sé ha senso solo se riferito a Dio.

Questo processo di secolarizzazione, adeguatamente posto in risalto dal filosofo Massimo Borghesi attraverso una penetrante interpretazione filosofica della storia politica moderna, viene definito “teologia politica”, cioè politicizzazione della religione, del religioso come collante contro qualcuno rectius la religione come identità in conflitto, ideologia di guerra. Diversamente da quanto asseriva il tedesco Carl Smitt, celebre studioso di teologia politica nel Novecento, secondo cui la teologia politica è “secolarizzazione del cristianesimo” Borghesi sostiene che è “teomanicheismo”, cioè una posizione religiosa politica per la quale vale la distinzione fondamentale tra “nemico e amico”, nel senso che non c’è teologia politica se non c’è guerra.

Il Dio della teologia politica è il dio degli eserciti, pronta a scattare quando ci sono situazioni di conflitto, quando ci sono crolli, nei momenti tragici, quando gli uomini si coalizzano e hanno bisogno del nemico, marcando con una sanzione religiosa la propria posizione: dio è con noi, noi vinceremo! Il punto debole della teologia politica è di non essere autentica teologia, di portare la religione in un orizzonte “diabolico”, quello del contrasto e della lotta, neutralizzando la libertà.

L’abuso della dimensione religiosa sia nel passato che nel presente registra testimonianze “ideologiche” da ogni parte: una teologia politica della sinistra e una di destra. Dalla teologia politica della sinistra socialista, che auspica un mondo nuovo come un paradiso in terra e ne parla in termini religiosi, come pure la teologia politica di Mazzini, sacerdote della religione laica, per cui dio è la patria dio è nazione; da un’altra parte una teologia politica di destra, dei controrivoluzionari: De Maistre, De Bonald, Donoso Cortes e di tutto un filone che nel tempo arriva fino al tradizionalismo cattolico di oggi. Da una veloce verifica storica è curioso osservare come la teologia politica degli anni ’70 in Italia, in Europa come in America latina, rispetto a cui tanti cristiani si mostrarono così sensibili e che dipendeva dall’egemonia marxista, usavano la teologia per giustificare la vittoria politica nel mondo usando della rivoluzione, del sangue, della violenza, di un “Cristo” mescolato alla spada, obliando la carità e l’incontro con l’altro che sono dei cardini della fede cristiana.

Dopo la caduta del marxismo nel 1989 si assiste a una depoliticizzazione della religione, favorita dalla nuova era della “globalizzazione” che ha coinciso con la secolarizzazione del costume e con la desacralizzazione del mondo. Sono stati gli anni del godimento, del paradiso edonistico in cui il sacro veniva lasciato da parte, persino Papa Wojtyla che fino all’ ’89 aveva assunto un ruolo decisivo per abbattere il comunismo, dipinto dalla grande stampa come attore protagonista della scena mondiale, improvvisamente non contava più.

Gli anni ’80-’90 negli Stati Uniti la religione si chiamava “new age”, una forma onirica che serviva ad addormentare le coscienze e non vedere le contraddizioni del mondo; dentro la musica e i paradisi artificiali si poteva sognare del divino e dello spirituale perché il potere voleva così. Questi sono gli anni della fine della politica e del primato dell’economia e della globalizzazione. L’11 settembre 2001 rappresenta il ritorno della teologia politica, l’abbattimento delle torri di Babele di Manhattan riprovoca nuovamente la reazione politico-religiosa: all’islamismo radicale, fondamentalista da un lato fa eco la nascita di una teologia politica della religione civile americana, una sorta di culto che eredita alcune posizioni ebraiche e cristiane e che ha i suoi martiri (Lincoln), una religione della “nazione”, eredità puritana destinata a salvare il mondo nel segno delle libertà e della democrazia, ideali nobili ma non senza imperfezioni legate al problema della guerra. Il Presidente degli Stati Uniti di quegli anni George Bush resuscita l’aspetto bellicoso della religione civile americana, immagine di un popolo in armi che difende la democrazia nel mondo, presentando nei primi sei, sette anni del nuovo millennio uno scenario teologico politico con ripercussioni anche qui in Italia. Figure autorevoli del mondo giornalistico e politico – Giuliano Ferrara e Marcello Pera – erano tutti persuasi dall’idea di quella guerra in Irak, tesa a portare la democrazia e i valori dell’occidente.

Il presidente del Senato, in particolare, era schierato in prima linea a sostegno di un intervento bellico, e non esitava in un dialogo con Ratzinger sul volume “Le radici dell’Europa” a sollecitare apertamente l’allora Cardinale a dare l’appoggio della Chiesa alla guerra dell’occidente contro l’Islam, per la difesa dei valori occidentali che stanno più a cuore al nostro patrimonio identitario. Certamente, accanto a voci così rappresentative se ne schieravano molte, svelando quanto il tratto distintivo teologico politico sia un richiamo guerriero. A fare da contraltare la reazione illuminista in Italia che bollava la religione “causa” di intolleranza, di guerra, additando i monoteismi, in particolare le tre religioni “abramitiche” fonti di intransigenza, inadeguate a generare la democrazia, suggerendo che solo un sano politeismo poteva garantire le condizioni di una valida democrazia; si tornava in un certo senso a teorizzare Kelsen e una concezione relativistica della democrazia contrapposta per questo alla religione.

L’unica voce a depoliticizzare il momento teologico in quegli anni tra il 2003-2006, nella completa dimenticanza della classe laica non solo nostrana, è stato Papa Giovanni Paolo II, che di fatto ha impedito che la guerra contro l’Irak diventasse una crociata contro l’Islam a livello planetario, opponendosi quasi da solo al Presidente americano. L’afflizione del Pontefice smascherava indirettamente lo stile di tanti cattolici “ultrapapalini” che negli anni precedenti gridavano ad ogni minimo attacco flebile di Repubblica o di qualcuno contro il Papa, ciò nonostante in quel tempo erano tutti con Bush e contro il Papa.

Questi sono esempi che lasciano il segno, visto che è proprio nelle situazioni di difficoltà che dovrebbe emergere il fermento evangelico della pace, contrariamente al reale volto mostrato; cattolici pronti a difendere i valori cattolici e ad indossare l’elmetto non appena presentivano la guerra, tutti contro l’aborto, ma a favore della guerra ammantata di velo religioso, come se questa non provocasse morti: contro l’aborto e contro le guerre, almeno se si possono evitare.

L’ideologia dell’occidente cristiano contro il Papa e le voci totalmente inascoltate della Chiesa in Irak hanno fatto sì che l’occidente cristiano in nome della guerra cristiana distruggesse la Chiesa in Irak, una delle chiese più antiche, con effetti umani deleteri da un punto di vista esistenziale e di espressione della libertà religiosa. Una guerra che ha determinato l’esilio di mezzo milione di irakeni, da cui è scaturita l’apertura – come un vaso di pandora – di una catastrofe, indicazione di una inesperienza e di una incapacità di giudizio che non si addice certo a una potenza imperiale come gli Stati Uniti. Quindi una religione che è invocata come ideologia di guerra, una politicizzazione della religione che, unita alla rilevante pressione del potere politico-mediatico, dopo il 2001 non ha certo comportato il riempimento delle chiese, sebbene il religioso continuasse per un uso politico e identitario ad occupare la scena.

Dalle considerazioni finora avanzate non dovrebbe risultare difficile accorgersi che queste posizioni teologico-politiche hanno complicato oltremodo il quadro filosofico-politico posteriore al 1989. La caduta del comunismo ha offerto immense possibilità, ha aperto uno scenario nuovo, ha stabilito la fine dell’ultima forma dell’ateismo dell’Ottocento, frutto finale ed inevitabile del razionalismo ateo, spalancando la

possibilità dell’opzione religiosa che è tornata ad essere legittima dopo l’offuscamento ideologico marxista.

Essere cristiani in precedenza significava essere antimoderni, appartenere a una posizione religiosa superata dalla storia, specificità questa della imponente portata filosofica del marxismo, protagonista della negazione della trascendenza necessariamente combinata con un progetto di trasformazione radicale del mondo.

Marxismo che nella cultura e nel costume etichettava i cristiani negli anni ’70 come retrogradi e che pur non alimentando una fede rivoluzionaria nei comunisti stessi, ha pronunciato negazioni filosofiche entrate a pieno titolo nei giudizi correnti. Dopo l’89 si può essere cristiani senza vergognarsi, quindi non più relitti del passato, uomini del medioevo, una autentica possibilità per il presente, se si considera anche l’eccezionale opportunità di comprendere la “modernità” rapportandosi con questa e apprezzandone gli sviluppi che aveva conosciuto. Certo, la riapertura del pari di Pascal, l’opzione religiosa e la possibilità della scommessa restano tuttavia all’interno di un contesto culturale produttrice di nichilismo, contraccolpo della dissoluzione marxista. Tutto ciò ha portato con sé una società senza ideali e senza speranze, conseguente al fatto che la realtà non corrisponde più al significato assiologico che l’accompagna.

Nichilismo e positivismo che dagli anni ’80-’90 arriva fino ad oggi: una crisi che trova espressione nella decomposizione del marxismo che avviene senza possibilità di inveramento in una forma superiore, impossibilità attestata così dalle filosofie laicistiche come dalle teologie modernistiche, che illudendosi di raggiungere un punto di vista più elevato, restano tuttavia all’interno di questa decomposizione. Opzione religiosa e naturalismo integrale sono le due possibilità che l’89 apre e che la teologia politica ha neutralizzato politicizzando la posizione della scelta religiosa – sempre relegata a una posizione di potere -, intricando l’incontro con la posizione religiosa, insinuando il principio del “contro l’altro”, di quanto sia essenziale il costituirsi contro qualcuno, dell’inimicizia costitutiva.

Lo stesso scenario che vedeva l’occidente cristiano contro il Papa nella guerra in Irak si è registrato più recentemente allorché l’insistenza con cui i “teocon” di ritorno sostenevano che Papa Francesco dichiarasse guerra contro l’Isis, spingendo questa pretesa fino ad additare come nemico l’Islam nella sua interezza. La contraddizione e la miopia insita in questa posizione la cui unica forza è riposta nella bandiera, senza alcuna cura per la realtà delle persone che si dice di voler difendere probabilmente solo per alibi ideologico, non può non richiamare il celebre discorso di Ratisbona di Papa Benedetto XVI e la conseguente eruzione di violenza cieca diffusa tra persecuzioni e uccisioni solo per aver citato Maometto. E’ scontato che non sia l’Islam il nemico, e non certo per ragioni di tattica, quanto perché si tratta di una religione praticata con modalità diversificate, al cui interno il pluralismo e le mescolanze talora divergenti non permettono di decifrarne univocamente il pensiero e la prassi; si tratta anche in questo caso di una teologia politica bieca e violenta incapace di discernere e di rendersi conto di quanti cristiani vivono e professano nelle zone a rischio.

Sono questi i “nuovi zeloti” gli “iperortodossi”, forse davvero il vero pericolo oggi per la Chiesa e per i cristiani. Certo, circa le componenti di tale cultura, vanno aggiunte altre considerazioni che più diffusamente interessano lo scenario teologico politico degli ultimi decenni del secolo scorso, precisazioni che hanno una qualche utilità per i profondi mutamenti nella scena del mondo e nel pericolo per la chiesa e per i cristiani; pericolo che negli anni ’70 era incarnato nella “sinistra” rivoluzionaria, mentre oggi si ritiene provenga decisamente da “destra”.

Gli iperzeloti del nostro tempo sono quelli che ostacolano di più la comunicabilità della fede, quelli che chiudono le porte e mettono i doppi chiavistelli, quelli che si preoccupano dell’ortodossia sopra di tutto e che fanno lo screening ogni giorno al Papa, sentenziando se è cattolico o non è cattolico, arrivando al ridicolo totale. Sono gli stessi che, attaccati ai valori non negoziabili non per se stessi – cosa giustissima – quanto perché permettono di sentirsi una parte eternamente in lotta, si addormentano una volta che non c’è il “nemico”, quelli che si muovono sempre e solo per reazione, omettendo colpevolmente l’essenza “positiva” della fede cristiana, innanzitutto “propositiva”.

Davvero pregevole al riguardo lo stile di Mons. Antonio Livi, Decano emerito di filosofia alla Pontificia Università Lateranense, allievo di Etienne Gilson, il quale in un articolo pubblicato su “l’Isola di Patmos” “Antonio Livi e Giuliano Ferara: pastori, teologi ed atei devoti. Due mondi e due linguaggi diversi”, riferendosi a un articolo sul Foglio di Giuliano Ferrara, dove il direttore del quotidiano asseriva che la “cifra” distintiva del pontificato di Papa Francesco risiedesse in un antropocentrismo spinto e nella “teologia dell’incontro” con annullamento della finalità redentiva della kenosis del Figlio, Livi chiarisce: ” […] Il mio punto di vista, quello per cui amo la Chiesa e da sempre mi adopero per servirla fedelmente, è il punto di vista teologale, mentre Ferrara e altri galantuomini come lui guardano sì con una certa ammirazione la Chiesa, hanno sì una buona conoscenza della sua dottrina, ma quando domandi loro se credono davvero che la Chiesa sia stata voluta da Cristo, il Verbo Incarnato, per annunciare a tutti gli uomini e in ogni tempo il Vangelo della salvezza e amministrare i sacramenti della grazia, loro onestamente riconoscono che non ci credono. Tutt’al più sono credenze che apprezzano intellettualmente, ma senza farle proprie. Invece io mi ritengo credente proprio perché ho sempre creduto e continuo a credere la Chiesa come “sacramento universale di salvezza” e faccio mia la sua dottrina perché non dubito che essa sia la verità religiosa assoluta, rivelata da Dio stesso. E nella mia azione pastorale — l’insegnamento accademico, la catechesi, la direzione spirituale — mi rivolgo logicamente a chi vede la Chiesa dal medesimo punto di vista, perché questo è ciò che qualifica, nell’intelligenza, il vero credente, ciò che lo distingue dai simpatizzanti di ogni tipo, con i quali ci può essere la massima amicizia sul piano umano ma nemmeno un po’ di condivisione dei criteri con cui essi valutano gli eventi della Chiesa.”

Ebbene, nonostante la diversa prospettiva del dialogo tra monsignor Livi e Ferrara, i problemi posti da Ferrara dissimulavano l’orizzonte dell’occidentalismo teocon, interamente teso ad invitare il Papa a mutare rotta, a lasciar perdere con la misericordia ed il perdono e a tornare allo scontro diretto con il mondo per la difesa dei valori non negoziabili. Dal punto di vista ideologico siamo qui di fronte ad una sorta di

“cristianesimo illuminista”, ad un razionalismo cattolico caratterizzato dal primato della teologia politica, l’idea che il rinnovamento religioso del mondo passi attraverso il potere, riducendo il cattolicesimo a parte, partito, lobby, sul modello dei gruppi di pressione americani caratterizzati da una mobilitazione permanente fatta di sit-in, marce, appelli, denuncie. La Chiesa in quanto tale diventa un movimento anti-aborto, anti-gay, anti-gender, ecc.

Vero che la fede motiva l’impegno sociale e segnatamente politico, ambito in cui risulta meglio praticare “la più alta forma di carità” come diceva Paolo VI, ma questo va distinto tra ciò che impegna tutta la Chiesa e ciò che impegna i laici cristiani che si occupano di politica: la distinzione degli ambiti è fondamentale se non si vuole degenerare in un “integralismo” che non giova alla Chiesa e al bene comune.

E’ importante in tal senso l’insegnamento del Concilio Vaticano II nonché i continui chiarimenti in materia soprattutto ad opera di Benedetto XVI. L’impegno dei laici nel temporale ha un contenuto positivo, e certamente rispetto alla deriva secolare ha un contenuto che S. Paolo chiama di kateikon, di contenimento del male, utile ma incapace di generare ovviamente la fede. Si tratta di una responsabilità che è propria dei laici nelle sedi proprie, primariamente del “parlamento”, luogo dove vengono varate e promulgate leggi, ed è in questo ambito che i laici hanno il dovere di contenere derive antropologiche errate. Tuttavia non è certo pensabile che tutta la Chiesa sia chiamata ad esercitare tale compito, vista la priorità e insostituibilità che la stessa riveste nell’annuncio cristiano.

E’ durante il pontificato di Benedetto XVI che è stato maggiormente posto in evidenza una nuova definizione del rapporto con la fede della chiesa e certi elementi essenziali del pensiero moderno, rivedendo e anche correggendo alcune decisioni storiche. L’idea di una vicenda così complessa e così affascinante del rapporto tra cristianesimo e potere dei primi secoli, rivela ad un tempo la personalità e la profonda anima liberale di Benedetto XVI, non sempre sottolineata dagli esigui studi sull’argomento. Ancora prima del suo pontificato Ratzinger ha riordinato il rapporto tra cristianesimo, libertà ed illuminismo moderno con delle affermazioni che mai in precedenza avevano registrato una tale radicalità e forza, evidenziando una liberalità che se non fosse per la consueta riconosciuta stima di teologo ortodosso, potevano alludere a una lettura quasi progressista.

In una delle sue opere “Il Concilio Vaticano II quarant’anni dopo” Benedetto XVI sottolinea che il concilio doveva determinare in modo nuovo il rapporto tra Chiesa e società moderna, oltre le aspre e radicali condanne che hanno avversato lo spirito della modernità. I nodi essenziali del Vaticano II, tesi a rigettare dopo circa due secoli il ponte con la modernità in funzione di un’evangelizzazione adeguata al cambiamento del tempo, si basavano innanzitutto sul rapporto tra la fede e le scienze, sul rapporto tra la Chiesa e lo stato moderno e sul rapporto tra cristianesimo e le altre religioni. Si avvertiva l’urgenza evangelica che per comunicare Cristo all’uomo moderno occorreva trovare dei ponti, senza enunciare che tutto è stato male, nonostante Benedetto XVI sottolineasse non solo l’inizio problematico della modernità, con il processo di Galileo, ma anche i

successivi sviluppi (Kant, la rivoluzione francese, il liberalismo radicale, lo scientismo), fasi storiche che concorsero a spezzare il rapporto tra Chiesa ed età moderna, provocando nell’Ottocento, sotto Pio IX, aspre e radicali condanne.

Ciò nonostante il Pontefice sottolineava anche gli sviluppi dell’età moderna, quei punti nuovi e positivi che puntano ad intessere un dialogo, un rapporto: questo è il portato del Vaticano II, l’inaugurazione della posizione di “riforma”, termine che implica l’idea di una discontinuità nella continuità, continuità dei principi e una discontinuità delle applicazioni storiche. In tal modo risulta comprensibile che il giudizio negativo del Sillabo dato sulla libertà religiosa poteva essere rettificato in una visione più complessa in un orizzonte diverso conseguito al mutamento della fase storica mondiale.

L’idea di riforma ha consentito di superare l’antitesi tra “tradizionalisti” e “progressisti”, ambedue opposti ma uniti nell’idea che il Vaticano II ha rotto con l’intera storia della Chiesa, mentre proprio Benedetto XVI, con la nuova definizione del rapporto con la fede della Chiesa e certi elementi essenziali del pensiero moderno, ha rivisto e anche corretto alcune decisioni storiche. Tutto ciò non può non significare l’abbandono di un modello teologico politico: quello medioevale.

Con il Vaticano II la Chiesa prende definitivamente congedo dal modello medievale che era il modello dell’antimoderno cattolico e che spiega tutta la reazione tradizionalista contro il concilio, reazione che arriva ad oggi e che ha in Roberto De Mattei (Presidente della fondazione Lepanto) il suo punto di forza. Proprio il presidente della fondazione Lepanto in un articolo sul quotidiano “Foglio” (12 novembre 2013), attaccava Benedetto XVI, Papa Francesco e don Giussani in quanto espressione tutti di una teologia progressista, connessa alla debolezza del loro “punto di partenza” (il realismo quale unico metodo possibile del sapere), ritenuta una categoria soggettivistica, modernistica quindi fuori dall’ortodossia.

Proprio Benedetto XVI collegando il Vaticano II all’era patristica, mediata dall’interpretazione liberale di Agostino, consentiva paradossalmente alla Chiesa di confrontarsi col moderno, riscoprendo le sue radici più antiche e incontrando l’istanza della libertà che è l’istanza positiva e migliore della modernità. Questo modello non si era totalmente perso, basti pensare al centro della principale democrazia moderna quella americana, esempio delle altre: i cristiani fuoriusciti dalla tolleranza inglese e perseguitati hanno ritrovato il fondamento della libertà di fede sull’esempio patristico. I cristiani perseguitati hanno riscoperto la libertà religiosa cristiana delle origini facendone il nucleo della futura democrazia americana che per questo risultava diverso da quello francese. In Francia, lo stato laico sorge contro la Chiesa, a motivo del fatto che la Chiesa è di stato e legata al potere monarchico (chiesa gallicana), da cui consegue la reazione anticlericale della nuova democrazia repubblicana francese: il modello europeo è anticlericale mentre quello americano sorge al contrario dal cristianesimo.

Il recupero del pensiero cristiano, di quanto nei primi secoli appariva semplice ed evidente, non è stato certo agevole, la fede in quanto fattore di grazia non poteva essere imposta: se Dio è la fonte della fede lo stato non deve entrarci, può e deve solo

riconoscerla. Questa lezione che la Chiesa ha messo a fuoco nel Vaticano II spiega la missione di pace e libertà che il cattolicesimo svolge oggi nel mondo, chiedendo libertà e rispetto per tutti e non solo per i cristiani, spegnendo i conflitti teologico politici togliendo l’alibi religioso. Sotto questo profilo non si valuterà mai abbastanza il portato del cristianesimo modello anche per l’islam contemporaneo, il quale per quella parte che accetta di misurarsi con la modernità deve trovare in mezzo a non poche difficoltà il suo

Vaticano II.

 

by Avv. Massimiliano Tedeschi

12/03/2015 commenti (0)

COMINICATO STAMPA- A VOI LE DOVUTE CONCLUSIONI

COMINICATO STAMPA-  A VOI LE DOVUTE CONCLUSIONI - Agorà News on Line

Riceviamo e pubblichiamo –  lettera indirizzata dal SINDACO DI CALTANISETTA al Ministro  ALFANO

CITTA’ DI CALTANISSETTA
Il Sindaco
C.so Umberto I, 134 – 93100 Caltanissetta
Tel. 0934.74233 – 74.276 – Fax 0934.582584

Prot. n. 10608 Caltanissetta, mercoledì 18 febbraio 2015
Onorevole Signor Ministro,
con la presente desidero informarLa che lunedì 26 gennaio 2015 a Caltanissetta il Consiglio Comunale si è riunito con un unico tema all’ordine del giorno: Pubblica sicurezza legata alla presenza di immigrati in città.
Caltanissetta vive ormai dal 1998 il fenomeno dell’immigrazione che ormai negli ultimi anni si è amplificato a dismisura divenendo un vero e proprio dramma sociale. Nel 1998 fu istituito il Centro Polifunzionale – a seguito dell’approvazione della legge Turco Napolitano – che vede oggi al suo interno ben 3 diversi servizi: CARA, CDA e CIE.
Sono quindi quasi 15 anni che la mia Città accoglie le difficoltà e la disperazione di questi uomini e donne, costretti dopo traversate spesso drammatiche, a vivere in condizioni assolutamente precarie. Si aggiunga a questo il fatto che molti migranti, o in attesa di ricorso avverso provvedimenti di rimpatrio o in attesa di rinnovo del permesso di soggiorno, comunque in attesa di accoglienza, sono costretti ad accamparsi nelle immediate vicinanze del centro in condizioni igienico-sanitarie del tutto intollerabili.
Questo pone il nostro Paese in totale conflitto con i più elementari principi di rispetto dei Diritti Umani.
Si sono altresì verificate frequenti manifestazioni di protesta da parte dei migranti stessi, contro la lentezza dell’iter burocratico relativo al rilascio dei permessi, generando tensioni e conseguenti preoccupazioni nell’opinione pubblica cittadina, che per fortuna, grazie un’ attenta gestione da parte di S.E. il Prefetto in concerto con le forze dell’ ordine, sono sempre state contenute. Nonostante i tempestivi interventi predisposti da S.E. il Prefetto, la sistemazione temporanea di questi profughi in altre strutture risulta vana perché dopo pochi giorni altri arrivano, inesorabilmente, ad occupare gli stessi luoghi insani al di fuori del Centro di accoglienza.
Pur non di meno, la mia Città si è mostrata tollerante e molto accogliente nei confronti dei migranti, dovendo però pagare un prezzo molto alto sia sul piano sociale che sul piano economico.
E’ da pochi mesi che la mia Giunta si è vista costretta, per l’ennesima volta, ad intervenire per il recupero di strutture sportive adiacenti al Centro Polifunzionale, continuamente danneggiate da accampamenti abusivi, che da un lato impediscono la fruizione per attività sportive e dall’ altro, per il ripristino, necessitano interventi consistenti che assorbono le già magre risorse economiche comunali.
Viste le dimensioni assunte negli ultimi anni dal fenomeno, e le preoccupanti prospettive future, si ritiene necessario un intervento dello Stato sicuramente più ampio e adeguato rispetto a quello che fino ad oggi si è riusciti ad assicurare. Occorre, quindi, ripensare a delle misure di compartecipazione finanziaria finalizzate all’aumento dell’organico di polizia locale, al ripristino dei 20 Agenti della Polizia di Stato che sono stati di recente ridotti al CARA, nonché al potenziamento di tutte quelle misure atte a garantire l’integrazione con i miei concittadini (attività sportive, alfabetizzazione, assistenza ai bisogni primari, ecc). La città sta rispondendo bene alle attività dell’ Amministrazione Comunale che ha organizzato una rete di volontariato pronta a sostenere queste iniziative di sostegno ed integrazione, ma sente il bisogno di sentire lo Stato più vicino.
L’intero Consiglio Comunale, a sua volta, ha dimostrato una grande maturità politica. Infatti, i vari gruppi consiliari pur partendo da diversi punti di vista, hanno ritrovato l’unità sugli interventi possibili da mettere in campo per una migliore gestione dell’emergenza. Tante sono le misure che potrebbero essere attuate per una migliore assistenza e integrazione ma il dato che è emerso con assoluta unione d’intenti è il fatto di non poter più affrontare con le sole risorse cittadine questa enorme tragedia, soprattutto in questa fase storica che vede ridurre in maniera consistente i trasferi-
menti al Comune da parte dello Stato e della Regione, riducendo i servizi alla collettività. Bisogna intervenire in tempi rapidi, per evitare che possano verificarsi episodi di intolleranza dovuti alla difficoltà di presidiare il territorio, in particolare nei quartieri del Centro Storico dove la presenza di immigrati che vivono in condizioni precarie è particolarmente consistente.
È per questo che invitiamo la S.V. a ricevere una delegazione composta da me, dal Presidente del Consiglio Comunale e da alcuni consiglieri, per affrontare insieme il problema e studiare quelle forme di compartecipazione che possano garantire una migliore convivenza ai nisseni ed ai migranti.
Il Sindaco
Dott. Giovanni Ruvolo
On. Avv. Angelino Alfano
Ministro dell’Interno
Piazza del Viminale n. 1
00184 Roma

23/02/2015 commenti (0)

CONFRONTO IMPOSSIBILE: POLITICA E POLITICHESE- IL GIGANTE E IL PIGMEO

CONFRONTO IMPOSSIBILE: POLITICA E POLITICHESE- IL GIGANTE E IL PIGMEO - Agorà News on Line

Un confronto impossibile, la Politica e il politichese

OBAMA VERSUS RENZI

IL GIGANTE E IL PIGMEO

 

Impossibile paragonare gli Stati Uniti all’Italia. Dimensioni. Taglio di democrazia, bipartitismo lì perfetto ci dividono. Ma il nostro premier Renzi quando prova a scimmiottare Obama (ma anche il discusso Blair) si ammanta del lessico internazionale che non gli compete e parla di Jobs Act. La piccola e modesta cosa che è stata la mini-riforma del lavoro in Italia ha abbassato l’indice di disoccupazione dal 13,4% e al 12,9% ed è stato spacciato dai ministri responsabili (Poletti su tutti) come un grande successo. Obama, pur essendo in minoranza nel gioco dialettico coi Repubblicani, si sta permettendo riforme proibite nel primo mandato, quando doveva difendere chance di riconferma. La fine del boicottaggio con Cuba, la riforma del sistema sanitario, la solidarietà alla Grecia, sono atti palpabili di un politico coraggioso ancorché condizionato nella politica internazionale dal bellicismo (e dalle lobby delle armi) del suo paese. Ma, vivaddio, sulla riforma del lavoro il presidente americano ha investito 600 miliardi di dollari (dicasi seicento), non noccioline e i risultati si vedono. L’economia statunitense, fuori dalle spirali dell’austerità, pensando in  grande, ha restituito alla nazione l’orgoglio di 257.000 nuovi posti di lavoro. E con grande munificenza Obama sta pensando di tassare sul suolo d’adozione le multinazionali dell’informazioni e non (da Google in giù) mentre in Italia il Pd, nonostante le pressioni del volenteroso Boccia, si trascina ancora nell’ambiguità e nell’indecisionismo. Sapete quale cifra possono drenare gli Stati Uniti dalla super-tassa al 14% imposta a questi oligopoli? Tenetevi forte. Circa 2.000 miliardi di dollari, equivalenti a circa 1.900 miliardi di euro, quasi un colpo di spugna sull’attuale debito italiano (2140 miliardi, in crescita come Renzi, come con Berlusconi, Monti, Letta). Ed allora di chi e cosa stiamo parlando? Della politica di un gigante contro quella di un pigmeo. Di un vedere in grande contro un piccolo e meschino cabotaggio di una politica fatta di annunci senza realizzazioni. Se il capolavoro politico per cui Renzi viene osannato coram pupulo è l’elezione del tardo democristiano Mattarella alla Presidenza della Repubblica stiamo parlando di un piccolo retaggio di politichese che non fa i conti con i sei milioni di nuovi poveri in Italia, di una classe media che è diventata bassa, della finzione di una democrazia che ha neutralizzato i referendum e le libere scelte degli elettori per un futuro legislativo di “nominati”. In Italia vige una democrazia autocratica assai virtuale in cui decidono i soliti noti senza possibilità di accesso per le nuove generazioni che invariabilmente emigrano. Renzi è un finto nuovo “rifatto”, un prodotto vintage ormai scaduto per cui vale sempre il detto: “Puoi ingannare qualcuno per un certo periodo ma non puoi ingannare tutti per sempre!”. Difatti non lo rivoterebbe oggi quel 41% di italiani che si è espressa per il Pd all’altezza delle elezioni europee. Un credito perduto per sempre. Gli appuntamenti mancati con la storia non si ripresentano e per quanto ci riguarda il tempo della fiducia a Renzi è già da tempo scaduto.

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Daniele Poto

SCANDALI O OPPORTUNITA’ ?

SCANDALI O OPPORTUNITA' ? - Agorà News on Line

L' evento dell' anno si avvicina a grandi passi!

Tra poco più di due mesi inizierà l’ avventura dell’ expò 2015, e tutti i politici, si danno da fare ad impossessarsi dei meriti, lasciando al popolo e ai piccoli imprenditori le note negative!
Il premier è andato a Milano a vantarsi di aver cancellato la parola scandalo dal vocabolario italiano…. Ha dimenticato di dire, tra una cazzata e l’ altra, che ha cancellato la parola, ma ha legalizzato l’ azione legata allo scandalo!
Lui chiama i nuovi casi di corruzione, opportunità! Non può fare diversamente, perché essendo lui stesso un corrotto, non può autoaccusarsi! Da qui la necessità di legalizzare corruzione, reati di danno erariale, reati di concussione….
Se non li avesse depenalizzati, il suo partito sarebbe sparito, visto,che il 90% dei dirigenti di sinistra è implicata in qualche scandalo è/o indagine, più o meno insabbiata!
Quindi, sempre ammesso che si trovi una magistratura disposta a essere veramente imparziale e persecutrice della legge uguale per tutti, moltissimi dirigenti di sinistra sarebbero in galera! Ma questo non vale per i politici e dirigenti di sinistra, pd sopratutto!
Sicuramente molti si indigneranno leggendo queste parole, e, se mi metto dalla parte sinistra dell’ emiciclo, mi indignerei anche io! Ma guardiamo i fatti.
Scandalo Mose: mezzo PD Veneto indagato, ma nessuno ne parla! Anzi gli indagati Pd continuano imperterriti a ricoprire ruoli pubblici!
Lo scandalo, di cui non si parla più, del gioiello di famiglia, la Chill Post. Società che avrebbe dovuto essere femminile, ma che stranamente era di tale Tiziano Renzi, padre del premier, e che ha percepito dalla Regione Toscana, tramite la sua controllata fidi toscana, un bell’ aiuto economico pari a circa 462.000 euro senza prestare nessuna garanzia! È da notare che gli aiuti di quel genere erano riservati a società TOSCANE a gestione femminile, ma la Chill Post aveva sede a Genova, era di un uomo, ed è fallita opportunamente senza restituire un centesimo! Sarà perché il presidente della Regione Toscana, in qualità di presidente della fidi Toscana, è un amico del venditore di pentole affumicate?
Scandalo expò 2015: altra metà del Pd indagato, ma si continua imperterriti a far finta di non vedere o sentire, facendo pagare le colpe solo all’ imprenditore Maltauro, ma coloro che con le mazzette si sono arricchiti, restano al loro posto!
Sempre all’ interno del barcone expò 2015, si verifica un altro caso di favoritismi per amici e protetti: la società Eataly di un certo Farinetti, amico personale e finanziatore occulto, del venditore di pentole affumicate, sarà l’ unica ad avere, senza gara d’ appalto, la possibilità di aprire un mega ristorante su due padiglioni, per un totale di circa QUATTRO mila metri quadri! Sarà il più grande ristorante del mondo!
Il caso è anche sotto l’ occhio della Corte dei conti, ma  senza riscontro!
Ah…. Tanto per completare l’ informazione…. è di questi giorni la notizia che sempre alla società eataly di farinetti, sempre amico del premier, è stato affidato, sempre senza gara d’ appalto, la gestione di un altra realtà ricettiva importante a Roma!
Eppure il premier non è nuovo alle attenzioni della corte dei conti…..
Scandalo MPS: banca sull’ orlo del fallimento, nonostante i continui aiuti di stato con i soldi rubati al popolo e nessun colpevole! Anzi, tutti orgogliosamente incollati alla loro poltrona, e anche opportunamente premiati!
Scandalo tessere fasulle del Pd e primarie pilotate: nessuno ne parla! Eppure i fatti sono sotto gli occhi di tutti!
Ha ragione il premier: ha cancellato la parola “scandalo”, ma ha lasciato l’ opera!
Ma torniamo all’ Expo 2015.
Tra poco più di due mesi i cancelli della più grande manifestazione dell’ anno dovrebbero aprirsi al pubblico. Saranno pronti? Non saranno pronti? Mah! Io personalmente nutro forti dubbi sulla puntualità della fine lavori, per consentire l’ apertura!
Tutta l’ area è un cantiere aperto! Opere completate? Ad occhio saranno circa il 30%! Ma che importa? L’ importante è che i vari esponenti Pd e della vecchia DC, abbiano potuto incrementare il loro conto in banca!
E se i lavori non saranno ultimati, sarà solo colpa del popolo e dei piccoli artigiani che sono evasori!
Mica sarà colpa del governo e dei suoi esponenti e protetti che si lasciano corrompere…..!
È così, cari amici italiani, rivediamo le nostre cognizioni di italiano! Abituiamoci a non considerare più la parola scandalo, sostituendo la stessa con la parola opportunità….. Di rubare liberamente, ovviamente per i politici, i dirigenti e i loro amici….!
08/02/2015
Giovanni Verrecchia


 


09/02/2015 commenti (0)

CRAC DELLO IAL – 800 LICENZIAMENTI E NON SOLO

CRAC DELLO  IAL - 800 LICENZIAMENTI E NON SOLO - Agorà News on Line

Un colpo di penna, semplice, crudele, e vengono depennate decine di rubriche dove centinaia di lavoratori, di riflesso, restano a casa senza lavoro e senza sostentamenti per la sopravvivenza della famiglia. Questo è quanto sta accadendo dentro le stanze dell’ARS che, più di rappresentare la politica per lo sviluppo dell’economia siciliana, è paragonabile ad un lager dove vengono mozzate le teste a persone colpevoli di aver lavorato con disciplina e professionalità, creditori delle casse regionali di decine di stipendi non evasi. La legge non è uguale per tutti. Se è vero che per contenziosi vari Equitalia è autorizzata dalla stessa amministrazione regionale a pignorare le case, con la stessa misura i lavoratori non retribuiti dalla stessa amministrazione dovrebbero essere risarciti anche attraverso pignoramenti nei confronti della Regione. Il motivo di tutto ciò? La sopravvivenza dell’ARS fino ad aprile, in attesa di redigere il bilancio. Ma, purtroppo, sono certo che questo non sarà possibile e, a tal punto, la nostra Regione sarà commissariata e… tutti a casa, con mille ringraziamenti al dittatore Crocetta e ai nostri deputati che non hanno saputo spendersi (per quel che guadagnano) a tutela di chi li ha votati e concesso un onorabile stipendio mensile che, puntalmente, percepiscono in barba a chi è rimasto a casa per licenziamento ILLECITO! A tutti coloro che stanno vivendo questi momenti di austerità, la mia ampia e sostenuta solidarietà.

by Giovanni Tomaselli

per approfondire  leggi l’articolo inerente

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2015/01/23/news/formazione_professionale_al_crac_partono_altri_800_licenziamenti-105553839/

23/01/2015 commenti (0)

LA MERKELL INCONTRA RENZI A FIRENZE- IL PIATTO E’ SERVITO, MA E’ AL CIANURO

LA MERKELL INCONTRA RENZI A FIRENZE- IL PIATTO E' SERVITO, MA E' AL CIANURO - Agorà News on Line

Non è così semplice seguire la politica locale, figuriamoci quella nazionale e, volendo uscire fuori di testa, quella europea e internazionale. Ma noi, a volte, pur non sapendo nulla di politica (intrecci misteriosi inclusi), ci sentiamo in dovere di pubblicare solo le faccine dei nostri dittatori e traditori (nessuno escluso) e ridire su ciò che sta accadendo, ignari, purtroppo, di ciò che da qui a qualche mese accadrà realmente.
Come tutti abbiamo letto dai rapporti dei media, il nostro ben emerito Crocetta sta per varare una manovra “salva Sicilia” di due miliardi di euro, per evitare il default della nostra Regione.
Questa cifra ricadrà sulle spalle ormai piegate e piagate di tutti noi, almeno per una generazione. Ma, come leggeremo in seguito, non ci arriveremo a pagarla, perché la fine della Sicilia autonomista ha le ore contate e, oltre alla preoccupazione di chi ancora orgogliosamente si sente Siciliano, anche il presidente Obama non è proprio soddisfatto di ciò che Renzo e Lucia (leggasi Renzi e la Merkel), stanno tramando indisturbati per ridimensionare la nostra Isola, caposaldo americano del Mediterraneo. Prepariamoci al collasso dei servizi pubblici, ai senza reddito, ai disordini e all’insicurezza. Con Renzi bisognerà ringraziare anche il presidente della Regione, Rosario Crocetta che, unico programma politico portato avanti, è stato quello sbandierato ai quattro venti della lotta alla mafia!
Per rendere chiaro il concetto ai lettori siciliani, diciamo subito che il Governo nazionale, negli ultimi due anni ha tolto alla Regione siciliana (che è Autonoma, per così dire, un po’ come uno Stato Usa) 5 miliardi di euro. La Regione aveva già un “buco” di 2 miliardi di euro per la metà coperto con un mutuo. In pratica, il “buco” totale nel Bilancio di cassa della Regione siciliana viaggia tra 5 e 7 miliardi di euro! Con un deficit finanziario di cassa di tale portata, la Regione siciliana non può approvare un Bilancio normale. Così ha approvato un Bilancio provvisorio per i primi quattro mesi dell’anno, rinviando opportunamente di approvare il Bilancio ordinario ad aprile.
L’assessore Baccei (infiltrato all’ARS dal tandem Renzi-Delrio) ha fatto inserire nel Bilancio provvisorio delle entrate fantasma delle poste pari a due miliardi e 820 milioni di euro che la Regione potrà utilizzare “solo” (leggasi mai!) se lo Stato assegnerà questi soldi alla Sicilia. Come si può notare, un gioco strano, quello pilotato dal Governo Renzi con il sottosegretario Graziano Delrio: in due anni, Roma ha tolto alla Regione siciliana 5 miliardi di euro circa. Ora l’assessore Baccei – piazzato in Sicilia da Renzi e Delrio – dice che, forse, il Governo nazionale restituirà alla stessa Sicilia 2 miliardi e 800 milioni circa dei soldi che gli ha scippato. Questi soldi che lo Stato “forse” restituirà alla Sicilia si chiamano “accantonamenti negativi!
E Crocetta a sostegno di ciò cosa fa? Celando la cosa al Parlamento siciliano, ha imposto alla “tecnicamente” alla Sicilia la rinuncia, per i prossimi quattro anni, agli effetti positivi del contenzioso tra Stato e Regione siciliana, una sentenza della Corte Costituzionale che dà ragione alla Sicilia sulla questione della territorialità delle imposte (il famoso art. 37 della nostra Costituzione) che avrebbero potuto e dovuto chiedere (e ottenere se vivessimo in uno Stato di diritto) circa 13 miliardi l’anno che, a conti fatti, avrebbero potuto fare fronte tranquillamente a quella decina di miliardi che lo Stato spende ancora per noi, tra trasferimenti agli enti locali, fondo sanitario, scuola, università, ordine pubblico, u.s.w. (und so weiter, rimanendo in tema Merkel, vuol dire eccetera).
Ma Crocetta ha ritardato di quattro anni l’applicazione di tale sentenza, facendo così evaporare nel nulla circa 10 miliardi di euro che la Sicilia avrebbe potuto incassare già a partire da quest’anno. Che succederà, allora? Ma sarà lo stesso Delrio, con il quale questa mossa è stata concordata che se ne servirà per dare alla Sicilia il colpo di grazia finale. Il Ministero per gli Affari regionali impugnerà la legge approvata da Sala d’Ercole che autorizza l’esercizio provvisorio, manifestamente incostituzionale, e la impugnerà ex tunc, diffidando la Regione dal dare seguito alla stessa, a pena di risponderne personalmente. A quel punto Baccei, sconcertato (per finta), si dimetterà e la Regione siciliana cadrà nella paralisi più totale (non ho voluto scrivere che cadrà nella merda!).
Ecco! Se dinanzi a queste previsioni di fatti non c’è da che rattristarsi, allora questo mio intervento è stato futile, e scusatemi se vi ho rubato un po’ di tempo per poterlo leggere. Ma se lo doveste considerare importante, veritiero, confutabile con la realtà pseudo politica regionale e nazionale, beh … allora credo che bisognerà chiamare all’appello tutti i nostri Deputati regionali e nazionali che ci rappresentano (?) e, civilmente, chiedere se sono al corrente di quanto ho affermato e cosa intendono fare per salvare la nostra identità siciliana. Qualunque cosa accada nel prossimo futuro, io non lascerò mai la mia terra che ha dato i natali ai miei avi. Piuttosto, morirò di fame, e sulla mia tomba vorrò che sventoli la bandiera della mia Trinacria.

By  Giovanni Tomaselli

22/01/2015 commenti (0)

RENZI? UN SEMESTRE IN BIANCO- LE BRUTTE FIGURE VANNO IN EUROPA

RENZI? UN SEMESTRE IN BIANCO- LE BRUTTE FIGURE VANNO IN EUROPA - Agorà News on Line

L’ultimo filmato trasmesso dalla televisione francese veicola i peggiori stereotipi del politico italiano. Lungo una tradizione che ben si trasmette da Berlusconi a Renzi. Il nostro premier arriva in ritardo secondo consolidate abitudini nazionali, si trastulla con il telefonino, si dedica ai suoi fan assoggettando il bonario Martin Schulz (che pure ha sopportato le invettive del Minus nano che lo aveva paragonato ad un kapo’ di un film immaginario) a un selfie con la citazione coatta di Totti. Di più questo simpatico zuzzurellone durante la conferenza stampa tenuta dallo stesso collega tedesca si trastulla ancora con l’Iphone, sbadiglia, da palesi segni di insofferenza e, irrequieto più che mai, si scalmana secondo canoni poco ortodossi. E da per scontata la conclusione della stessa mentre Schultz sta ancora parlando suscitando un contenuto moto di sdegno. Si sa l’interlocutore è tedesco. Si parla di politica ma con l’occhio al giardinetto di casa nostra, all’elezione del presidente della Repubblica. Dunque la scintilla di un rapporto diverso tra l’Italia e l’Unione Europea ancora non scatta. Le diplomazie non ballano un tango solidale neanche quando c’è da rapportarsi all’industria araba del sequestro. Perché Stati Uniti e Inghilterra dichiaratamente e palesemente non pagano facendo argine all’inflazione della pratica mentre l’Italia con dichiarazioni di ordine sparso, diverse e contraddittorie, fa capire di aver pagato senza dirlo, scatenando le polemiche delle opposizioni alla ricerca di facili voti di consenso, asserendo che le due “disgraziate, tutt’altro che martiri” dovranno lavorare tutta la vita per risarcire lo Stato Italiano dei 12 milioni indebitamente versati per il loro riscatto. Insomma, la politica nostrana non esce da un piccolo guscio di meschinità e compromessi che si rifletteranno sulla prossima elezione del presidente della Repubblica. Che non dovrebbe avere occhi, profilo, pensiero, dna, gruppo sanguigno per piacere a tutti. Praticamente un extraterrestre, però meglio se donna, non si sa in base a quale criterio visto che, fuori dal politicamente corretto, dal velo dell’ipocrisia, obiettivamente nessuna delle candidate citate (Finocchiaro, Severino, la Bonino si è tirata fuori) ha il profilo del ruolo e le qualità per farlo. Ma perché recriminare quando è la politica stessa ad avere portato a maturazione queste contraddizioni profonde, ad aver gettato nel suo giardinetto bombe al napalm secondo un dettato astratto di democrazia, mille volte insultata a forza di referendum negati. Primo fra tutti, a memoria, l’acqua pubblica, bene comune. Una politica respingente come un cacuts per i cittadini che dovrebbero metabolizzarla e renderla partecipativa. La sera della seconda Repubblica è la notte profonda della democrazia.

by Daniele Poto

20/01/2015 commenti (0)

RICOMINCIO DA: ANNO NUOVO VITA NUOVA !

RICOMINCIO DA:  ANNO NUOVO VITA NUOVA ! - Agorà News on Line

Il vecchio detto comune, vale per tutti, tranne che per il popolo italiano!
Ormai siamo abituati alle continue promesse di cambiamento, proferite da quel di  Firenze. Promesse che ovviamente non saranno mai mantenute, così come non sono mai state mantenute quelle che ha proferito finora!
Circa un anno fa aveva detto che in cento giorni avrebbe portato a termine 85 riforme. Di giorni ne son passati trecentotrenta, e di riforme se ne è vista solo una e che vale solo per una famiglia: il finanziamento senza garanzie alla famiglia renzi!
Gran bella riforma!
Intanto abbiamo assistito alla commovente rappresentazione teatrale delle dimissioni del peggior presidente della Repubblica che l’ Italia abbia mai avuto! Ha superato perfino Scalfaro, in materia di maleficenze! E non è cosa da poco! Ora speriamo solo che presto raggiunga il suo predecessore, in modo da liberarci dell’ obolo giornaliero, per garantirgli il lauto appannaggio da senatore a vita! Carica inutile, quanto dannosa per il paese!
Se ne è andato!
Varie volte ho chiesto che gli venisse presentato il conto, per risarcire tutti i danni che ha causato al paese! Visto che ha intascato qualcosa come tredici milioni di euro, nell’ arco della sua vita parlamentare, sarebbe quanto meno opportuno che questi ultimi anni di vita che gli restano, siano lamento dedicati a consumare quanto ha rubato nei precedenti sessant’anni anni!
Invece ancora gli doniamo circa venti cinquemila euro al mese, per garantire un voto in senato, ad un governo illeggittimo, incostituzionale, bugiardo e più carogna di quelli che lo hanno preceduto!
Per chi non se ne fosse accorto, si è chiuso anche il semestre europeo a presidenza italiana.
Ma molti forse, me compreso, non si erano nemmeno accorti che c’ era la presidenza italiana…..
Mi direte perché non me ne ero accorto….!
Semplicemente perché in tutte le presidenze precedenti, i paesi che ricoprivano tale ruolo ne hanno tratto benefici. Il nostro ne ha ricavato altri danni! Ma d’ altronde con un presidente del consiglio condannato per danno  erariale, figlio di un indagato per truffa e bancarotta fraudolenta, mica potevate sperare che ci fosse un occhio di riguardo per gli italiani! E no! Solo gli interessi di zio Tiziano e padrino Carlo vanno tutelati!
È stato anche l’ anno della norma salva Silvio, prima presentata, poi ritirata, poi di nuovo fatta apparire…..
La norma che nessuno si degna di chiamare con il suo vero nome e cognome: norma salva potenti! Già! Perché fa più effetto dire che avrebbe salvato solo Silvio Berlusconi! In effetti salverebbe anche Passera, Profumo, MPS, CARIGE, De Benedetti….. Come potete notare, un rapporto di uno a cinque per la sinistra! Ma molto comodo mettere avanti il nano di Arcore!
In questi primi giorni dell’ anno, i francesi hanno pianto alcune vittime del pseudoterrorismo.
Perché pseudo?
Rifletteteci un attimo. Avete mai visto o sentito di un terrorista che va in azione con un fucile con il selettore di tiro sul colpo singolo? Di solito i terroristi agiscono con le cinture esplosive!
E credete che i terroristi siano così sprovveduti da dimenticare la carta di identità sull’ auto che useranno per la fuga? Oppure credete che i terroristi vadano in giro nome e cognome ai loro bersagli? E perché l’ auto della polizia intervenuta sul posto della strage, lascia libero il passaggio sulla strada, come si vede benissimo da tutte le foto del luogo, in modo da consentire all’ auto dei fuggitivi, di poter passare?
Cosa vi fa pensare ciò? A me personalmente fa pensare che sia una azione pianificata dai servizi segreti europei, e non sarebbe la prima volta, per passare da vittime e incutere terrore nelle menti dei popoli!
Però, grazie all’ operato della Farnesina, i nostri politici hanno riportato a casa le due ragazzine viziate che erano andate in Siria, in cerca di emozioni forti! Il popolo italiano, con il pagamento di questo riscatto, ha contribuito lautamente con dodici milioni di euro a finanziare la jihad islamica del terrore! Complimenti ministro Gentiloni! Ma come mai non c’ è stata la stessa celerità per i marò? Eppure sono italiani pure loro!
Come vedete, cari amici, anno nuovo, ma vita vecchia!
Avete voglia a sperare di ricominciare…! O meglio, ricomincio da…. Dallo stesso punto! Il popolo a soffrire, e i parassiti a godere!
Sveglia, italiani!
17/01/2015
Giovanni Verrecchia
 

ITALICUM, LA NUOVA LEGGE ELETTORALE COS’E’, I TESTI E LE MODIFICHE IN PARLAMENTO

ITALICUM, LA NUOVA LEGGE ELETTORALE COS'E', I TESTI E LE MODIFICHE IN PARLAMENTO - Agorà News on Line

Italicum, la nuova legge elettorale. Cos’è, i testi e le modifiche in Parlamento

L’Italicum è il nome del nuovo sistema elettorale, proposto in primis da Matteo Renzi e ora al vaglio del Parlamento. Due sono le premesse che hanno portato alla presentazione di questa nuova legge elettorale: la bocciatura del Porcellum da parte della Corte costituzionale, e la vittoria dello stesso Renzi alle primarie per la segreteria del Pd. Due stravolgimenti del quadro politico avvenuti in pochissimi giorni, tra il 4 e l’8 dicembre 2013.

Leggi la sentenza integrale con le motivazioni della bocciatura al Porcellum

 

Dalla vittoria di Renzi e, soprattutto, in seguito alla dichiarazione di incostituzionalità del Porcellum, in breve tempo, si è arrivati all’incontro tra i due leader più in vista: sabato 18 gennaio 2014, il sindaco di Firenze e l’ex premier Berlusconi si sono incontrati nella sede Pd del Nazareno, a Roma, mettendo sul tavolo l’accordo per le riforme su questi tre punti:

_ Nuova legge elettorale

_ Trasformazione del Senato in Camera delle Autonomie

_ Riforma del Titolo V della Costituzione

Vai ai dettagli dell’accordo tra Renzi e Berlusconi

 

Cos’è l’Italicum

Italicum è il nome attribuito al sistema elettorale che ha ricevuto l’ok della direzione Pd lunedì 20 gennaio – provocando le dimissioni di Gianni Cuperlo da presidente del partito- – ed è approdato in Commissione Affari Costituzionali mercoledì 22 gennaio 2014.

Vai al testo della legge elettorale arrivato in Parlamento

Vai al commento della bozza di legge elettorale

 

Principali caratteristiche della legge elettorale “Italicum”

Dopo l’accordo Renzi-Berlusconi, si sono svolte alcune telefonate tra i due leader. Allo stato attuale, il sistema si caratterizza per essere:

_ proporzionale

_ con premio di maggioranza alla coalizione che raggiunge il 37% dei voti, pari al 15% dei seggi in più, con massimo 55%

_ con ballottaggio, in caso nessuno degli schieramenti abbia raggiunto il 35%

_ a liste brevi e bloccate, dunque senza la possibilità di esprimere preferenze

_ con soglie di sbarramento al 4,5% per i partiti coalizzati, all’8% per i non coalizzati e al 12% per le coalizioni

_ a 125 circoscrizioni, ma con riparto dei seggi su base nazionale e non sui voti ottenuti localmente

 

Chi sostiene l’Italicum: i partiti

L’Italicum è sostenuto da tutti i partiti della maggioranza: Pd, Scelta civica e Nuovo centrodestra, più Forza Italia.Contrari all’impostaizone iniziale dell’Italicum, i partiti minori, come Sinistra, Ecologia e Libertà o Fratelli d’Italia, che temono di scomparire vista l’alta soglia di sbarramento.

Diversa la posizione del MoVimento 5 Stelle, che sta svolgendo la consultazione online tra i propri iscritti per una proposta di legge alternativa. Al momento, i grillini si sono espressi a favore del proporzionale, dunque in linea con l’Italicum.

Caso Lega Nord: si è parlato di una possibile clausola salva Lega, che avrebbe garantito qualche seggio bonus alle forze in grado di raccogliere almeno il 10% in una regione. Se in principio tale previsione era stata esclusa, è stata poi reinserita nella prima versione arrivata in aula alla Camera: basterà aver preso il 9% in tre regioni per entrare in Parlamento.

 

I passaggi in Parlamento

La legge è arrivata il 22 gennaio 2014 in Commissione Affari Costituzionali alla Camera

Vai al testo base dell’Italicum

Inizialmente prevista in aula a Montecitorio giovedì 30, viene approvata da Montecitorio solo mercoledì 12 marzo

Superate le pregiudiziali di costituzionalità, il ddl è rimasto bloccato dopo il cambio di governo tra Letta e Renzi. Quindi, alla Camera, alcuni emendamenti hanno messo in crisi il patto tra il premier e Berlusconi, che, comunque, ha superatola prima prova parlamentare.

Qui l’Italicum dopo l’ok della Camera

articolo di LeggiOggi.it

10/01/2015 commenti (0)

QUESTO E’ PARLARE CHIARO !

QUESTO E' PARLARE CHIARO ! - Agorà News on Line

Ho letto questo post su FB, è di una mia amica che conosco personalmente e che stimo tantissimo. Non ho potuto fare a meno di pubblicarlo perchè HA VERAMENTE RAGIONE!

 

39 min ·

 

Ma veramente VERAMENTE pensate voi tutti anti euristi che tornare alla sovranità monetaria BASTI??
La sovranità monetaria nn ce l’abbiamo più perché per prima cosa non abbiamo più la sovranità della Coscienza abbiamo abdicato la sovranità delle nostre vite ad una classe politica corrotta marcia nel dna asservita alle elites massoniche internazionali, una classe politica che rispecchia pari pari la ignorante bassezza della mentalità italiota, i modelli in cui si riconosce.

Se non rifondiamo una identità nuova e non purifichiamo tutto nel profondo voglio vedere CHI gestirà questa fantomatica sovranità monetaria, forse gli stessi ladri mistificatori servi dei nazisionisti ?
Mi fa quasi pena questa visione, infantile e ipocrita come tutte le manifestazioni della politica nazionale.

La istintiva tendenza degli italiani a delegare qualsiasi cosa in cambio di pigre comodita’ e’ assolutamente funzionale al piano di conquista neocolonialista globale : l’Italia la vogliono tutti, e non vedono l’ora di comprarsela a prezzo da saldi stracciati. Se facesse tanto schifo, dai ns Btp alle ns aziende, dal ns patrimonio pubblico al ns patrimonio culturale, PERCHÉ SE LO COMPRANO ???

L’Italia ha un problema solo: GLI ITALIANI, quelli ignoranti, ipocriti, viziati, pigri, anacronistici, borghesi avidi ed individualisti, che determinano in maggioranza la classe politica in base ai propri modelli.
Quindi, sovranità monetaria o meno, questi sono gli italiani che dettano la guideline del paese.

SE esistono italiani DIVERSI, che NON vogliono più un paese così, che intendono salvarlo da questo declino di distruzione e indegnità
Italiani coscienti audaci coraggiosi determinati a costruire una nuova comunita basata su valori e obiettivi a beneficio di tutti allora SONO QUESTI A DOVERSI DARE UNA MOSSA IN PRIMA PERSONA, a riscattarsi dalla mentalità da sudditi, da cittadini privi di autostima, dalla accettazione passiva di qualsiasi sopruso.

SE ESISTONO italiani che sono stufi di pagare sulla propria pelle per gli errori e la malafede di una classe politica incapace e corrotta SONO QUESTI che devono smascherare i responsabili e cacciarli, e le azioni necessarie devono essere intraprese direttamente, non demandate a soggetti terzi esterni, addirittura governi stranieri !

SE esistono italiani con una dignità è una coscienza e’ ora che si organizzino e agiscano in prima persona per riprendersi ciò che è’ loro.
E non venitemi a dire che non si può’ fare, esistono centinaia di azioni di non collaborazione nonviolenta che si possono mettere in atto.

Certo se vogliamo creare il primato della sovranità dell’alibi perpetuo ok, avanti nell’autorazzismo e nell’umiliazione globale. (di Simona Zampetti)

 

per voi da Emanuela Rocca

04/01/2015 commenti (0)

AUGURI A CHI? A TUTTI! – DA UN ITALIANO MOLTO ARRABBIATO

AUGURI A CHI? A TUTTI! - DA UN ITALIANO MOLTO ARRABBIATO - Agorà News on Line

Ora si spengono pc, smartphone, tablet e ogni altro aggeggio infernale creato per controllarci, e ci si concentra sul cenone, sui festeggiamenti, su qualsiasi cosa possa distoglierci per qualche ora dalla situazione di crisi in cui napolitano & c. ci hanno portato! Una preghiera però devo farvela. Evitate di ascoltare  le balle che il presidente dirà stasera a reti unificate! Racconterà un altro mucchio di bugie  per convincervi che l’ Europa è bella, che i governi illegittimi da lui voluti, ma votati da nessuno, stanno facendo il bene del paese, ecc…. Ricordatevi che fino al 2000 il nostro Paese era la quarta potenza economica mondiale! Grazie all’ operato suo e di chi lo ha preceduto, e ai governi di sinistra e di destra, siamo ridotti economicamente peggio del terzo mondo! Auguri a tutti gli italiani che ancora hanno un briciolo di dignità  e che si oppongono con fermezza ai soprusi e ai danni che questa classe politica e dirigente fa al popolo e al nostro Paese! Auguri a quelle famiglie che hanno perso i loro cari, per colpa dei politici che hanno imposto l’ omicidio di stato attraverso equitalia! Auguri ai marò dimenticati in India e alle loro famiglie, e auguri a chi si sta battendo per riportarli in Italia e tra questi non c’è  nessuno politico! Auguri a coloro che si rifiutano di credere che l’ immigrazione clandestina promossa e protetta dalla politica sia una risorsa! Auguri ai pensionati che non hanno i soldi per comprare il panettone, perché i politici prima di aumentare le pensioni minime, hanno pensato bene di dare 80€ a chi poteva garantirgli i voti! Auguri a chi si oppone con fermezza al governo guidato da un condannato in via definitiva per danno erariale, e che continua a fare giochi  sporchi sulle spalle degli italiani! Auguri a chi questa notte andrà a letto con la pancia dolorante perché non ha soldi per fare la spesa, perché il governo italiano anziché garantire lavoro agli italiani, garantisce guadagni alle coop che si occupano di accoglienza! Auguri a coloro che hanno tentato di risvegliare le coscienze degli italiani, ma che sono stati traditi da chi credevano amici e collaboratori! Auguri a chi nonostante le difficoltà, cerca di non far mancar niente alla propria famiglia!
E infine gli auguri,  anche se di tenore diverso, giungano a  chi è responsabile di questa crisi! Ai banchieri, che possano usare tutti i soldi che hanno rubato ai popoli per curarsi, ma che non possano arrivare sulla soglia della farmacia!
Auguri di lunghe sofferenze ai politicanti che si sono venduti i beni nazionali per garantire guadagni ai loro padroni europei e massoni! Auguro a loro di patire le stesse sofferenze dei superstiti di quelle famiglie che hanno perso i loro cari per colpa di equitalia! Ai politicastri servi della merkel e della BCE auguro di non poter comprare il cappuccino domani mattina! E che essi possano sedere agli angoli delle strade a chiedere elemosina, così come hanno spinto migliaia di italiani a fare altrettanto! Ogni centesimo che hanno rubato, possa diventare una scarica elettrica nelle loro tasche! Auguri politicanti da quattro soldi, auguri perché ogni vostra opera fatta a danno degli italiani, possa tornarvi indietro moltiplicata per dieci! Auguri anche a coloro che hanno indirizzato i nostri politicastri verso il tradimento del popolo; a loro auguro di soffrire le stesse pene che hanno sofferto migliaia di piccoli imprenditori che sono stati costretti a fallire perché il governo li ha perseguitati e vessati fino a sfinirli! Auguri anche a coloro che continuano a rifiutarsi di aprire gli occhi sui disastri causati da questo governo incapace e inutile! A loro auguro di aprir finalmente gli occhi e collegare il loro cervello affinché si rendano conto di dove ci stanno portando!
Buon anno!

Giovanni Verrecchia

 

31/12/2014 commenti (0)

CUCU’… CI SIAMO STATI…

CUCU'... CI SIAMO STATI... - Agorà News on Line

Il semestre italiano di presidenza europea, volge al termine. Qualcuno se ne è accorto?
Nelle intenzioni di quel di Firenze, a parole, a luglio, quando ha assunto la presidenza dell’ Europa, c’ era quella di cambiare l’ Europa, avrebbe voluto, sempre a parole, far tornare l’ Italia ad essere una pedina fondamentale dello scacchiere europeo.
Parole, parole, parole… Recitava una nota canzone del passato. Peccato che nelle vita di ogni giorno ci vogliono fatti concreti!
E finora di fatti concreti, ne ha fatti! Ha aumentato tasse e balzelli, ha tolto il diritto di voto al popolo per eleggere i propri rappresentanti presso le provincie, ha garantito immunità ai suoi amici e parenti, ha steso un velo pietoso sulla corruzione dilagante negli appalti pubblici, ossia si può continuare a corrompere i deputati Pd senza pagarne le conseguenze, ha garantito finanziamenti e protezione ai suoi finanziatori…. Insomma, ha fatto parecchi fatti concreti…. A danno del popolo!
Ma in Europa?
Ma non avrete mica pensato che veramente avrebbe potuto fare qualcosa?
Anche in Europa ha fatto molto….poco!
Per esempio….,ha provveduto a far regredire ancora un po’ il nostro Paese….!
Sotto la sua guida, da febbraio 2014 abbiamo perso duecentosessanta imprese ogni giorno!
Vi sembra poco? Non disperate! Si è prenotato la guida del governo fino al 2018, con l’ appoggio del vecchio di Napoli!
Ma tornando all’ Europa…. In questi sei mesi, forse non tutti se ne sono accorti, abbiamo perso il diritto di conoscere da dove proviene ciò che mangiamo! Forse è dovuto al fatto che i nostri connazionali devono essere certi della provenienza del cibo: gli scarti di frutta e verdura dei mercati!
Ci hanno detto che una eccellenza italiana, il castelmagno, non è più consumabile, perche non è sicuro! È più sicuro quello che viene dalla Cina!
Ci hanno garantito che si possono comprare giocattoli cinesi, perché i cinesi possono evadere tasse e produrre giocattoli e articoli in genere, anche usando formaldeide!
Si…si… Certo! Ha alzato la voce è battuto i pugni sul tavolo….! Ha detto che l’ Europa è una banda di burocrati…. Oooppppsssss….. Appena lo ha sentito il protettore degli evasori fiscali, tale Junkers, si è alterato,  lo  ha richiamato all’ordine e gli ha gridato nelle orecchie che loro non sono burocrati! Non per nulla hanno preteso e voluto Pier Carlo Padoan al ministero dell’ economia! Lo hanno messo apposta lì per guidare per mano Renzi e ad ogni richiamo fatto dal protettore degli evasori,  si è prostrato e ha chiesto scusa per aver osato  aprire bocca!
Nel frattempo i ros abruzzesi hanno arrestato dei sedicenti terroristi di estrema destra, che, alla luce delle indagini, avrebbero potuto alimentare eversione e deriva del popolo, contro la politica…. AVREBBERO….! Mentre coloro che fanno eversione vera, distruggono il popolo, distruggono l’ economia di un paese, spingono al suicidio migliaia di persone, li proteggono e li

 

scortano!
Ma in tutto questo andazzo abbiamo anche una buona notizia… Il napoletano se ne va!
Dopo aver fatto danni alla Repubblica, aver calpestato la costituzione, aver messo in atto ben tre colpi di stato, aver tramato con la mafia a danno del Paese e del popolo, se ne va!
Finalmente!
Peccato però non poter chiedergli conto dei danni che ha fatto!
E sull’ altra sponda? Di la assistiamo ad un inarrestabile declino della destra, con il suo leader che di leader non ha più nulla, e che sta portando quella che era la destra, sempre più nel baratro, assecondando i voleri della sinistra. Anche il sostituto del napoletano sarà un ennesimo uomo di sinistra, con il beneplacito della fu destra!  Tanto ce lo chiede l’ Europa!
Ma la morale della favola quale è?
Che siamo nelle mani di pericolosi criminali incapaci, che ci rovinano con la complicità di una parte del popolo silente e consenziente!
Insomma… Cucù…. Ci siamo stati, anche se non ci avete ne’ visti, ne’ sentiti.

Giovanni Verrecchia

27/12/2014 commenti (0)

IL NUOVO CHE AVANZA….CHE DI NUOVO NON HA NULLA

IL NUOVO CHE AVANZA....CHE DI NUOVO NON HA NULLA - Agorà News on Line

Da qualunque parte ci si gira, si sente sempre la stessa solfa!
Abbiamo abbassato le tasse, abbiamo messo ottanta euro nelle tasche degli italiani, abbiamo tolto le provincie, facciamo la riforma elettorale, riformiamo il senato….!
Una canzone cantata e ricantata da tutti i governi della seconda repubblica, e che continuerà ad essere cantata se il popolo italiano non prende coscienza di come stanno veramente le cose!
Partiamo dalle tasse:
Fino al 1992 il carico fiscale medio per gli italiani, si aggirava intorno al 40% scarso. Poi venne uno dei primi salvatori della patria delle banche. Tale Amato Giuliano. Ai più conosciuto come il dottor sottile! Questo poco esimio signore, nella notte tra il 9 e il 10 luglio 1992 di punto in bianco si intrufolò sui conti correnti degli italiani, e, letteralmente, rubò soldi al popolo per donarlo ai futuro padroni del mondo: le banche!
Fu la prima volta che la tassazione in Italia superò il 40%! Si attestò al 41,9%! Oggi per la candidatura alla successione di re Giorgio da Napoli, viene fatto il nome del dottor sottile!
Per alcuni politicanti italiani, ci vorrebbe una cura abbondante di fosforo, per rinforzare la memoria!
Dopo Amato ci fu l’ esperimento del governo Ciampi.
La tassazione italiana subì un altra impennata, arrivando a toccare il 43%. Nel 1994 ci fu “ l’ avvento” di Berlusconi…. Molto italiani, me compreso, si illusero che finalmente si stava assistendo ad un cambiamento. In effetti qualcosa cambio. La tassazione subì un calo fino al 40%, ma questo andava stretto a certi personaggi! e fecero in modo che Berlusconi fosse tolto di mezzo! per dare spazio al professore di Bologna, tale Romano Prodi, noto come il mortadella. Con lui il carico fiscale arrivò fino al 44% circa! Per poi abbassarsi fino al 43, e attestarsi al 41,5-42,4% con la conclusione della legislatura sotto la guida di tale Massimo d’ Alema, noto come baffetto da Brindisi….! Siamo nel 2001. Si torna alle elezioni e rivince di nuovo Berlusconi. Durante i cinque anni di governo Berlusconi la tassazione oscilla dal 41,3% nel 2001 al 40,6 del 2006, quando si torno alle urne per rieleggere il mortadella. Si ricomincia con la risalita delle tasse, arrivando al 43,3% nei due anni di governo prodi. Ma dato che a sinistra della politica italiana sono abituati a farsi la guerra tra di loro, dopo due anni si torna alle elezioni.
Si rivota, e vince di nuovo Berlusconi. Lui, il nano di Arcore, governa per altri tre anni scarsi, tenendo la tassazione mediamente tra il 42 e il 43,5%! Ma questo non andava bene per i padroni europei e a luglio 2011 inventano lo spread! Bisognava fare in modo che il popolo italiano sparisse dalla scena! Bisognava distruggere il tessuto sociale italiano e l’ eccellenza artigianale italiana! Ed ecco che i padroni  euro banchieri  a novembre, impongono al loro protetto re Giorgio da Napoli, di destituire un governo eletto dal popolo, e ordinano di  insediare al suo posto un governo usurpatore e usuraio che poteva fare i loro interessi  a danno del popolo: il governo Monti! Con il vampiro proveniente dalla bocconi, si assiste ad una escalation inarrestabile delle tasse! In tre anni scarsi si arriva al 44,8%! Con la scusa di salvare l’ Italia, hanno ammazzato gli italiani! Ma i padroni non  ancora contenti  destituiscono il vampiro Monti e al suo posto mettono un altro loro figlioccio. Tale Enrico Letta, che prosegue imperterrito sulle strada tracciata da monti, fregandosene della sofferenza del  popolo italiano. Ma non andava bene nemmeno lui! Per cui hanno fatto in modo che fosse acclamato, ma non eletto, il sindaco di Firenze! Con Renzi  ci si aspettava che fosse rottamata la vecchia politica, anche perché lui ha fatto sempre in modo di apparire come rottamatore senza freni! Infatti ha rottamato l’ ultimo diritto degli italiani: quello del voto! Da febbraio 2014 ha promesso tutto e più di tutto! Ma di cose utili non ne ha fatto vedere e non ne fa! Era partito in quarta promettendo riforme e tagli, meno tasse e più lavoro…. Per ora le cose fatte sono tutto il contrario di ciò che ha promesso!
E come se non bastasse, sotto il suo governo si è potuto assistere alla moltiplicazione degli scandali legati alle tangenti! E in ogni scandalo scoperto,caso strano, compaiono almeno trenta/quaranta personaggi del pd, che Renzi   protegge e ricicla promuovendoli ad altri incarichi….!  Vengano signori, vengano! Va in scena la buffonata della politica italiana!

by Giovanni Verrecchia

LA COSTITUZIONE – ART. 78 – LA NUOVA DITTATURA

LA COSTITUZIONE - ART. 78 - LA NUOVA DITTATURA - Agorà News on Line

LA DITTATURA E’ IN ATTO  il 12 dicembre scorso è iniziata la discussione sulla modifica dell’art. 78 che prevede che la decisione di entrare in guerra per l’Italia sia  decisa da ambo le camere (Camera e Senato)

Dal 12 dicembre 2014, su richiesta del l Governo Renzi, si discute sul disegno di legge che modificherà l’art. 78, cioè DI  dare solo  alla CAMERA la facoltà di  decisione di entrare in guerra o meno .

Vi ricordo che il PD ha la maggioranza alla Camera.

Vi dice niente tutto questo? A me, sinceramente si, mi dice che saremo in balia delle decisioni di un UNICO PARTITO, tra l’altro al governo e non per il voto del popolo italiano.  E la Corte Costituzionale che ne pensa di tutto questo? Non è lei atta al controllo che non si facciano modifiche INCOSTITUZIONALI?

Per modificare un articolo della COSTITUZIONE  si DEVE seguire l’art. 138  che recita quanto segue:

Articolo 138

Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione [cfr. art. 72 c.4].

Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare [cfr. art. 87 c.6] quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata [cfr. artt. 73 c.1, 87 c.5 ], se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.

Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.

Ecco, ora, grazie a RENZI, se passerà questa legge la CAMERA,  potrà decidere di  far entrare in guerra l’ITALIA quando vuole e senza il consenso del Senato, se questa non è un inizio di  DITTATURA come la vogliamo chiamare? “NUOVA DEMOCRAZIA?”

Emanuela Rocca

 

ps=  ci hanno scritto un articolo anche sul blog della DIFESA .. blog dei militari

http://infodifesa.blogspot.it/2014/12/cambiano-le-regole-per-dichiarare.html

15/12/2014 commenti (0)

ANNUNCI PER LA SOPRAVVIVENZA ECCO COSA E’ LA POLITICA DI RENZI

ANNUNCI PER LA SOPRAVVIVENZA  ECCO COSA E' LA POLITICA DI RENZI - Agorà News on Line

 

Occhiello Parole in libertà, mai leggi

 

“Annunciate, annunciate: qualcosa resterà!” Il premier Renzi sembra credere fino in fondo alla capacità mediatica di questo mantra sostenuto da una stampa compiacente ma da un favore decrescente nei sondaggi. Aria da minculpop con i videomessaggi alla nazione, forse meno visti degli sketch di Crozza, forse, curiosamente, meno credibili e verosimili. Prendete quello dopo lo scoppio del fenomeno “Mafia capitale” che ha seminato il panico nelle file del Pd. Anziché ricorrere a una doverosa autocritica (Renzi è anche segretario del partito) vengono annunciati provvedimenti draconiani. Ma la forza dell’intelligenza sta nello smontare la demagogia presidenziale. Dunque quando Renzi annuncia “carcere più duro per i corrotti” gli italiani dovrebbero parallelamente essere informati sul numero dei corrotti attualmente detenuti nelle patrie galere. Provate a dire un numero? Oh no, non ci avete preso. Siete lontani… Sono 20, si avete letto bene venti. E i detenuti per evasione fiscale? Zero, virgola zero. E i detenuti per reati finanziari nel paese più corrotto d’Europa? (ce la battiamo con Grecia e Bulgaria): 156 a fronte dei 6.000 della Francia e degli 8.000 della Germania. Dunque che leggi abbiamo, che filtri abbiamo contro la corruzione e il salasso dell’economia costituito dai grandi brogli finanziari? Nessun argine. Ecco perché il paese è depredato dalle mafie (una tassa da 300 miliardi all’anno), defedato dalla corruzione che si annida nei più piccoli appalti dei più remoti e sperduti paesini del sud, fossero anche affidati alle pratiche di un ufficio tecnico comunale e di un geometra di provincia. Con questa politica non ci si risolleverà mai e stupisce che un presidente della Repubblica (Napolitano) in scadenza di mandato, in odore di semestre bianco, continui a rivolgere moniti a destra e manca. Con chi se l’è presa ieri? Con l’antipolitica. Ma guarda un po’: i mali dell’Italia saranno mica dovuti all’anti-politica. Sarà stato Grillo che si è fatto la seconda casa con la corruzione e non con i proventi dei propri spettacoli. Saranno anti-politica quel 63% di emiliani che, scandalizzati dalle dinamiche interne, del partito, non si sono recati alle urne nelle recenti primarie regionali? Sarà anti-politico chi osserva che il patrimonio sequestrato al boss mafioso Carminati (204 miliardi) ammonta circa a un quarto dell’immane debito della città di Roma e che se restituito alla cittadinanza porterebbe al risultato effettivo di casse meno care, di servizi (Ama, Atac, Acea) più efficienti, a una maggiore trasparenza? Indirizzi sbagliati, sinapsi che girano a vuoto, che confondono e banalizzano, che stornano l’obiettivo della colpa che rimane sostanzialmente quella di una classe dirigente inetta e in malafede che ha sconciato l’Italia e l’ha ridotta a quel paese inguardabile dove se c’è qualcosa che si muove sono gli interessi privati e il “particolare” guicciardiniano. Come diceva Nanni Moretti riferendosi ai dirigenti dell’allora Pci (D’Alema, Veltroni, Fassino): “Con questi qui non ci risolleveremo mai, non vinceremo mai”. E in effetti più che aria di riscossa qui c’è sentore di ritirata.

by Daniele Poto

11/12/2014 commenti (0)

ARRABBIATA DENUNCIA DI PAOLO CENSABELLA RESPONSABILE CGL ZONA LENTINI

ARRABBIATA DENUNCIA DI PAOLO CENSABELLA RESPONSABILE CGL ZONA LENTINI - Agorà News on Line

Per il periodico Informa Sicilia a cura di Anna Rita D’Amico *** ***
Riceviamo e pubblichiamo.
SANITA’ A LENTINI COSI’ NON VA
ARRABBIATA DENUNCIA DI PAOLO CENSABELLA RESPONSABILE CGIL ZONA LENTINI
PER: le condizioni di stress ormai insopportabile in cui sono costretti a lavorare Medici ed infermieri nel nostro Ospedale di Lentini per la più volte denunciata carenza di personale e il mancato adeguamento delle attrezzature e dotazioni tecnologiche specie nel Distretto Sanitario.
Questa condizione viene pagata a caro prezzo dai cittadini utenti costretti a subire o le lunghe file di attesa per ricevere le prestazioni sanitarie o rivolgersi altrove a pagamento con riduzione di stipendi e pensioni che non possiamo più accettare.
Ricordiamo per l’ennesima volta solo per fare qualche esempio che per una Colonscopia ormai non si fa neanche la prenotazione, così come per l’Oculistica, mentre lunghe attese si registrano per il rinnovo delle Patenti o Porto D’armi o per una banale panoramica dentaria.
Da 3 anni, cioè dall’indomani dell’apertura del nuovo Ospedale, abbiamo denunciato questa situazione sia all’ASP di Siracusa che alla Regione ma abbiamo subito 2 anni di Commissariamento, con tutto quello che ciò significa. Adesso che abbiamo il nuovo Direttore Generale vogliamo capire se gli annosi problemi da noi evidenziati anche con una petizione popolare sono in cima ai pensieri dei Vertici dell’ASP di Siracusa oppure no.
CHE FINE HA FATTO L’APERTURA DELLA RIANIMAZIONE?
AL MOMENTO DICIAMO COSI’ NON VA
Se poi pensiamo che la recente Conferenza STATO-REGIONI, ha prospettato un ulteriore taglio lineare di circa 2 miliardi di euro per la SANITA’ allora siamo fuori dalla grazia di dio. NESSUNO SI AZZARDI a chiederci ulteriori tagli indistinti per fare cassa mortificando le Strutture Ospedaliere virtuose come il nostro Ospedale come è dimostrato dai recenti Report di certificazione dell’attività svolta che anzi ci spinge a dire a voce alta:
ORA BASTA TAGLI LINEARI ALLA SANITA’ PUBBLICA
SI ALL’AUMENTO IMMEDIATO DEGLI ORGANICI DI MEDICI E INFERMIERI E ADEGUAMENTO DELLE ATTREZZATURE E DOTAZIONI TECNOLOGICHE .

La nostra contrarietà ad eventuali tagli sarà netta perché invece di fare piazza pulita degli sprechi, delle inefficienze e della corruzione, si continua con i tagli lineari che colpiscono anche gli Ospedali virtuosi come quello di Lentini mettendo a rischio l’attuazione del Patto per la Salute appena approvato da alcuni mesi.
Per questo abbiamo tantissimi altri motivi per partecipare allo SCIOPERO GENERALE CON MANIESTAZIONE PROVINCIALE A SIRACUSA VENERDI’ 12 DICEMBRE.
Lentini, Lì 09/12/114
F.to Paolo Censabella
Resp. Cgil Zona Lentini

09/12/2014 commenti (0)

LA FINE DELL’EQUILIBRIO TRA I POTERI DELLO STATO APRE LA STRADA AI TOTALITARISMI

LA FINE DELL'EQUILIBRIO TRA I POTERI DELLO STATO APRE LA STRADA AI TOTALITARISMI - Agorà News on Line

La fine dell’equilibrio tra i poteri dello Stato apre la strada ai nuovi totalitarismi?

I padri costituenti concepirono un equilibrio tra i tre fondamentali poteri dello Stato al fine di impedire che in futuro, la nostra neonata Repubblica, potesse ancora essere preda di totalitarismi. Se ogni potere controlla e limita l’altro, il sistema avrebbe potuto e dovuto essere in perfetto equilibrio.

I tre poteri sono, come ampiamente noto, l’esecutivo, il legislativo ed il giudiziario.

Ma questo equilibrio esiste ancora? Purtroppo no e nella storia della nostra Repubblica vi sono due momenti, sostanzialmente occulti, in cui tale equilibrio e’ stato modificato quel poco che basta da favorire in modo decisivo l’avvento di una nuova forma di totalitarismo di cui l’UE e’ la promotrice, ovvero il totalitarismo finanziario che oggi conta del supporto di Governi completamente asserviti allo scopo di cedere la sovranità ad esso. Ecco che la legge del più forte trova la sua piena attuazione in chiave moderna.

Esaminiamo questi due momenti, in cui l’equilibrio e’ stato minato rendendo il sistema vulnerabile all’attacco del nuovo totalitarismo, consentendo ciò che in questi giorni vediamo ovvero l’avvento di Governi dediti allo smantellamento della sovranità nazionale.

1) Correva il giorno 21 dicembre 2005 e veniva approvata la nuova legge elettorale, il cd. porcellum, con la quale i membri del Parlamento venivano eletti non più in base alle preferenze riscosse ma secondo l’ordine di inserimento nella lista elettorale decisa dalle segreterie dei partiti. Gli elettori perdevamo così il diritto di preferenza. Il porcellum, pur criticato per la sua evidente incompatibilità con la Costituzione, e’ rimasto incredibilmente in vita fino al recente intervento della Corte Costituzionale che con sentenza n. 1/2014 ha acclarato l’illegittimità della legge. Nonostante ciò le camere non sono state sciolte ed anzi, i nominati stanno addirittura modificando la Costituzione e ciò a piena riprova di quanto sia purtroppo stato importante il passaggio del 2005.

In particolare ai fini del tema che si tratta con il presente articolo serve porsi una domanda specifica: avere un Parlamento di nominati quali effetti ha comportato sul piano del bilanciamento dei poteri fondamentali? Il Parlamento di nominati e’ diventato una sorta di “cavallo di Troia” per l’attacco finanziario?

Ai sensi dell’art. 67 Cost. i parlamentari vengono eletti senza vincolo di mandato, ovvero non hanno alcun obbligo verso il partito che li ha candidati: “Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”.

Ovviamente un parlamento di nominati ha finito per introdurre, indirettamente e senza alcuna modifica costituzionale, il vincolo di mandato. Ciò in quanto e’ di palmare evidenza che un’eventuale posizione difforme tra un singolo parlamentare e l’esecutivo finisce con il tagliare fuori dalla politica il dissidente che dopo il porcellum non poteva più far valere all’interno del suo partito il peso dell’approvazione popolare che si può avere solo passando attraverso il voto di preferenza. Chi dissente, dopo il porcellum, sa già che alle elezioni successive non potrà più prendere posto in Parlamento o comunque non avrà più alcun peso in esso.

Se ci pensate questo ha profondamente inciso nell’equilibrio tra potere esecutivo e legislativo sottoponendo il secondo alla direzione del primo. Il Parlamento, non più alla pari del Governo, approva via via i provvedimenti dell’esecutivo che, come la cronaca recente dimostra, ricorre sistematicamente al voto di fiducia proprio per impedire dibattito e dissenso interno. Ciò e’ palesemente avvenuto per l’approvazione delle politiche di austerità degli ultimi anni. Politiche che quasi tutti i Parlamentari dicono di non volere ma che alla fine hanno approvato in massa con pochissime eccezioni.

Ergo il Parlamentare dissidente, nanti alla certezza di andare al voto senza che la preferenza conti e sapendo di perdere il proprio seggio a causa delle liste bloccate, finisce per adeguarsi alle richieste del partito a cui appartiene e dunque avvalla pedissequamente l’operato dell’esecutivo.

Sono così state approvate nell’ordinamento tutta una serie di leggi palesemente incostituzionali, connotate da un unico comun denominatore, ovvero la cessione di sovranità nazionale in favore dei mercati.

Esaminiamo ora il secondo fatto, che passando completamente inosservato, ha posto l’esecutivo in posizione di vantaggio e superiorità evidente anche di fronte al potere giudiziario.

2) Nel 2006 il Parlamento approvava un’urgentissima riforma del codice penale con la legge 24.02.2006 n. 85/2006. Per quale reato vi chiederete? Droga? Immigrazione? criminalità? Giammai!

Sapete su cosa si legiferava? Si modificarono i reati contro la personalità dello Stato.

Cosa sono i reati contro la personalità dello Stato? Molti cittadini non ne hanno mai neppure sentito parlare. Sono una serie di norme penali, in gran parte mai applicate nella storia della Repubblica, pensate per rendere punibile il comportamento di chi, tra l’altro, avesse attentato all’indipendenza ed alla sovranità nazionale in violazione dei limiti costituzionali.

Vediamo nel dettaglio gli articoli e le modifiche apportate:

a) L’articolo 241 del codice penale è stato sostituito dal seguente:
“(Attentati contro l’integrità, l’indipendenza e l’unità dello Stato). – Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque compie atti violenti diretti e idonei a sottoporre il territorio dello Stato o una parte di esso alla sovranità di uno Stato straniero, ovvero a menomare l’indipendenza o l’unità dello Stato, è punito con la reclusione non inferiore a dodici anni”.

La norma previgente recitava: “(Attentati contro la integrità, l’indipendenza o l’unità dello Stato) – Chiunque commette un fatto diretto a sottoporre il territorio dello Stato o una parte di esso alla sovranità di uno Stato straniero, ovvero a menomare l’indipendenza dello Stato è punito con la morte (dunque ergastolo)”

Nessun riferimento alla violenza era dunque presente ante riforma e la pena veniva ridotta e resa quindi soggetta a prescrizione (l’ergastolo invece era imprescrittibile).

b) L’articolo 283 del codice penale è stato sostituito dal seguente:
“(Attentato contro la Costituzione dello Stato). – Chiunque, con <strong>atti violenti</strong>, commette un fatto diretto e idoneo a mutare la Costituzione dello Stato o la forma di governo, è punito con la reclusione non inferiore a cinque anni”.

Il testo previgente invece non menzionava affatto gli “atti violenti” recitando: “Chiunque commette un fatto diretto a mutare la costituzione dello Stato , o la forma del Governo, con mezzi non consentiti dall’ordinamento costituzionale dello Stato, è punito con la reclusione non inferiore a dodici anni.”

c) L’articolo 289 c.p. e’ stato sostituito dal seguente:
(Attentato contro organi costituzionali e contro le assemblee regionali). – È punito con la reclusione da uno a cinque anni, qualora non si tratti di un più grave delitto, chiunque commette<strong> atti violenti</strong> diretti ad impedire, in tutto o in parte, anche temporaneamente:
1) al Presidente della Repubblica o al Governo l’esercizio delle attribuzioni o delle prerogative conferite dalla legge;
2) alle assemblee legislative o ad una di queste, o alla Corte costituzionale o alle assemblee regionali l’esercizio delle loro funzioni”.

Nel testo previgente la norma invece recitava: “È punito con la reclusione non inferiore a dieci anni, qualora non si tratti di un più grave delitto, chiunque commette un fatto diretto a impedire, in tutto o in parte, anche temporaneamente: 1. al presidente della Repubblica o al Governo, l’esercizio delle attribuzioni o delle prerogative conferite dalla legge; 2. alle assemblee legislative o ad una di queste, o alla Corte costituzionale o alle assemblee regionali, l’esercizio delle loro funzioni. La pena è della reclusione da uno a cinque anni se il fatto è diretto soltanto a turbare l’esercizio delle attribuzioni, prerogative o funzioni suddette”. Ancora una volta la parola violenza e’ stata dunque aggiunta alla fattispecie.

Tale modifica normativa e’ tremendamente attuale in questi giorni in cui il Governatore di BCE, Mario Draghi, chiede espressamente la cessione della sovranità nazionale per le riforme strutturali e il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, incredibilmente si dichiara d’accordo. Oggi la Magistratura si trova quindi in condizione di enorme difficoltà nell’intervenire laddove i reati sono commessi da personaggi che occupano ruoli istituzionali poiché dopo la riforma la cessione illegittima di sovranità ed indipendenza, se fatta a colpi di penna e con il consenso di parlamentari sotto vincolo di mandato di fatto perché nominati dai partiti, non e’ più punibile o quantomeno diventa molto più difficilmente punibile.

Ma se tali articoli non erano stati mai di fatto utilizzati nella realtà processuale come mai si decise di cambiarli proprio allora? Ai tempi si parlò di norma “salva Lega”. Ma fu così? A mio avviso la Lega può essere stata al massimo una scusa.

Con ricorso n.r.g. 28989/05 in Cassazione approdava una causa davvero insidiosa per i fautori della cessione della sovranità nazionale. Infatti si dibatteva incidentalmente di sovranità monetaria e di cessione della stessa. La legge n. 85/2006 precede di soli 4 mesi la sentenza della Corte che arrivò a luglio 2006.

La modifica del codice penale dunque fu fatta per la Lega Nord o per le banche? Si temeva forse che la Cassazione rilevasse (seppur incidentalmente) che la cessione della sovranità monetaria fosse avvenuta oltre i limiti degli artt. 1 e 11 cost. con immediati riflessi penali per chi aveva compiuto tale cessione? Cessione per la quale occorre guardare al Trattato di Maastricht e all’istituzione di BCE. La Corte alla fine si pronunciò per l’assenza di giurisdizione e la questione sovranità non venne affrontata nel merito. La sentenza della Corte fu ineccepibile posto che la parte che aveva introdotto brillamentemente la causa dimenticò di sollevare in Cassazione l’eccezione di incostituzionalità delle leggi di ratifica dei Trattati europei che avevano violato la Costituzione introducendo un vincolo esterno alla nostra sovranità. Ma ciò che conta e’ che la finanza aveva avuto paura e dunque aveva deciso di intervenire prima della sentenza, prevenendo così anche ulteriori attacchi.

Ecco dunque due passaggi, fino ad oggi oggetto di scarsa attenzione da parte degli addetti ai lavori, che di fatto hanno obiettivamente modificato l’equilibrio tra i poteri dello stato spianando la strada ad una nuova venuta del totalitarismo.

L’esecutivo oggi prevale su entrambi gli altri poteri visto che la Magistratura e’ ostacolata dalla modifica del codice penale non avendo quasi più azione per la difesa della sovranità e dell’indipendenza nazionale ed il potere Legislativo e’ reso monco e ricattabile dalle liste bloccate.

Un quadro davvero sinistro su cui invito tutti a riflettere ed ad esporre le proprie opinioni.

08/12/2014 commenti (0)

ERA EVIDENTE DA TEMPO CHE ESISTEVA A ROMA LA PRESENZA INQUIETANTE DELLA MAFIA

ERA EVIDENTE DA TEMPO CHE ESISTEVA A ROMA LA PRESENZA INQUIETANTE DELLA MAFIA - Agorà News on Line

Il Comitato  Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia di San Giorgio del Sannio (BN) , attraverso la fondatrice e coordinatrice Rosanna Carpentieri, intende esprimere immensa gratitudine per il grande lavoro svolto dalla Procura della Capitale e dal suo Capo, il magistrato Dott. Giuseppe PIGNATONE, nonchè dagli uomini delle Forze dell’Ordine impegnati nell’operazione “Terra di mezzo”, che ha contribuito a fare luce su un sistema complesso di potere che era riuscito a stringere la città in una vera e propria morsa di malaffare politico-mafioso.
Era evidente da tempo che esisteva e aumentava a Roma la presenza inquietante della mafia, presenza sempre negata dai Sindaci e dai Presidenti della Regione Lazio. Certo non si poteva pensare che fosse riuscita a ottenere una così diffusa e trasversale “partecipazione” nelle amministrazioni pubbliche della Capitale e nel mondo politico delle “larghe intese”.
Situazioni non dissimili caratterizzano purtroppo anche altre città della Repubblica  come per es. Benevento e alcuni comuni della Provincia.
Ma, non a caso, il Tribunale di Benevento è noto a tutti come “porto delle nebbie”.
Anche qui, la legalità ed il suo categorico e coraggioso ripristino è una priorità, ancora più urgente dello sviluppo mancato.
Anche qui, purtroppo,

s​

ono tanti i “buchi neri” di molte operazioni urbanistiche, finanziarie, immobiliari, commerciali che devono essere portati alla luce dando la possibilità anche ad associazioni di cittadini di poter visionare gli atti senza dovere sottostare a continui intralci burocratici che impediscono trasparenza e partecipazione.

Siamo orgogliosi del Procuratore Capo, Giuseppe Pignatone che, a soli due anni dal suo arrivo a Roma, ha squarciato le  “nebbie” che offuscavano anche la Procura della Capitale.
Contestualmente auspichiamo che il suo coraggio costituisca incoraggiamento ed esempio per il Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Benevento, affinchè insista nell’attività di indagine , di scioglimento dei “grumi di malaffare” e di arresto delle dinamiche dei poteri di fatto, oltre la legge.
Il comitato civico si è costituito anche come “Osservatorio sulla malagiustizia beneventana” e attraverso la sua attività di documentazione pubblica e denuncia, intende attuare il disegno voluto dalla Costituzione, secondo cui la Magistratura esercita la propria indefettibile e insostituibile funzione giurisdizionale ed attua il principio della obbligatorietà dell’azione penale in nome del popolo, cui spetta la sovranità ultima ed un potere in senso lato di “controllo”, contro la deriva castale e corporativistica della magistratura stessa.
Ci auguriamo che in ogni Procura della Repubblica, il ricorso alla magistratura con cui vengono sporte denunce e si materializzano istanze imperative di legalità, sia d’ora innanzi sempre proficuo, e non destinato ad arenarsi in prassi di “archiviazioni facili” supportate da opinabili e poco giuridiche motivazioni.
Quanto alla situazione beneventana, auspichiamo con forza che venga superato il cd.”autoctonato” della classe giudiziaria del tribunale sannita.
La coordinatrice
Rosanna Carpentieri

PRESENTATA DENUNCIA CONTRO MARINO

PRESENTATA DENUNCIA CONTRO MARINO - Agorà News on Line

Il 3 dicembre 2014 è stata presentata denuncia contro il sindaco di Roma Marino dal Presidente del Partito Cattolici Italiani Fabrizio Verduchi e dal suo legale Avv.to Massimiliano Tedeschi. Era ora che qualcuno si muovesse per fermare lo scempio che questo governo di sinistra vuole imporre a tutti gli italiani. Fermo restando che per me gli omosessuali conviventi devono avere gli stessi diritti civili di ogni altra coppia, questo non pregiudica il fatto che LA FAMIGLIA intesa come tale è e rimane formata da UN UOMO e da una DONNA per il proseguio della specie umana.

Posto di seguito la denuncia presentata

ALL’ECC.MO PROCURATORE DELLA REPUBBLICA

C/O IL TRIBUNALE DI ROMA

 

 

I sottoscritti Fabrizio Verduchi, nato a Roma il OMISSIS, in proprio ed in qualità di Presidente e legale rappresentante del movimento politico “Italia Cristiana”, unitamente all’ Avv. Massimiliano Tedeschi, nato a Roma il OMISSIS, in qualità di responsabile dell’Ufficio legale del movimento “Italia Cristiana”, elettivamente domiciliati ai fini della presente denuncia in Roma presso la propria sede legale in Roma, Via OMISSIS.

 

ESPONGONO QUANTO SEGUE:

 

 

sabato 18 ottobre 2014 presso il Comune di Roma, P.zza del Campidoglio n. 1, nel corso di una predisposta cerimonia nella sala della Protomoteca, il Sindaco Ignazio Marino registrava ufficialmente in atti pubblici dei matrimoni tra persone omosessuali contratti all’estero – nella fattispecie di n. 16 unioni – determinando, per effetto della trascrizione in Registri pubblici, una maggiore certezza sul loro stato e favorendo in tal modo una conoscenza generalizzata.

L’iniziativa del “Primo Cittadino” del tutto improvvida e contrariamente alle direttive diramate nei giorni precedenti da autorevoli organi istituzionali (Ministro dell’Interno on. Angelino Alfano e Prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro) comportava notevoli polemiche non disgiunte a disorientamento e

indignazione, tenuto conto che dagli stessi organi istituzionali menzionati era

giunta, nei giorni precedenti l’iniziativa di Ignazio Marino, la diffida a dar vita mediante trovate o accorgimenti politici a creazioni ideologiche tese a minare le fondamenta della famiglia naturale.

A dispetto di quanto fissato dall’ordinamento giuridico costituzionale e dalla legislazione ordinaria in materia di diritto di famiglia (art. 29 della Costituzione in armonia con la legislazione civilistica di settore artt. 107 e ss. codice civile.), il Sindaco di Roma, alterando l’ordine e la destinazione di beni pubblici e rimuovendo il personale dalle funzioni istituzionali, con conseguenti ed immaginabili disfunzioni nella gestione della cosa pubblica, svilendo principi di legalità, efficienza, probità e imparzialità della P.A., predisponeva e organizzava per la celebrazione della trascrizione una vera e propria festa di categoria, all’interno di strutture riservate a finalità pubbliche per scopi del tutto privati e illegittimi. Proprio nella stessa giornata Ignazio Marino coinvolgeva personale pubblico del Comune di Roma – funzionari e impiegati – destinato ad essere impiegato in mansioni non conformi alla legge e deconcentrato nella preparazione e gestione di una “solennità” istituita mediante un atto dispositivo compiuto uti dominus.

Giova sottolineare, al solo fine di delineare la responsabilità penale del Sindaco, che la diversa destinazione dei beni del Comune di Roma, come pure l’impiego del personale in mansioni contrarie alla legge, non hanno integrato semplicemente una condotta volta a “distrarre” ma una vera e propria condotta appropriativa. La prevalente e più autorevole giurisprudenza ritiene che la

mancata previsione, nel novellato art. 314 c.p., dell’ipotesi di peculato per “distrazione” previsto e punito in precedenza, non ne comporti una indiscriminata abolitio criminis, e in linea di massima non ne determini la confluenza nella nuova fattispecie penale dell’art. 323 c.p. (abuso d’ufficio).

Difatti, la novella legislativa del ’90 ha sì disconosciuto alla “distrazione” autonoma rilevanza di condotta di peculato, ma ha escluso che la “distrazione” non costituisca più peculato, ripresentandosi comunque laddove

“dell’appropriazione” possegga concretamente il significato e gli elementi caratterizzanti. Non v’è dubbio, inoltre, che dove la “distrazione” comporti che

la cosa sia significativamente sottratta alla sua destinazione pubblicistica e messa al servizio di finalità privatistiche la condotta distrattiva rappresenti una forma di appropriazione.

Ciò è accaduto nel fatto esposto in denuncia:

il Sindaco Marino, in concorso con il personale impiegato nella giornata delle trascrizioni dei matrimoni omosessuali, ha assunto una condotta rectius ha posto in essere atti dispositivi giuridicamente e materialmente rimarchevoli, mediante i quali beni pubblici e personale dipendente venivano destinati a una finalità estranea alla P. A. e incompatibile con le ragioni che ne giustificano il possesso, nel caso di beni, o il corretto impiego nel caso del personale, per

essere asserviti entrambi al profitto privato delle parti e di terzi. E’ bene evidenziare che la condotta di Ignazio Marino, in relazione ai beni pubblici posseduti per ragione di ufficio, si è intrinsecamente caratterizzata come esercizio di un atto di “dominio” incompatibile con il titolo che ne giustifica il possesso, come pure riguardo al personale dipendente il suo atteggiamento ha stimolato e indotto ad esercitare una funzione secondo scopi e obiettivi contrari a quelli istituzionali della P.A.

Di fatto il Sindaco ha “espropriato” il patrimonio della pubblica amministrazione e ha leso il buon andamento della stessa, divergendo decisamente dall’ipotesi più usuale di un uso della cosa pubblica per finalità diverse ma pur sempre rientranti nell’ambito di specifiche attribuzioni del ruolo istituzionale svolto, assumendo “di preferenza” una condotta che finanche nell’ambito di una procedura pubblica formalizzata si disinteressava e tradiva il nesso funzionale tra il “bene” e il suo “legittimo proprietario” (il patrimonio e il buon andamento della p.a.), senza alcuna giustificazione ma solo in

conseguenza di un’arbitraria contestuale interversione del possesso.

Chiarito che la condotta di I. Marino abbia distolto beni e personale del Comune di Roma dalla loro destinazione pubblicistica, piegandoli a fini

personali e puntualizzato che per la configurazione del reato di peculato ex art. 314 c.p. occorra l’esercizio di un possesso in nome proprio, caratterizzato da un animus rem sibi habendi, è opportuno osservare l’incidenza del fatto sull’offesa al bene giuridico tutelato dalla norma, tenuto conto che sia i locali adibiti a cerimonia che il personale dipendente sono regolarmente finanziati tramite stanziamenti pubblici al solo fine di servire alla causa del bene comune.

La condotta illecita, desunta dalla reale appropriazione di beni e di personale, ha comportato un irriducibile danno di natura patrimoniale direttamente e in via immediata all’amministrazione pubblica, con ricadute a detrimento dell’intera comunità, fonte di sostentamento pubblico primario non solo dell’azione amministrativa del Comune ma lato sensu dell’insieme degli interessi comuni civili e politici; interessi che per l’intera giornata celebrativa e per effetto

dell’espropriazione di beni e personale dipendente, venivano sperperati con l’inutile utilizzo di forze dell’ordine: polizia municipale e polizia di stato adibiti a presidiare sui tre lati l’intera piazza del Campidoglio.

La manifesta infondatezza dell’azione del Sindaco in correlazione all’assenza di una previsione normativa convalidante la trascrizione in registri pubblici di unioni omosessuali – ragione per cui si sarebbe auspicato che il medesimo dissentisse con la dovuta prudenza in attesa di un eventuale assenso normativo –

accresce non solo la responsabilità dolosa della condotta ma accentua la gravità del danno, tenuto conto che si è trattato di atti amministrativi debitamente annullati dal Prefetto di Roma.

Da quanto esposto e ai fini della configurabilità del reato di peculato ex art. 314 c.p. è necessario sottolineare che il Sindaco Marino ha compiutamente perfezionato la tipicità del fatto in costanza di un elemento psicologico qualificato con dolo premeditato, causa di un evento di danno alla pubblica amministrazione parte offesa dal reato.

 

E’ persuasione di chi scrive, che solo secondariamente e in via sussidiaria la responsabilità di I. Marino sia sussumibile nella fattispecie ex art. 323 c.p.(abuso d’ufficio) sussistendone gli elementi costitutivi previsti dalla norma: il possesso per ragioni del suo ufficio o servizio di beni mobili altrui e la gestione del personale dipendente entrambi sottratti alla pubblica amministrazione per finalità private e illecite, differenti da quelle per le quali l’esercizio del potere è concesso, ha determinato un grave e ingiusto danno, elemento costitutivo del reato de quo, aggravato dalla rilevanza dell’ingiustizia del danno in ragione della violazione del buon andamento, dell’imparzialità e dalla trasparenza della P.A.; la condotta commissiva in palese violazione di norme di legge (art. 29 cost.; artt. 107 e ss. c.c.).

Per quanto sopra esposto e motivato si chiede che l’Ecc.ma Procura della Repubblica adita voglia procedere nei confronti del Sindaco di Roma Ignazio Marino per i reati di cui agli artt. 314, 323 c.p., e per tutti gli altri reati che codesta Autorità vorrà ravvisare nei fatti suesposti.

I sottoscritti costituendi parte civile nell’eventuale e auspicato processo penale chiedono di essere informati ai sensi degli artt. 406 e 408 c.p.p., in ordine ad una richiesta di proroga o di eventuale e non gradita archiviazione delle indagini preliminari.

Con osservanza.

Roma, lì 3 dicembre 2014.

Il presidente Fabrizio Verduchi

 

Avv. Massimiliano Tedeschi

05/12/2014 commenti (0)

LA CONVIVENZA IMPOSSIBILE TRA TRATTATI UE E COSTITUZIONE: N.W.O.

LA CONVIVENZA IMPOSSIBILE TRA TRATTATI UE E COSTITUZIONE: N.W.O. - Agorà News on Line

La convivenza impossibile tra Trattati UE e Costituzione: il cammino (violento) verso un nuovo ordine mondiale.

La democrazia costituzionale è morta. Questa è la situazione in cui si trova il nostro paese.

L’unica strada per uscire dalla violenta crisi economica in atto è comprenderne le cause, che ovviamente non sono affatto quelle che tutti i giorni ci vengono propinate da media che, nella grande maggioranza, definire di regime pare addirittura eufemistico.

Se ciò che dico vi sembra una dichiarazione troppo forte cominciamo da una semplicissima osservazione di uno dato di fatto innegabile. In questo paese non votiamo secondo legalità Costituzionale dal 2006, ovvero da tale data il nostro voto non è eguale, libero e personale.

Solo nel 2014 la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale la precedente legge elettorale denominata “porcellum”. Tuttavia la composizione del Parlamento è rimasta immutata.Come chiamereste uno Stato dove non si vota secondo legalità da quasi dieci anni? Se non si trattasse dell’Italia non vi sarebbe alcun dubbio: dittatura.

Gli effetti dell’incostituzionalità della legge elettorale sono stati catastrofici per la nostra Repubblica, in particolare il premio di maggioranza, ed un Parlamento composto da nominati scelti dai partiti, hanno sovvertito l’equilibrio tra i tre fondamentali poteri dello Stato, esecutivo, legislativo e giudiziario. Mentre la nostra Costituzione prevede che il Parlamento debba essere il luogo ove, previo dibattito, si legifera (art. 70 Cost.), con il “porcellum” si è invece fatto in modo che il Parlamento diventasse semplicemente il luogo in cui vengono ratificate le decisioni già prese dal Governo. Decisioni peraltro usualmente rese vincolanti a colpi di decreto legge, emessi andando ben oltre i requisiti di cui agli artt. 76 e 77 Cost., utilizzando anche il cosiddetto strumento della fiducia al momento della conversione.

Trascriviamo queste due norme costituzionali totalmente dimenticate:

-art. 76 Cost.: “L’esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al Governo se non con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per un tempo limitato e per oggetti definiti”;

-art. 77 Cost.: Il Governo non può, senza delegazione delle Camere, emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria.

Quando, in casi straordinari di necessità e d’urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni.

I decreti perdono efficacia sin dall’inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione. Le Camere possono tuttavia regolare con legge i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti”.

Tornando al tema delle conseguenze di un Parlamentare “nominato” appare ovvio che esso sa perfettamente che se non vota la fiducia ad un provvedimento del Governo tornerà a casapoiché, in caso di scioglimento delle Camere, il partito non lo inserirebbe nuovamente nelle liste elettorali impedendogli di proseguire nel suo incarico con buona pace anche dell’assenza di vincolo di mandato costituzionalmente prevista (Art. 67 Cost.).

Il Governo, a sua volta, è poi divenuto il mero esecutore dei provvedimenti di Bruxelles ovvero dei provvedimenti di quella UE che oggi è semplicemente il braccio armato di una strisciante dittatura finanziaria ordoliberista. Ma cos’è successo in concreto? Per capirlo basta partire dalla semplice lettura di una frase, una frase di Mario Monti, un traditore della nostra Patria e della nostra Costituzione.

Monti in particolare ha detto qualcosa di davvero sconcertante che come sempre amo riportare testualmente: “Io ho una distorsione che riguarda l’Europa ed è una distorsione positiva, anche l’Europa, non dobbiamo sorprenderci che l’Europa abbia bisogno di crisi e di GRAVI crisi per fare passi avantiI passi avanti dell’Europa sono per definizione cessioni di parti delle sovranità nazionali a un livello comunitario . E’ chiaro che il potere politico, ma anche il senso di appartenenza dei cittadini, ad una collettività nazionale possono essere pronti a queste CESSIONI solo quando il costo politico e psicologico di non farle diventa superiore al costo del farle perché c’è una crisi in atto visibile conclamata. Certamente occorrono delle autorità di enforcement (n.d.s. Costrizione, esecuzione traducendo in Italiano) rispettate che si facciano rispettare che siano indipendenti e che abbiano risorse e mezzi adeguati oggi abbiamo in Europa troppi Governi che si dicono liberali e che come prima cosa hanno cercato di attenuare la portata la capacità di azione le risorse l’indipendenza delle autorità che si sposano necessariamente al mercato in un’economia anche solo liberale”. (video)

Questo discorso è la pura e semplice ammissione che la crisi è un atto necessario al fine di ottenere cessioni di parti di sovranità nazionale affinché i Governi si sposino compiutamente con i mercati, a tale fine servono strumenti di costrizione ed esecuzione (avete mai sentito parlare, ad esempio, di MES o ERF?).

Monti dunque ha certificato ed approvato un atto ostile verso il nostro paese.

Ebbene come si è creata questa crisi, quali sono le sue basi giuridiche? Molto semplice, la crisi è codificata nelle norme contenute nei Trattati Europei ed in particolare da Maastricht in poi, norme non compatibili, anzi diametralmente opposte, rispetto al dettato della nostra Costituzione. Si deve necessariamente approfondire l’aspetto tecnico della questione e dunque chiederci come, soprattutto i criteri di stabilità e convergenza europei, abbiano potuto mettere in ginocchio le nostre economie. Il problema della crisi economica è tutto qui, nulla a che vedere con il pur deprecabile fenomeno della corruzione che è semplicemente una “falsa bandiera” per distrarre le masse. Nulla a che vedere anche con l’evasione fiscale che anzi, oggi, paradossalmente ostacola le illegali politiche UE volte alla distruzione della domanda interna.

La crisi è dunque codificata nelle cessioni di sovranità monetaria ed economica previste da Maastricht in poi. In particolare assumono rilievo il Protocollo n. 12 del Trattato sulle procedure di disavanzo eccessivo e la cessione completa della sovranità monetaria. Questi rappresentano le due facce della moneta Euro che dunque diventa un metodo di Governo come più volte dichiarato anche dal Presidente dell’associazione Riscossa Italiana, ovvero il Prof. Antonio Maria Rinaldi.

Il protocollo n. 12 allegato al Trattato di Maastricht fissa un limite massimo al debito pubblico complessivo nel rapporto col PIL pari al 60% ed introduce il famoso vincolo del 3% del deficit annuo, ovvero la quota di indebitamento massimo rispetto al PIL consentita ad una nazione.

Cosa succede ad uno Stato se deve rispettare tale parametro? Molto semplice.

Il 3% del PIL annuo non è sufficiente a coprire neppure gli interessi passivi sul debito pubblico, ergo lo Stato è costretto a tassare più di quanto spende.

Dal 1992 in poi l’Italia ha collezionato una serie record di avanzi primari che hanno portato il paese nell’attuale drammatica situazione economicaL’Italia muore perché ha i conti troppo in ordine!

Benché sia un concetto non menzionato di frequente e quindi inizialmente contro intuitivo, è assolutamente chiaro che se lo Stato tassa più di quanto spende la differenza dovrà venire direttamente dalle nostre tascheVisto che noi cittadini, come meglio si argomenterà infra, non possiamo stampare moneta è ovvio, proprio come è ovvio che la Terra sia piatta, che pagheremo la differenza utilizzando i risparmi accantonati negli anni precedenti e se non abbiamo più liquidità pagheremo in beni reali oppure con la perdità della libertà.

Unica alternativa sarebbe quella di ottenere la differenza attraverso un saldo positivo della bilancia dei pagamenti, ovvero attraverso le esportazioni. Cioè ottengo moneta dalle altre nazioni esportando ivi i miei prodotti.

Tale politica non può essere attuata nel lungo periodo, lo rilevava già Keynes, in quanto le aziende di un paese, in questa situazione, non hanno risorse sufficienti per investire ed inoltre perché non è mai possibile recuperare competitività deflazionando i salari dei lavoratori all’infinito (In ogni caso con le esportazioni il risparmio non sarebbe mai diffuso ma al massimo si concentrerebbe nelle imprese esportatrici in violazione dell’art. 47 Cost. come meglio si dirà infra). Nel lungo periodo tale ipotesi di politica economica è semplicemente demenziale.

Normalmente è la politica monetaria, meglio la svalutazione della moneta, a consentire una bilancia dei pagamenti positiva. Così faceva l’Italia quando aveva l’amata Lira. Oggi invece la competitività si può ottenere solo deflazionando i salari, azione incostituzionale in una Repubblica fondata sul lavoro (Art. 1 Cost.) e dai costi umani immensi (si pensi solo al numero dei suicidi già avvenuti in Italia ed in Europa).

Le obiezioni a tali considerazioni sono sempre le solite e, spiace dirlo, dimostrano unicamente una palese ignoranza giuridica ed economica. Eccone una classica: ma dove prendiamo allora i soldi per finanziare la spesa a deficit? Facile, andrebbero finanziati con la piena sovranità monetaria e dunque stampando direttamente moneta oppure avvalendosi di una banca centrale pubblica in grado di acquistare i titoli di Stato che sovranamente la nazione emetterà per finanziare la propria spesa senza alcun limiteLaspesa pubblica dunque come mezzo per immettere nuova moneta nel sistema. Vi garantisco che per immettere nuova moneta (ovvero moneta aggiuntiva rispetto a quella reperibile con le tasse) è meglio la spesa pubblica degli elicotteri! Il moltiplicatore è decisamente migliore.

Ecco che risposta alla prima contestazione scatta la seconda obiezione ovvero quella secondo cui immettendo moneta nel sistema si avrebbero spinte inflazionistiche non controllabili. Falso. Clamorosamente falso!

L’inflazione è più uno spauracchio che un vero nemico sotto il profilo scientifico. Anzi, ricordiamo sempre che secondo il noto principio della “Curva di Phillips”, la piena occupazione è in realtà raggiungibile solo aumentando l’inflazione. Peraltro oggi non vi sono spinte inflazionistiche quindi non vi è ragione di praticare austerità invece che politiche monetarie ed economiche espansiveNon ha senso preoccuparsi di un’inflazione che non esiste. Invece avrebbe senso occuparsi del problema opposto, la deflazione. Se ho la pressione troppo bassa assumo farmaci idonei ad alzarla, non penso di non curarmi per evitare di averla troppo alta. Mi porrò questo problema solo laddove si dovesse verificare.

Chiaro che in deflazione serve maggior moneta nel sistema, anche per tornare a livelli occupazionali accettabili, in assenza dei quali ovviamente non è ipotizzabile alcuna spinta inflazionistica. Nonostante ciò, invece che immettere moneta (per tramite la spesa pubblica), ovvero abbassando le tasse, si continua ad imporre agli Stati l’austerità: si provoca rarefazione monetaria, maggiore deflazione e conseguente disoccupazione.

Sul punto è semplice anche osservare che, come afferma il Presidente della V Sez. del Consiglio di Stato, Luciano Barra Caracciolo, il ritorno alla sovranità monetaria non vuol affatto dire che si potrà finanziare direttamente ogni tipo di spesa senza limiti oggettivi. Caracciolo nel suo libro, “Euro e (o?) democrazia costituzionale”, edizioni Dike, (vivamente consigliato), fa un esempio suggestivo, quello del finanziamento di una missione spaziale su Marte. Il paradosso viene evidenziato proprio per sottolineare che a tutto c’è un limite e come la troppa moneta immessa per mezzo della spesa pubblica potrebbe essere distruttiva quanto la troppo poca moneta. In sostanza una politica monetaria sbagliata è sempre “cattiva” e l’austerità eterna è per definizione una politica sbagliata, anzi demenziale e (o?) criminale. Ovviamente solo con la piena sovranità monetaria ed economica uno Stato potrà porre in essere un’equilibrata strategia volta, come prevede la nostra Costituzione, alla piena occupazione e non già alla stabilità dei prezzi.

Tuttavia tale possibilità di determinarsi sovranamente in materie di politiche monetarie è espressamente esclusa dai Trattati UE. Dobbiamo quindi necessariamente esaminare il testo di alcune delle principali norme in materia perché, solo con la loro lettura, è possibile la piena comprensione di quanto ivi si afferma, ecco dunque l’incubo europeo:

-Articolo 127 (versione consolidata TFUE – Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea – Lisbona 2007)

(ex articolo 105 del TCE).

1. L’obiettivo principale del Sistema europeo di banche centrali, in appresso denominato “SEBC”, è il mantenimento della stabilità dei prezzi. Fatto salvo l’obiettivo della stabilità dei prezzi, il SEBC sostiene le politiche economiche generali nell’Unione al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell’Unione definiti nell’articolo 3 del trattato sull’Unione europea. Il SEBC agisce in conformità del principio di un’economia di mercato aperta e in libera concorrenza, favorendo una efficace allocazione delle risorse e rispettando i principi di cui all’articolo 119.

2. I compiti fondamentali da assolvere tramite il SEBC sono i seguenti:

− definire e attuare la politica monetaria dell’Unione, 6655/7/08 REV 7 RS/ff 136

JUR IT

− svolgere le operazioni sui cambi in linea con le disposizioni dell’articolo 219,

− detenere e gestire le riserve ufficiali in valuta estera degli Stati membri,

− promuovere il regolare funzionamento dei sistemi di pagamento.

3. Il paragrafo 2, terzo trattino, non pregiudica la detenzione e la gestione da parte dei governi degli Stati membri di saldi operativi in valuta estera.

4. La Banca centrale europea viene consultata:

− in merito a qualsiasi proposta di atto dell’Unione che rientri nelle sue competenze,

− dalle autorità nazionali, sui progetti di disposizioni legislative che rientrino nelle sue competenze, ma entro i limiti e alle condizioni stabiliti dal Consiglio, secondo la procedura di cui all’articolo 129, paragrafo 4.

La Banca centrale europea può formulare pareri da sottoporre alle istituzioni, agli organi o agli organismi dell’Unione competenti o alle autorità nazionali su questioni che rientrano nelle sue competenze.

5. Il SEBC contribuisce ad una buona conduzione delle politiche perseguite dalle competenti autorità per quanto riguarda la vigilanza prudenziale degli

enti creditizi e la stabilità del sistema finanziario.

6. Il Consiglio, deliberando all’unanimità mediante regolamenti secondo una procedura legislativa speciale, previa consultazione del Parlamento europeo e della Banca centrale europea, può affidare alla Banca centrale europea compiti specifici in merito alle politiche che riguardano la vigilanza prudenziale degli enti creditizi e delle altre istituzioni finanziarie, escluse le imprese di assicurazione”

-Articolo 128 (versione consolidata TFUE)

(ex articolo 106 del TCE)

1. La Banca centrale europea ha il diritto esclusivo di autorizzare l’emissione di banconote in euro all’interno dell’Unione. La Banca centrale europea e le banche centrali nazionali possono emettere banconote. Le banconote emesse dalla Banca centrale europea e dalle banche centrali nazionali costituiscono le uniche banconote aventi corso legale nell’Unione”.

Ratificando questo abominio giuridico lo Stato ha rinunciato a poter stampare direttamente moneta, cosa che non faceva già anche prima del 1981 ma certamente ciò che allora era una libera scelta, su cui il popolo poteva sovranamente intervenire, è diventato un obbligo a seguito del cd. “divorzio”.

Se qualcuno non lo sapesse, il “divorzio” del 1981 a cui ci si riferisce è quello avvenuto tra Banca d’Italia ed il Ministero del Tesoro. Andreatta, l’allora Ministro, con una semplice lettera, pose fine all’acquisto illimitato dei titoli di Stato da parte della nostra banca centrale. La conseguenza? Un’impennata degli interessi sul debito che portarono in dieci anni al raddoppio dello stesso. Ecco il clima in cui nel 1992 si arrivò a Maastricht, ieri come oggi una crisi (artificialmente indotta) del debito, fu la leva per strapparci fette di sovranità. Torniamo all’esame delle norme del Trattato di Lisbona in versione consolidata.

-Articolo 130

(ex articolo 108 del TCE)

Nell’esercizio dei poteri e nell’assolvimento dei compiti e dei doveri loro attribuiti dai trattati e dallo statuto del SEBC e della BCE, né la Banca centrale europea né una banca centrale nazionale né un membro dei rispettivi organi decisionali possono sollecitare o accettare istruzioni dalle istituzioni, dagli organi o dagli organismi dell’Unione, dai governi degli Stati membri né da qualsiasi altro organismo. Le istituzioni, gli organi e gli organismi dell’Unione nonché i governi degli Stati membri si impegnano a rispettare questo principio e a non cercare di influenzare i membri degli organi decisionali della Banca centrale europea o delle banche centrali nazionali nell’assolvimento dei loro compiti”.

Questa è la dottrina della Banca Centrale indipendente, dottrina ovviamente contraria alla Costituzione ed in definitiva alla democrazia, con particolare riferimento agli artt. 1, 11 e 47 Cost. di cui si dirà infra.

-Articolo 123 (versione consolidata TFUE)

(ex articolo 101 del TCE)

1. Sono vietati la concessione di scoperti di conto o qualsiasi altra forma di facilitazione creditizia, da parte della Banca centrale europea o da parte delle banche centrali degli Stati membri (in appresso denominate “banche centrali nazionali”), a istituzioni, organi od organismi dell’Unione, alle amministrazioni statali, agli enti regionali, locali o altri enti pubblici, ad altri organismi di diritto pubblico o a imprese pubbliche degli Stati membri, cosìcome l’acquisto diretto presso di essi di titoli di debito da parte della Banca centrale europea o delle banche centrali nazionali.

2. Le disposizioni del paragrafo 1 non si applicano agli enti creditizi di proprietà pubblica che, nel contesto dell’offerta di liquidità da parte delle banche centrali, devono ricevere dalle banche centrali nazionali e dalla Banca centrale europea lo stesso trattamento degli enti creditizi privati”.

Questo articolo rappresenta l’ulteriore certificazione documentale ed incontestabile dell’avvenuta cessione della sovranità monetaria ad un sistema di banche che, in definitiva, sono proprio le banche private e commerciali che tutti noi conosciamo, visto che BCE è composta dalle Banche Centrali Nazionali che a loro volta sono composte in larghissima maggioranza da banche private. Raramente si è visto un simile e manifesto conflitto d’interesse posto che tenere stabile il livello dei prezzi e dell’inflazione ovviamente agevola i creditori e non certo i debitori che hanno un interesse diametralmente opposto, dunque la rarefazione monetaria è utile solo alla finanza speculativa.

Il modello Costituzionale tuttavia è molto diverso, esaminandolo, anche per sommi capi, si evidenzia, davvero con grande facilità, la totale incompatibilità tra esso ed i Trattai UE che, come recentemente confermato anche dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 238/14, non sono sovraordinati ai principi fondamentali ed ai diritti inviolabili dell’uomo sanciti nella nostra Carta, fatto che ha consentito allo scrivente di promuovere una causa attualmente pendente nanti al Tribunale di Genova proprio per portare le leggi di ratifica dei Trattati all’attenzione della Corte Costituzionale.

In particolare la Corte ha potuto affermare che: “Non v’è dubbio, infatti, ed è stato confermato a più riprese da questa Corte, che i principi fondamentali dell’ordinamento costituzionale e i diritti inalienabili della persona costituiscano un «limite all’ingresso[…] delle norme internazionali generalmente riconosciute alle quali l’ordinamento giuridico italiano si conforma secondo l’art. 10, primo comma della Costituzione»(sentenze n. 48 del 1979 e n. 73 del 2001) ed operino quali “controlimiti” all’ingresso delle norme dell’Unione europea (ex plurimis: sentenze n. 183 del 1973, n.170 del 1984, n. 232 del 1989, n. 168 del 1991, n. 284 del 2007), oltre che come limiti all’ingresso delle norme di esecuzione dei Patti Lateranensi e del Concordato (sentenze n. 18 del 1982, n. 32, n. 31 e n. 30 del 1971). Essi rappresentano, in altri termini, gli elementi identificativi ed irrinunciabili dell’ordinamento costituzionale, per ciò stesso sottratti anche alla revisione costituzionale (artt. 138 e 139 Cost.: così nella sentenza n. 1146 del 1988).

Ed ancora, confermando anche il concetto di limitazione fatto proprio dallo scrivente, la Corte afferma: “Anche in una prospettiva di realizzazione dell’obiettivo del mantenimento di buoni rapporti internazionali, ispirati ai principi di pace e giustizia, in vista dei quali l’Italia consente a limitazioni di sovranità (art. 11 Cost.), il limite che segna l’apertura dell’ordinamento italiano all’ordinamento internazionale e sovranazionale (artt. 10 ed 11 Cost.) è costituito, come questa Corte ha ripetutamente affermato(con riguardo all’art. 11 Cost.: sentenze n. 284 del 2007, n. 168 del 1991, n. 232 del 1989, n. 170 del 1984, n. 183 del 1973; con riguardo all’art. 10, primo comma, Cost.: sentenze n. 73 del 2001, n. 15 del 1996 e n. 48 del 1979; anche sentenza n. 349 del 2007), dal rispetto dei principi fondamentali e dei diritti inviolabili dell’uomo, elementi identificativi dell’ordinamento costituzionale”.

In claris non fit interpretatio.

Ma veniamo alla nostra amata Costituzione.

L’art. 1 Cost. recita: L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.

La fondazione della Repubblica sul lavoro impone precisi obblighi allo Stato in merito alla rimozione delle condizioni di ordine economico e sociale che rendano effettivo questo diritto in capo a tutti i lavoratori per consentendogli, appunto, di partecipare alla vita economica e sociale del paese (artt. 3 e 4 Cost.). All’uopo la Costituzione disegna un preciso modello economico, diretta emanazione e specificazione dei principi fondamentali, palesemente Keynesiano e dunque completamente opposto al modello dei trattati. Nella Costituzione l’iniziativa privata è certamente garantita ma sempre subordinata la stessa all’interesse pubblico che deve sempre prevalere. Il bene di molti è sempre preferibile al profitto dei singoli.L’Italia è una democrazia basta sulla solidarietà economica, politica e sociale e non già sulla forte competitività come prevedono i Trattati UE (Art. 2 Cost.)Lo stesso concetto di competitività tra nazioni è ampiamente contrario ad ogni valore proprio dell’integrazione europea ed in definitiva a quei valori di pace e giustizia costantemente invocati (completamente a sproposito) anche da Giorgio Napolitano, sfortunatamente nostro Presidente della Repubblica.

L’incostituzionalità dei Trattati è palese nella sostanza, ma altresì lo è a monte, ovvero laddove costituiscono, in ogni caso, una illegittima e pacificamente ammessa, anche dagli stessi organismi europei, cessione di sovranità.

Sul punto occorre esaminare l’art. 11 Cost. ovvero la norma che disciplina i limiti richiamati dal citato art. 1: La Repubblica consente in condizioni di parità con gli altri Stati alle LIMITAZIONI di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia tra i popoli.

Orbene la parola “cessione” non esiste nella nostra Carta fondamentale. La Repubblica consente semplicemente le limitazioni di sovranità a condizioni ben precise (reciprocità ed adesione ad un ordinamento che promuova la pace e la giustizia tra i popoli e non certo la forte competitività tra i medesimi). Lapalissiano, quindi, che cedere sovranità è cosa ben diversa dal limitarla.

Limitare significa omettere di esercitare una prerogativa sovrana ma non consegnare quella prerogativa sovrana ad un soggetto terzo rispetto all’ordinamento italiano a titolo definitivo. Un esempio: eliminare le frontiere costituisce pacificamente una mera limitazione. Se invece si decidesse di far gestire le stesse ad un ordinamento esterno si dovrebbe parlare a pieno titolo di cessione.

Altresì, fermo il divieto pacifico di cessioni, anche per le mere limitazioni la Costituzione pone, come detto, ulteriori condizioni ovvero quella di parità tra le nazioni (esiste oggi questa condizione? Certamente no, basta solo pensare alle differenze con cui ogni Stato si finanzia sui “democratici” mercati) e quella del fine esclusivo dell’adesione ad un ordinamento che tuteli la pace e la giustizia tra i popoli.

Per un approfondimento sul tema è sufficiente la piana lettura dei verbali dell’assemblea costituente che come noto costituiscono e rappresentano quella che si può definire come l’interpretazione autentica della Costituzione. Ebbene nulla di quanto approvato con i Trattati è stato anche semplicemente ipotizzato nel dibattito dei padri costituenti. Mai si è anche solo pensato ad un’Italia priva di sovranità, tanto meno priva di sovranità in materia monetaria ed economica, campi che nulla afferiscono alla promozione della pace e della giustizia tra i popoli. La domanda interna di un paese ed il suo sviluppo sono per definizione fatti privati per uno Stato, anzi più l’economia interna è solida più sarà facile collaborare con le altre nazioni in pace ed armonia. La miseria invece, come ampiamente dimostrato dalla storia, porta alla guerra.

La cessione di sovranità peraltro non è solo un illecito Costituzionale ma, come più volte ho denunciato, ha conseguenze penali, con particolare con riferimento agli artt. 241 e 243 c.p., per ragioni argomentabili con estrema semplicità. Certamente è più agevole argomentare circa la violazione del precetto penale che non tentare di dimostrare la compatibilità tra Trattati e Costituzione che invece richiederebbe vere acrobazie giuridiche che nessuno ha mai neppure tentatoI liberisti infatti hanno sempre schivato il tema, non esiste alcun testo giuridico che argomenta compiutamente in merito alla legittimità delle cessioni di sovranità nazionale.

Nello specifico della responsabilità penale in tema di cessioni di sovranità (ovviamente laddove volontariamente compiute) si rammenta quanto segue. La sottrazione della sovranità e dell’indipendenza nazionale era pacificamente reato ex art. 241 c.p. fino all’anno 2006 (guarda caso l’anno del “porcellum”) allorquando la fattispecie incriminatrice, nonostante non fosse mai stata applicata, fu stranamente modificata inserendo un requisito oggettivo in più per la consumazione del reato, ovvero che la cessione avvenisse per mezzo di “atti violenti”. Tuttavia la norma resta a mio avviso ampiamente applicabile in quanto, per giurisprudenza costante ed oltremodo consolidata, la violenza è anche costituita dall’inganno e dalla cooptazione e qui torniamo pienamente alla frase di Mario Monti: se la crisi economica è volontaria e finalizzata a obbligarci a cedere sovranità siamo di fronte ad un palese inganno se non ad una vera violenza.

Non aderendo a ciò resta comunque l’ipotesi delittuosa dell’art. 243 c.p. laddove vengono puniti anche i semplici atti d’intelligenza con lo straniero (dunque i soli accordi) diretti a compiere atti ostili contro lo StatoRiuscireste ad immaginarvi un atto più ostile contro una nazione che la cancellazione della Sua sovranità? Se si perde la sovranità si perde la personalità giuridica di uno Stato, il suo potere d’imperio.

La sovranità una volta si perdeva con i carri armati oggi con lo spread ma questo, se frutto di accordi con lo straniero, rimane un atto ostile contro la personalità giuridica di uno Stato, e l’art. 243 c.p. ovviamente fa parte proprio di quei reati che il codice penale chiama: “dei delitti contro la personalità dello Stato”.

Ma come vi dicevo l’incompatibilità tra Trattati e Costituzione non si ferma alla questione, pur fondamentale, della cessione illecita di sovranità ma si pone anche in riferimento al modello economico Costituzionale che fonda la Repubblica sul lavoro. Modello che non può essere accantonato in quantodiretta esplicazione dei principi fondamentali dell’ordinamento e non soggetto a revisione costituzionale ex artt. 138 e 139 Cost.

In particolare assume un rilievo davvero fondamentale l’art. 47 Cost. che dispone: “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio, in tutte le sue forme, disciplina coordina e controlla il credito.

Favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del paese”.

Il tema del risparmio è costantemente dimenticato nel nostro ordinamento, benché sia un diritto costituzionalmente tutelato.

La definizione di risparmio, peraltro, è assai semplice: trattasi di quella parte del reddito non utilizzata e quindi accantonata da ogni cittadino.

Nel nostro paese, nel nome di una falsa emergenza di cassa di cui si è detto, il risparmio viene oggi pesantemente aggredito, sia attraverso una sostanziale tassazione che lo comprime in tutte le sue forme (basti ad esempio pensare all’illegittima tassazione sulla casa, per definizione il bene rifugio degli italiani), sia (soprattutto) per tramite la messa al bando delle politiche di deficit nazionale.

Tutelare il risparmio “in tutte le sue forme” e garantire, come prevede il comma secondo dell’art. 47, un risparmio necessariamente “diffuso”, comporterebbe un approccio completamente diverso alla politica economicaSiamo in presenza di una sostanziale abrogazione del precetto costituzionale causato da quello che possiamo a tutti gli effetti chiamare “un vincolo esterno” proveniente dall’UE.

Come sempre quando si parla di Costituzione è utile leggere i verbali dell’assemblea costituente. Da essi si evince con forza quanto fosse chiaro e limpido il concetto della tutela del risparmio nelle intenzioni dei padri costituenti e ciò come conseguenza diretta ed immediata della stessa fondazione della Repubblica sul lavoro e del diritto del lavoratore ad una retribuzione adeguata a garantirgli un’esistenza libera e dignitosa (art. 36 Cost.). Addirittura vi era chi sosteneva che fosse superfluo inserire il risparmio tra i valori costituzionali essendo un concetto pleonastico (allora evidentemente nessuno pensava che la moneta crescesse spontaneamente nei campi).

Il risparmio è necessario per la realizzazione della democrazia.

Occorre in primo luogo avere ben chiaro come si verifica il fenomeno dell’accantonamento del risparmio entrando necessariamente in una logica di politica economica e monetaria, appunto le materie in cui non abbiamo più sovranità.

Ovviamente il risparmio privato è per definizione il risultato di una politica di deficit dello Stato. In sostanza se lo Stato recupera a tassazione ogni singolo euro immesso nel sistema, chiaramente lo stesso concetto di risparmio diventerà una mera utopia non essendo più realizzabile matematicamente.

Uno Stato che fin dalla sua nascita adotta il principio del pareggio in bilancio è uno Stato che non tutela il risparmio diffuso in tutte le suo forme ma lo rende impossibile ex lege.

Un lavoratore che non può risparmiare non potrà avere un’esistenza libera e dignitosa e avrà un ostacolo insormontabile alla propria partecipazione alla vita politica, economica e sociale del paese (così violando anche l’art. 3 Cost.).

Il concetto, come dicevamo, sembra contro intuitivo, anche per i giuristi. Ciò accade in quanto anche noi professionisti siamo soggetti a forme di condizionamento mediatico e culturale che trovano terreno fertile laddove le nostre competenze non sono sufficienti ad avere un pensiero del tutto autonomo e fondato su solide basi in fatto ed in diritto: non siamo dunque in grado di comprendere il significato giuridico-costituzionale del concetto di deficit pubblico, concetto che necessariamente (ed urgentemente!) dovrà prima o poi essere trattato dai giudici della Corte Costituzionale.

Deve essere chiarito, fino a rendere il concetto pacifico per tutti, esattamente come è oggi pacifico affermare che la Terrà non è piatta, che ad uno Stato non possono applicarsi logiche economiche di stampo aziendale e dunque logiche proprie della microeconomia.

Un’azienda crea risparmio quando le attività superano le passività, lo Stato invece può creare attività patrimoniali per i propri consociati unicamente attraverso il passivo, ovvero immettendo più moneta di quanta ne prelevaLo Stato secondo il modello costituzionale dunque, è la figura che regolamenta le principali variabili macroeconomiche del paese, lo Stato appunto deve: “disciplinare, coordinare e controllare il credito” (Art. 47 Cost.).

Lo Stato, in definitiva, deve immettere moneta nel circuito economico.

Una moneta può essere immessa in circolo unicamente attraverso la stampa diretta, attraverso la spesa pubblica in deficit (meccanismo oggi adottato), oppure attraverso le esportazioni.Oggi sia la stampa diretta di moneta che la spesa pubblica a deficit sono precluse dai Trattati UE e dunque ci rimane solo la via dell’esportazione.

La base monetaria può essere aumentata unicamente drenando liquidità da altre nazioni (esattamente in questo contesto si spiega l’attivo della bilancia dei pagamenti della Germania, forte grazie alle esportazioni).

Viene altresì facile intuire che non potendo svalutare la moneta il nostro paese potrà tornare a crescere unicamente con le esportazioni e dunque per farlo dovrà acquisire la tanto decantata (ancora una volta Monti insegna) maggiore competitività, ottenibile solo passando dalla svalutazione salariale, ovvero facendo esattamente l’opposto di quanto prevede il modello costituzionale.

I salari si svalutano unicamente distruggendo la domanda interna e causando una spirale deflazionistica (destroy internal demand – ancora Mario Monti, un nemico del paese ma evidentemente un nemico molto sincero). Tutto secondo pronostico, ma palesemente contrario al dettato Costituzionale che fonda la Repubblica sul lavoro.

Il deficit costituisce reddito indiretto e differito per tutti i cittadini (reddito che i privati non potranno mai sostituire con la sola leva dell’esportazione) e tagliandolo si avrà, sic et simpliciter, una contrazione del PIL. Azzerando la spesa pubblica si azzererebbe anche l’economia che non potrebbe mai ripartire perché non vi sarebbe moneta per pagare gli scambi di beni o di servizi, salvo un improbabile “boom” della professione di falsario.

Dunque la tutela del risparmio si pone in evidente contrapposizione ai vincoli d’indebitamento dei Trattati UE ed al pareggio in bilancio in Costituzione che costituisce la certificazione definitiva del fatto che la Repubblica non si occuperà più della tutela del lavoro e del sostegno all’economia ma solo della stabilità dei prezzi. Anzi la Repubblica si adopererà per smantellare questi diritti in attesa che si arrivi ad un nuovo ordine mondiale (su cosa sarà basata non è dato sapere ma di sicuro se fosse un progetto benevolo ed illuminato non si utilizzerebbero strumenti criminali per ottenerlo).

Tale sistema, come detto, è palesemente incompatibile anche con l’altro brocardo inserito nell’art. 47 Cost. ovvero: La Repubblica disciplina, controlla e coordina il credito. Oggi non solo la Repubblica non coordina e non controlla il credito ma addirittura è il settore creditizio ad imporre le politiche economiche allo Stato come pacificamente avvenuto nel 2011 allorquando un parere di BCE aprì la porta all’austerità che sta devastando la nostra economia, strumentalizzando la falsa crisi dello spread che era stata in realtà direttamente provocata da BCE con l’annuncio di non sostenere il debito italiano neppure sul mercato secondario.

Coordinare e controllare il credito implica detenere la sovranità monetaria e non cederla ad una banca indipendente da cui lo Stato, ovviamente, dipende. La Costituzione è pacificamente tradita: il modello dei Trattati, con la citata dottrina della banca centrale indipendente, è addirittura opposto.

Concludiamo la panoramica evidenziato come la drammatica situazione prospettata, che già condanna il nostro paese alla recessione eterna, va ulteriormente peggiorando e ciò in forza del Trattato Fiscal Compact del 2012, della conseguente modifica dell’art. 81 Cost. e della messa a punto proprio di quei meccanismi di “enforcement” che Mario Monti tanto invocava nel discorso che ha aperto il presente articolo (ovvero ad esempio MES e soprattutto il prossimo venturo ERF di cui potete leggere compiutamente in questo articolo: clicca qui).

Nel novembre 2011 avviene l’inasprimento del patto di stabilità e crescita, già teorizzato anni prima con il mai applicato Regolamento della commissione europea 1466/97 (non è dunque corrispondente al vero la tesi del Prof. Guarino, ovvero quella secondo la quale l’Euro attuale non è quello previsto nei Trattati ma quello del regolamento 1466/97, purtroppo un Euro buono non esiste), con una serie di nuovi Regolamenti meglio noti con i nomi di six pack e two pack, ivi si codifica ciò che vedete avvenire in questi giorni, ovvero il controllo esterno sulla legge di stabilità ad opera di Bruxelles, l’applicazione del limite dello 0,5% nel rapporto fra disavanzo e pil annuo (con il 3% avevamo già una crescita troppo vigorosa…) e l’obbligo di ridurre il debito di 1/20 l’anno fino ad arrivare ad un rapporto pari al 60% del PIL. Inoltre si attua un semi automatismo sanzionatorio. La commissione applica le sanzioni agli Stati ed il Consiglio può solo respingerle con voto a maggioranza qualificata.

Viene altresì introdotto il controllo esterno della nostra legge di Stabilità con presentazione della stessa a Bruxelles e possibilità per la commissione, entro due settimane dalla ricezione, di chiedere una revisione della stessa.

Il successivo Trattato sulla stabilità il coordinamento e la governance nell’unione economica e monetaria (cd. Fiscal Compact) ratificato con Legge LEGGE 23 luglio 2012, n. 114 non fa altro che ribadire tale disciplina prevedendo la raccomandazione per gli Stati di inserire, preferibilmente in Costituzione, il pareggio in bilancio cosa che l’Italia ha immediatamente fatto con la modifica dell’art. 81 del 2012.

L’Italia sotto la spinta del Governo collaborazionista del sempre citabile Mario Monti, con legge Costituzionale n. 1 del 20 aprile 2012, ha immediatamente cancellato la sovranità dello Stato Italiano in favore dell’Unione Europea. Il nuovo art. 81 Cost. recita: “Lo Stato assicura l’equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio, tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico.

Il ricorso all’indebitamento è consentito solo al fine di considerare gli effetti del ciclo economico e, previa autorizzazione delle Camere adottata a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti, al verificarsi di eventi eccezionali.

Ogni legge che importi nuovi o maggiori oneri provvede ai mezzi per farvi fronte”.

Ogni politica di espansione monetaria è stata così messa definitivamente al bando nel nome della stabilità dei prezzi si è verificata l’abrogazione dell’art. 47 Cost. Con la riforma costituzionale si è verificato addirittura un contrasto interno tra norme di rango costituzionale che ovviamente deve essere risolto in favore dei principi fondamentali rendendo illegittimo proprio l’art. 81 Cost. che non può essere applicato anche in assenza di qualsivoglia revisione della norma.

La salvezza nazionale nasce dunque dalla consapevolezza delle cause della crisi su cui oggi vi ho informatoQuanto accade non è un evento imponderabile ma un’azione volontaria di cui non tutti i politici possono vantarsi di essere ignari ed inconsapevoli, a cui abbiamo il dovere di ribellarci informando e denunciando e perché no, riempiendo le piazze pacificamente, affinché lo stupro della Costituzione cessi e tutto questo in ossequio del diritto/dovere di tutti noi di difendere la patria (Art. 52 Cost.).

01/12/2014 commenti (0)

HA VINTO L’ASTENSIONISMO ALLE ULTIME ELEZIONI- GOVERNO NON TI CHIEDI PERCHE’?

HA VINTO L'ASTENSIONISMO ALLE ULTIME ELEZIONI- GOVERNO NON TI  CHIEDI  PERCHE'? - Agorà News on Line

    • Dovrebbero essere invalidate le elezioni in Calabria e in Emilia per mancanza del quorum previsto dalla legge.Ma tutte le leggi elettorali da 10 anni a questa parte sono delle “porcate” antidemocratiche, sono la farsa della democrazia.La verità è che il diritto di voto è nella disponibilità dei politici che lo calpestano a proprio piacimento.Dunque, piuttosto che lasciarsi truffare vestendo i panni dell’elettore, meglio l’astenismo attivo e motivato.Solo che questa scelta dovrebbe PESARE sulla validità stessa delle elezioni! 
    •   Non so se è chiaro che sono 8 anni almeno che in pratica non votiamo. Non solo in Africa e Asia, ma anche in Europa e negli Stati Uniti ormai la manipolazione del risultato elettorale è all’ordine del giorno. 
      Finché il sistema elettorale non sarà cost
      ituzionale, ogni tipo di dibattito democratico parlamentare è annullato, perché LE OPPOSIZIONI, SE ANCHE SI UNISSERO TUTTE, NON POTREBBERO MAI SUPERARE IL 54% DEL PD.
      Questo è il risultato della propaganda strumentale che demonizza il metodo proporzionale, quello più democratico, per farci accettare un maggioritario talmente “spinto” da non avere eguali nelle democrazie avanzate.
      Per sorvolare sul fatto che PARLAMENTO ITALIANO ED EUROPEO NON HANNO ALCUN REALE POTERE, sono meri esecutori di decisioni e progetti di legge scritti altrove, Governo o Commissione.
      Come pensiamo di cambiare questa situazione con il voto? 
      Davvero pensiamo che per uscire da questa situazione basti una croce con la matita e un po’ di campagna non-elettorale per mandare in parlamento gente a … parlare?
      E’ PROPRIO PERCHÉ CI TROVIAMO IN DITTATURA, CHE IL VOTO SERVE A POCO, LO SI DICE NON A CASO.
      Se si guardasse in modo oggettivo, senza retorica o manipolazioni, alle nostre malconce istituzioni, si capirebbe che dei TRE POTERI FONDAMENTALI DELLO STATO (Legislativo, Esecutivo e Giudiziario, che in democrazia sono indipendenti per legge, è Napolitano, che amplia i poteri del Capo dello Stato anche verso la magistratura, e Renzi, che per la prima volta nella storia nomina un membro del Governo al CSM), quello che mantiene una certa minima indipendenza ancora non è certo il Governo, preda totale dei poteri euro-atlantici, anzi sua diretta emanazione. Ancora meno indipendente è il Parlamento, ridotto a futile teatrino di marionette corrotte e grottesche senza alcun potere. 
      La Magistratura invece dà spesso prova di opposizione al sistema, pensiamo ad esempio, alle indagini su Draghi del Tribunale di Trani, come ce ne sono centinaia che, ripeto, di certo i media del sistema non hanno interesse a far conoscere.
      E soprattutto LA MAGISTRATURA È DIRETTAMENTE ACCESSIBILE AL CITTADINO. Il giudice ha comunque il dovere di rispondere e motivare pubblicamente. Non come la politica, che ormai si sente in piena facoltà di non rispondere mai a media e cittadini.
      Infine il Parlamento non può disporre direttamente delle FORZE DELL’ORDINE.
      La magistratura, si.
      Insomma non credete che, non solo i politici e le forze dell’ordine, ma anche i giudici debbano fare il proprio dovere?
      Infine, come si può pensare di voltare pagina senza che sia fatta giustizia?
      Queste persone, con diversi gradi di responsabilità, hanno determinato la morte di migliaia di cittadini in Italia e posto in stato di schiavitù reale il resto della popolazione e proseguono ad usurpare il potere di cui si sono impossessati illegittimamente.
      Fare giustizia significa anche mettere in chiaro cosa si può fare e cosa invece è stato fatto contro la legge democratica, tramite regolare processo pubblico.
      PERCHE’ LA LOTTA DI PIAZZA DA SOLA NON BASTA
      L’idea del Gruppo tecnico-popolare Libra di dotare la protesta popolare di strumenti legali, oltre che comunicativi, – in questo momento la denuncia penale della classe politica e dirigente, ma anche proposte di legge e referendum popolari, analisi delle riforme, etc. – è innanzitutto una questione di COERENZA, TRASPARENZA E NON VIOLENZA.
      Se il solito vicino entra nel vostro campo e lo distrugge, non credo che andiate direttamente nel suo campo ad incendiarlo, ma che, per prima cosa, andrete a sporgere denuncia alla polizia.
      Rifarsi alla Costituzione ed alle leggi democratiche con essa coerenti, fornisce UNA CORNICE DI LEGALITÀ E DEMOCRAZIA IN CUI MUOVERSI IN SICUREZZA.
      Molte buone leggi esistono già, il problema è che vengono piegate ad interessi dominanti o non rispettate.
      E’ QUESTO CHE LA PIAZZA DOVREBBE CHIEDERE PER ESSERE PIÙ FORTE DAVVERO: IL RISPETTO DELLA LEGGE.
      Inoltre rinunciare a millenni di progresso filosofico-giuridico democratico, perché qualcuno lo sta usando male, è un errore grossolano, che davvero può portare a derive di tipo populista e nazi-fascista, magari dettate dal semplice fatto di non conoscere.
      Ma soprattutto: LA PROTESTA DI PIAZZA VIENE AMPIAMENTE STRUMENTALIZZATA, e, se non ci riescono, comunque vergognosamente manipolata dai media di regime. Per questo occorre un’attenta gestione della comunicazione, del cui uso pratico, assieme al diritto, parleremo nella prossima puntata.
      LA DENUNCIA PENALE, IL RICHIAMO ALLA COSTITUZIONE ed alle leggi della Repubblica, COSTITUISCONO UNA FORZA DIFFICILMENTE MANIPOLABILE, che, in un percorso ordinato, pubblico e non violento, o ingiusto, può portare all’imprescindibile punizione dei colpevoli ed alla ripresa del corretto funzionamento delle istituzioni democratiche.
       
    • Ho anche abbozzato una petizione:https://www.change.org/…/parlamento-della-repubblica… .Forse è meglio che la legge elettorale la scrivano direttamente i cittadini !

    • by Rosanna Carpentieri
27/11/2014 commenti (1)

JOBS ACT, CI SIAMO: IL TESTO ARRIVATO IN AULA ALLA CAMERA

 

LAVORO 24 NOVEMBRE 2014, 11:18

Jobs Act, ci siamo: il testo arrivato in aula alla Camera

Approvazione del Jobs Act a un passo. Niente voto di fiducia


lavoro

Jobs Act, siamo alle battute decisive. Oggi riparte alla Camera il lavoro sulla riforma del lavoro, che porterà dritto all’approvazione a Montecitorio della nuova legge sull’occupazione.

La discussione in aula è infatti arrivata l punto più caldo. Dopo l’accordo nella maggioranza per la presentazione del testo coordinato che andrà a sostituire il testo approvato al Senato, non ci dovrebbero essere particolari resistenze sul provvedimento.

Addirittura, il governo potrebbe evitare di porre la questione di fiducia, come, invece, avvenuto qualche settimana fa a palazzo Madama, a seguito dello strappo di qualche senatore vicino alla minoranza Pd concorde con la Cgil. Defezioni che, comunque, non avevano compromesso il cammino della riforma.

Più complesso, invece, il quadro alla Camera, con i big della fronda interna al Partito democrtatico, Pippo Civati, Gianni Cuperlo e Stefano Fassina su tutti, a guidare una protesta tutt’altro che silenziosa contro il premier Renzi e la sua proposta di riforma dell’articolo 18. Ora, l’accordo almeno su questo punto dovrebbe essere in cassaforte, in attesa dei decreti attuativi e, soprattutto, della legge di stabilità, dove gli oppositori dem hanno già annunciato nuove barricate sul tema di welfare e diritti.

Gli emendamenti al Jobs Act

Al momento, siccome il governo sembra intenzionato a non chiedere la fiducia sul testo del Jobs Act, si procede esaminando le proposte di modifica arrivate alla Camera. 

Sono circa 150 gli emendamenti avanzati dai vari partiti per correggere la nuova riforma del lavoro, un margine che, se dovesse subire un’ulteriore restrizione in sede di discussione, potrebbe consentire l’approvazione del disegno di legge entro mercoledì 26, così come auspicato dallo stesso premier Renzi e dal ministro per i Rapporti con il parlamento Maria Elena Boschi.

Più che sulla singola legge delega che uscirà dal Parlamento, però, si ragiona già sui successivi decreti legislativi, che dovrebbero contenere le specifiche sui licenziamenti a seguito della nuova modifica all’articolo 18.

QUI LE INFORMAZIONI DETTAGLIATE: COME CAMBIANO I LICENZIAMENTI CON IL JOBS ACT

Un ulteriore intervento in sede di decretazione, dovrebbe riguardare l’Aspi, la nuova indennità di disoccupazione avviata con la riforma Fornero da inizio 2013. Si andrebbe, in proposito, verso un accorpamento di Aspi e della sua controparte “light” mini Aspi. La nuova prestazione di sostegno al reddito, poi, verrebbe estesa anche a una platea ristretta di precari e co.co.co.

Vai al testo del Jobs Act

Vai allo speciale Jobs Act

 

Pubblicato da  il 24 novembre 2014 alle 11:11 in Lavoro
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NO! NON PUO’ ESSERE VERO!

Mi sono soffermata a leggere un articolo il cui titolo mi aveva incuriosito: – RC AUTO, ECCO LA RIFORMA TANTO ATTESA: IL TESTO DEL DDL.-

Ho iniziato a leggere incuriosita, pensando di trovare nell’articolo che so! Abbassamento dei premi assicurativi, oppure equità nei punti di quando fai un incidente (cioè se lo fai ti addebitano due punti e se invece sei un corretto automobilista che non FA PAGARE DANNI all’assicurazione, nonostante tu come automobilista continui a pagare, ti abbassano la classe di un solo punto… questo tanto perchè la legge è uguale per tutti) .. oppure il risarcimento verso chi ha ricevuto un danno viene elargito nel giro di un mese massimo……….. LA RIFORMA TANTO ATTESA PER CHI? MA CERTO! SOLO PER LE SANGUISUGHE ASSICURAZIONI che da quando sono diventate OBBLIGATORIE per tutti, tartassano il popolo dei proprietari di auto….In pratica non puoi più farti risarcire subito dalla tua compagnia assicurativa, sei COSTRETTO, anche se non hai possibilità di farlo in quel momento, di riparare la tua auto ENTRO 60 GG, e dulcis in fundo.. dovrai farlo presso carrozzieri che faranno risparmiare le assicurazioni come importo del danno!…..bravo PD un grazie dal popolo italiano tutto! E’ così che si fanno le leggi, tutte a favore di chi ci opprime e MAI a favore del popolo distrutto da voi………..

Ecco leggetevi l’articolo, ve lo incollo qui sotto e ricordatevi, quando andrete a votare la prossima volta, di chi ha presentato questo obbrobrio di ddl….

articolo di LeggiOggi.it  giornale dove possono scrivere solo Avvocati e dove ci sono solo articoli che riguardano LE LEGGI VARATE DAL GOVERNO

 

 

NOVITÀ CODICE STRADA 14 NOVEMBRE 2014, 12:11

Rc Auto, ecco la riforma tanto attesa: il testo del ddl assicurazioni

Il testo che riforma dal 2015 il Codice delle assicurazioni. Cambiano i premi


Assicurazioni rc auto sviluppo

Rc Auto, è in arrivo la tanto attesa rivoluzione. Da tempo, ormai, si parla di possibili revisioni del comparto assicurativo per gli automobilisti, ma le modifiche o hanno avuto impatto ristretto rispetto alle aspettative degli operatori, oppure sono finite al macero prima che il Parlamento le approvasse in maniera definitiva. Questa volta, però, pare che ci siano le condizioni per accontentare le sigle assicurative.

E’ stato depositato negli uffici della Camera dei deputati un ddl contenente la Riforma del codice delle assicurazioni stradali, con prima firmataria Sara Moretto del Partito democratico.

A chiedere con grande voce la riforma delle assicurazioni, Cna, Confartigianato e Casartigiani, che già nei mesi scorsi si erano rese protagoniste di un pressing finalizzato alla riscrittura delle regole sui premi, puntando a una loro generale diminuzione.

Ora, ovviamente, la politica cerca di mediare per non inficiare il livello delle prestazioni, e dunque della sicurezza stradale, in un quadro già preoccupante per via delle falsificazioni sempre più frequenti e degli automobilisti incoscienti che circolano senza il tagliando.

Quali sono le novità in arrivo

Primo punto del ddl che riformerà la Rc Auto, è quello che impedirà di chiedere il rimborso del danno alla compagnia con cui si è sottoscritto il contratto assicurativo, con questa che poi andrà a rivalersi su quella adottata dal responsabile del sinistro.

Un altra novità che è contenuta nel ddl approdato a Montecitorio, riguarda l’obbligo vincolante di riparare l’auto danneggiata entro un limite massimo di 60 giorni, con inclusa opportuna revisione. La sanzione, per chi trasgredirà da questo limite, sarà quella di una segnalazione al ministero dei Trasporti che possa far scattare delle penali del caso.

In proposito di guasti, riparazioni e danni al veicolo, però, la compagnia non avrà nessun potere di imposizione sull’officina o il centro a cui il conducente potrà rivolgersi per la sistemazione del veicolo.

Non ci sarà spazio, insomma, il temuto passaggio al risarcimento in forma specifica, cioè con i danni che verrebbero imputati all’assicurazione in officine convenzionate che offrano condizioni più favorevoli per le compagnie. Lo stesso dicasi per il divieto di cessione al carrozziere del credito dell’assicurato verso l’assicurazione.

Vai al testo della riforma assicurazioni

 

 Pubblicato da  il 14 novembre 2014 alle 12:11 in Novità Codice Strada

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da Ricerche di Emanuela Rocca

22/11/2014 commenti (0)

ABUSO DEL DIRITTO:EVASIONE, CONDONO DI RENZI NEL NUOVO DECRETO

FISCO 20 NOVEMBRE 2014, 15:15

Abuso del diritto: evasione, condono di Renzi nel nuovo decreto

Entro i mille euro, zero sanzioni per fatture false. Effetto retroattivo


matteo-renzi

Ora che l’abuso del diritto è ascrivibile in piena regola anche alla materia tributaria, arrivanonuove disposizioni sulla punibilità delle fatture false che cambierà il panorama dei reati fiscali.

Si tratta delle disposizioni contenute nel nuovo decreto legislativo collegato alla delega fiscale,approvata lo scorso febbraio dal Parlamento e in corso di realizzazione tramite i provvedimenti di attuazione.

E la norma più eclatante del nuovo decreto riguarda proprio le sanzioni per chi rilascia fatture false. Al di sotto dei mille euro, infatti, non ci sarà più alcun regime di punibilità, che, oltretutto, viene accresciuto per quelle imprese che si dimostreranno collaborative nei confronti delle agenzie fiscali.

E’ quanto anticipa del provvedimento in arrivo nel Cdm di domani l’agenzia di stampa parlamentare Public Policy, secondo quelle che sarebbero le bozze circolate in materia di abuso del diritto e punibilità dei dreati fiscali.

Si tratta del quarto provvedimento in materia di delega fiscale, finalizzato alla riforma del fisco in tutte le sue componenti. Gli altri, già presentati dal governo, riguardano, nell’ordine, la riforma del catasto e le commissioni censuarie, il modello 730 precompilato, e la modifica delle accise sui tabacchi.

Applicazione del nuovo decreto

Secondo quanto trapela in merito ai contenuti del decreto legislativo, allora, si verrebbe a configurare la situazione per cui la soglia di mille euro rappresenterebbe il limite entro cui non si verificherebbero sanzioni per i responsabili di “frode mediante uso ed emissione di fatture per operazioni inesistenti”, che attualmente viene punito con una reclusione da 18 mesi a 6 anni.

A questo proposito, si spiega forse l’avversione già manifestata da parte dell’Agenzia delle Entrate al decreto in oggetto, visto il “condono” che viene assicurato agli evasori sotto i mille euro. La proposta dell’ente guidato a Rossella Orlandi è dunque quella di un’attenuazione delle pene previste entro quella cifra, anziché un salvacondotto in piena regola.

Oltretutto, all’interno del nuovo testo sarebbe stato incluso anche il raddoppio della soglia di sanzionabilità per dichiarazione mendace o infedele delle imprese già coinvolte nel progetto di adempimento collaborativo, ossia il programma di tutoraggio finalizzato ad aumentare la trasparenza tra le dichiarazioni. E non è tutto: queste disposizioni avranno anche effetto retroattivo, per tutte quelle situazioni che ancora non abbiano ricevuto “atto impositivo”.

Vai allo speciale delega fiscale

 

Pubblicato da  il 20 novembre 2014 alle 15:11 in Fisco
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da ricerche di Emanuela Rocca

21/11/2014 commenti (0)

JOBS ACT.- SI ALL’EMENDAMENTO CHE CAMBIA I LICENZIAMENTI

friedlander_revolving_door, esuberi, pa, licenziamenti

Jobs Act, si cambia. E forse, questa volta, sarà la versione definitiva. In sostanza, il governo ha accolto alcune delle osservazioni mosse dalla minoranza Pd in parallelo coi sindacati, rinviando però alcune indicazioni fondamentali ai decreti delegati.

Dall’approvazione del ddl Jobs Act in Senato, si sta consumando una battaglia aspra, in Parlamento e nelle piazze, per la modifica o meno dell’articolo 18 e delle possibilità di reintegro dei lavoratori in caso di licenziamento.

Nella versione uscita da palazzo Madama, infatti, non si faceva menzione delle possibili correzioni allo Statuto dei lavoratori, di modo che tutto venisse rimandato nei decreti delegati, previsti già per fine anno se i tempi saranno rispettati.

Già, perché il ministro per i Rapporti con il parlamento Maria Elena Boschi ha annunciato che il D-day della riforma del lavoro sarà mercoledì prossimo 26 novembre, quando, cioè, in aula dovrebbe arrivare il sì al Jobs Act.

Ora, però, arriva la certezza che un nuovo passaggio al Senato, quantomeno di ratifica, dovrà avvenire.E’ stato infatti approvato in commissione Lavoro un maxiemendamento del governo alla nuova legge sull’occupazione, che schiarisce almeno in parte il panorama sui licenziamenti, una volta che la riforma sarà entrata in vigore.

Cosa dice il nuovo Jobs Act

Seguito all’accordo stipulato la scorsa settimana tra renziani e ostili alla modifica del’articolo 18, il nuovo emendamento sui licenziamenti lascia immutate le previsioni di reintegro per il licenziamento discriminatorio, introducendone alcune particolari per quello disciplinare, che, però, saranno definite con tutti i particolari nei prossimi decreti legislativi.

Diverso, invece, il quadro per i licenziamenti economici, quelli cioè che l’azienda si troverebbe costretta ad applicare in caso di grave difficoltà dei conti: in questa situazione, ai lavoratori sarebbe riconosciuto un indennizzo in base all’anzianità di servizio, ma nessuna possibilità di riprendersi il posto. Una soluzione, quella del “rimborso” che potrebbe trovare spazio anche nei casi di licenziamento disciplinare, inversamente proporzionale rispetto a quella che sarebbe la colpa accertata del lavoratore.

 

Ecco il passaggio chiave del maxiemendamento del governo

“escludendo per i licenziamenti economici la possibilità della reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro, prevedendo un indennizzo economico certo e crescente con l’anzianità di servizio e limitando il diritto alla reintegrazione ai licenziamenti nulli e discriminatori e a specifiche fattispecie di licenziamento disciplinare ingiustificato, nonché prevedendo termini certi per l’impugnazione del licenziamento”.

Vai al testo del Jobs Act approvato in Senato

Vai allo speciale Jobs Act

 

 

Pubblicato da  il 19 novembre 2014 alle 09:11 in Lavoro
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Articolo pubblicato su LEGGIOGGI.it  

Quotidiano giuridico politico economico
Diretto da Avv. Carmelo Giurdanella

Da ricerche di Emanuela Rocca

NAPOLITANO LASCIA LA PRESIDENZA… NON FA MAI NIENTE A CASO

NAPOLITANO LASCIA LA PRESIDENZA... NON FA MAI NIENTE A CASO - Agorà News on Line

Gira la notizia che Napolitano darà le dimissioni da Presidente della Repubblica entro dicembre. La cosa mi suona pericolosa, non perchè mi dispiaccia che vada  via, l’ho sempre considerato il peggior capo dello stato della storia italiana, ma questa sua decisione mi lascia perplessa… direi quasi spaventata.

So che è agli ordini della U.E., la sua amata EUROPA.. la stessa che ci ha distrutti, impoveriti, uccisi e che ci ha tolto ogni dignità. La sua decisione e proprio in un momento così delicato per l’Italia mi suona veramente strana e il mio sesto senso difficilmente sbaglia!

Chi hanno ordinato come suo successore? E perchè si vocifera che sarà una donna? Ma quale donna in politica in Italia è all’altezza di un compito così arduo e delicato in questo momento?

La Boldrini? Per pietà! Già si sente Regina solo perchè è a capo della Camera dei Deputati, figuriamoci dopo… La Finocchiaro? Non voglio neanche pensarci! CHI? E perchè proprio ora?

Vedremo lo scorrere degli eventi e che Dio ci assista, almeno questa volta!

Emanuela Rocca

09/11/2014 commenti (0)

IV NOVEMBRE – QUEI FANTACCINI CHE HANNO COLORATO DI ROSSO LE TRINCEE

IV NOVEMBRE – QUEI FANTACCINI CHE HANNO COLORATO DI ROSSO LE TRINCEE

gm

Oggi è il 4 novembre del 2014. Che bella scoperta direte in molti  fra voi giovani che mi leggete in cui non c’è più, come dovrebbe,  la memoria per questa data che apparentemente è un giorno come tanti.

Oggi, ricorre il centenario della Grande Guerra che molti storici e non solo hanno accostato alle guerre d’indipendenza  definendola la quarta, avendo acquisito con la vittoria quei territori italiani che ancora restavano in mano autriaca.

Carissimi giovani e lettori,  ricorre proprio oggi, il centenario della 1° Guerra  Mondiale o Grande Guerra, che vide tutto un popolo impegnato in un conflitto cruento e sanguinoso senza precedenti nella storia e che lasciò in segno nella stragrande maggioranza delle famiglie italiane dove  tanti, troppi, “ragazzi” non tornarono più.  Furono tempi eroici e di grande impegno civile e sociale.

L’Italia in una fase cruciale della Grande Guerra si trovo sull’orlo della catastrofe dopo la disastrosa battaglia di Caporetto che spalanco le porte d’Italia agli eserciti Austroungarici  e Tedeschi. Nessuno più pareva potesse fermarli. La gente, la povera gente,  piangeva per le strade. L’esercito italiano era giunto allo sfascio (un milione e mezzo di uomini allo sbando), incapace di opporre alcuna resistenza, lo scenario che si presentava, ai vincitori della XII battaglia dell’Isonzo, era una porta spalancata attraverso cui dilagare su tutta la pianura italiana.

L’Italia era sconfitta, pensarono i cobelligeranti tedeschi e austriaci, ora si trattava di prendere alle spalle anche la Francia attraverso l’Italia. Ed invece avvenne qualcosa che non solo cambiò le sorti della guerra, ma cambiò il mondo.

Divampò dalle Alpi a Capo Passero lo spirito dell’amor patrio italiano. Tutti mobilitarono. Il Gen. Diaz rimpiazzò Cadorna e si arrivò a  chiamare alla leva e alla guerra anche la classe del 1899 soprannominata poi, di ferro; avevano solo 18 anni  e ne morirono a migliaia falciati dalle mitragliatrici austriache e tedesche sui reticolati e sulle barricate dei campi di battaglia.

In un giornalino di guerra del 1918 stampato in trincea si legge … “il 4 novembre abbiamo vinto, grazie al sangue dei poveri fantaccini che hanno colorato di rosso il parapetto delle trincee nemiche “.  Nostro nonno Giuseppe era uno di loro un “fantaccino” del 5° Rgt. della Regia Fanteria e torno a casa dal fronte dopo anni, miracolato e con il ricordo di una baionettata tedesca che gli aveva trapassato il fianco. Ne raccontò di cose a mio padre e che poi narro a noi suoi figli, che ne serbiamo ancora oggi, nel cuore e nell’animo il ricordo.  I fantaccini italiani sopportarono di tutto, dalle cannonate nemiche al pessimo rancio quando arrivava, ai pidocchi e al fango, al congelamento in alta quota, alle cannonate e alle mitraglie, e peggiore di tutti, al lungo e terribile silenzio dell’attesa accucciati a terra e soli con se stessi, all’ordine di saltare la trincea per lanciarsi all’attacco, con la presenza costante della morte che aleggiava nell’aria fetida… ma, alla fine, vincono sul Piave che, se andate a varcarlo ancora oggi porta agli ingressi, eretto nei suoi ponti, un elmo italiano e la scritta “fiume sacro alla patria”.

Certa classe dirigente ivi compresi i politici ed i governanti di questa Repubblica da tempo,   nel rimuovere la giornata festiva hanno cercato di relegarne il ricordo a  mero quanto roboante : “Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze armate”.

E forse, nella rimozione dalle menti di questa data  ci sono riusciti, perché di questo giorno, come di tanti altri della perduta seconda guerra mondiale, se ne parla poco o nulla, si risaltano sempre meno i valori cercando di deviare e utilizzare per interessi di bottega i fatti e le circostanze, eppure queste ricorrenze che sono l’apice di avvenimenti storici, a torto o ragione, restano e sono le nostre radici senza le quali non esiste l’identità di un popolo e l’esistenza stessa di una nazione.

In realtà, il 4 novembre, elevata nel 1919 a festa nazionale,  è stata l’unica ricorrenza che  ha varcato indenne le età dell’Italia liberale, fascista e repubblicana  perché la nazione intera, aveva eletto tale data,  in cui cessarono le ostilità con gli Austroungarici, a ricorrenza festiva dello Stato a memoria dei propri Cari, caduti e mutilati sui campi di battaglia, dal Piave al Monte Grappa, all’Isonzo al Sabotino.

Ma, nel 1977 a causa di una riforma delle festività, “dicunt”, per ragioni economiche è divenuta “festa mobile” con ricorrenza ufficiale nella prima domenica di novembre.

Tale derubricazione, a nostro avviso, in realtà ha mal celato una preoccupazione di talune classi dirigenti e dello Stato verso le manifestazioni di piazza (anni 60’-70’)  effettuate da gruppi di dissidenti di estrema sinistra e altri del “cattolicesimo dissidente” (i cd catto-comunisti)  che chiedevano il riconoscimento dell’obiezione di coscienza mimetizzando nel frattempo  un vero e proprio attacco “ politico” all’Istituzione in genere e al mondo militare.

In definitiva i “movimenti giovanili” come vennero definiti allora, insistendo anche violentemente in piazza, sul pacifismo ad oltranza e altro, portarono alla emanazione della legge 5 marzo 1977 n. 54.

(wikipedia) … durante la festa delle forze armate italiane è stata pratica diffusa quella di aprire al pubblico le caserme per favorire l’incontro fra militari e civili. Spesso venivano organizzate esposizioni di armamenti e mostre riguardanti in particolare la prima guerra mondiale all’interno delle caserme. Usuali erano anche, specie negli anni ’50 e ’60, le dimostrazioni sportive e le esercitazioni dimostrative dei soldati. Nelle principali città italiane inoltre si tenevano concerti in piazza delle bande militari. I Ministeri della Difesa e dell’Istruzione collaboravano affinché bambini e ragazzi prendessero parte alle celebrazioni di fronte ai locali Monumenti ai Caduti. In alcuni anni furono anche promosse iniziative come il libero accesso a cinema e mezzi pubblici per gli appartenenti alle forze armate, e la possibilità per le famiglie di ospitare a pranzo un giovane di leva.

Ma noi che di storie ne abbiamo sentite tante anche durante il nostro servizio militare in Veneto, non dimentichiamo non possiamo dimenticare alcuni fra tanti i nomi che ci risuonano familiari per le narrazioni di vecchie penne nere. Bassano, Val Sugana, Grappa, Piave, Isonzo, Col Moschin, Asolone, Monte Pertica, Tomba Fontenera, Mincio, Piana di Asiago, Pasubio, Ortigara, monte Valbella, Cima Portule, le pietraie di cima 12, forte Verena, Noemi, Madonna di Campiglio… e come dimenticare le narrazioni del “Calvario degli alpini” dell’Ortigara, dove, si erge una colonna con la scritta : “ Per non dimenticare”. In questo luogo fra fango e pietre , in soli due chilometri di trincee vi furono oltre 36.000 morti. Le stesse sembianze del terreno in molti luoghi dove passo la guerra, a causa dei bombardamenti e delle mine cambio totalmente aspetto.

Ci pare utile per meglio inquadrare l’argomento riportare un nostro articolo (già pubblicato) in merito in occasione del 24 maggio us.:

Il 24 maggio 1915 da Forte Verena collocato sull’altopiano di Asiago, parti la prima salva di cannoni contro le postazioni Austriache. Il rombo di queste cannonate ancora echeggia nelle orecchie di chi li senti  e narra una  leggenda tramandataci dai  “veci” Alpini, che  all’imbrunire  del 24 maggio di ogni anno si possono riudire con la canzone del Piave  … “Il Piave mormorava, calmo e placido, al passaggio dei primi fanti, il ventiquattro maggio…”  (ndr: Inno Nazionale dal 1943 al 1946).

Inizio cosi’ la 1a Guerra Mondiale  affianco ai Francesi ed  all’Inghilterra che già dall’anno prima, 1914, avevano intrapreso le ostilità contro la Germania e gli Austro-Ungarici. La guerra si concluse definitivamente, lo ricordiamo per cronaca,  l’11 novembre 1918 quando la Germania, ultimo degli Imperi centrali a deporre le armi, firmò l’armistizio, per l’Italia i 4 Novembre, data in cui l’esercito Austriaco si arrese al Gen. Diaz e cessò di esistere.

( dal Bollettino della Vittoria:  ”… La gigantesca battaglia ingaggiata il 24 dello scorso Ottobre ed alla quale prendevano parte cinquantuno divisioni italiane, tre britanniche, due francesi, una cecoslovacca ed un reggimento americano, contro settantatre divisioni austroungariche, è finita… L’Esercito Austro-Ungarico è annientato… I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli, che avevano disceso con orgogliosa sicurezza. A Diaz ) . I maggiori imperi esistenti al mondo al termine della 1a G.M. – tedesco, austro-ungarico, ottomano e russo – si estinsero.   Questa guerra che sconvolse l’Europa in lungo e in largo e coinvolse molte altre nazioni a livello mondiale, costò milioni di morti fra i combattenti  militari  e altrettanti milioni fra le popolazioni civili di tutti i Paesi  belligeranti e comunque in causa e generò diversi nuovi stati nazionali che ridisegnarono completamente la geografia politica dell’Europa.

Ricordiamo perciò questa data per due ordini di motivi, il primo per onorare tutti i nostri caduti che sacrificarono la loro vita per l’Italia e tutti gli altri uomini e donne che ossequiosi  agli ordini della Nazione di appartenenza, combatterono e  si sacrificarono in buona fede,  il secondo affinchè  questo ricordo serva a far riflettere ognuno  di noi.  Le guerre, tutte le guerre, non hanno mai nè vincitori nè vinti, ma TUTTI si è perdenti . Guerre e violenze devono esser bandite dal conteso umano, non portano da nessuna parte, non danno nessun vantaggio  distruggono città annientano vite umane ed alimentano una morbo invisibile e  senza scampo:  l’odio.

Giuseppe Parisi

04/11/2014 commenti (0)

RENZI- UN GRANDE CUOCO CHE NON BUTTA GIU’ LA PASTA

RENZI- UN GRANDE CUOCO CHE NON BUTTA GIU' LA PASTA - Agorà News on Line

Una metafora efficace per descrivere l’azione di Renzi. Il Premier come un cuoco che mette su l’acqua per la pasta progettando un splendido prima e poi la sala, la fa bollire ma non si decide mai a buttare giù la pasta così che i delineati ingredienti, le materie prime, non si uniscono in un impasto coerente e non fanno nascere il grande piatto promesso. Riconosciamo che all’Under 40 fiorentino non manca la decisione, la parlantina, l’attitudine leaderistica ma la politica ogni tanto dovrebbe pascersi di risultati e qui le premesse, fossero anche imperniate sui primi cento giorni di un programma allungato a mille (giorni), non rispondono ai bisogni degli italiani. Non basta lo spread per giudicare la politica di una nazione. Bastano altri segnali, sotto gli occhi di tutti. Non c’è una seria lotta all’evasione fiscale e alla mafia che strozzano l’Italia con una tassa fissa da trecento miliardi all’anno. Il debito pubblico continua ad avanzare e i soli interessi fagocitano l’economia italiana per 80 miliardi (bella consolazione quella di chi osserva che l’anno scorso erano stati 86). Inoltre il clima di sfiducia fa si che 67 miliardi (economia reale, non derivati) nell’ultimo anno siano finiti all’estero, principalmente in Svizzera, ma non solo: segno che gli italiani non si fidano, temono solo nuove tasse. E difatti il Ministro Padoan, non si da quanto ingenuamente, a chi gli chiedeva l’uso di una patrimoniale salva-guai, rispondeva: “Ma noi l’abbiamo già fatta: sulla casa”. Già, chi non si è accorto che nell’ultimo triennio le tasse sull’abitazione sono decollate da 8 a 25 miliardi? Ogni anno gli italiani lasciano sul piatto 17 miliardi a questa voce e altri 17 li consegnano all’industria dell’azzardo legale-illegale. L’economia nazionale è avvitata su se stessa se non si comprende che strozzare le risorse, aumentare gli adempimenti finanziari e burocratici, provoca fuga all’estero di persone e di capitali, un difensivo richiudersi in se stessi anche a livello di spese. Come si “può muovere l’economia” (per chi ci crede) se il futuro è un buco nero e il jobs act (scopiazzatura obamiana e biairiana) non mostra congrui frutti per la movimentazione del mercato del lavoro. Renzi si è impuntato sull’articolo 18 quando gli industriali e gli investitori stranieri sono pronti a giurare che non è per quel motivo che fuggono dal nostro paese. La riscrittura della Costituzione è una strizzatina d’occhio al Patto del Nazareno, un riportare a destra o al centro la barra del Pd. Del resto la contiguità recente tra Marchionne e Renzi la dice lunga. Contenti perché la Fiat non è più italiana e non paga le tasse che pagava una volta nel nostro paese? Uno strano modo di esprimere punti di riferimenti. E quelli di Renzi sono, tra gli altri, Davide Serra e Oscar Farinetti. Con tutte le osservazioni possibili del caso. Renzi non dovrebbe poi dimenticarsi che se gestisce la nazione è in virtù di meriti altrui. Si, anche del vituperato 25% di Bersani. Molto meno del suo abbondante 40% ma almeno riferito a elezioni italiane e non europee.

By Daniele Poto

03/11/2014 commenti (0)

MARIO DRAGHI CHIEDE DI CEDERE LA SOVRANITA’ NAZIONALE!

Mario Draghi chiede di cedere la sovranità nazionale!

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In data odierna Mario Draghi, il Governatore della banca centrale europea, ha pronunciato una dichiarazione a dir poco surreale. Draghi, cittadino italiano e come tale soggetto al rispetto delle leggi di questa nazione, ha espressamente invitato i paesi UE a cedere la loro sovranità per le riforme strutturali.

Ora come noto l’art. 11 Cost. recita: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, allelimitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.”

Pertanto la cessione di sovranità, al contrario della mera limitazione, e’ un fatto palesemente illecito. Ma non solo, e’ un atto ostile contro la personalità dello Stato e dunque un reato.

L’art. 243 c.p. punisce: “Chiunque tiene intelligenze con lo straniero affinché uno Stato estero muova guerra o compia atti di ostilità contro lo Stato italiano, ovvero commette altri fatti diretti allo stesso scopo, è punito con la reclusione non inferiore a dieci anni. Se la guerra segue, si applica la pena di morte; se le ostilità si verificano, si applica l’ergastolo”.

Trattasi di disposizione normativa che mira a tutelare l’interesse del mantenimento della pace e dell’esclusione, nello svolgimento delle relazioni internazionali, di interferenze da parte di soggetti non autorizzati (ad esempio Mario Draghi), conniventi con lo straniero, capaci di compromettere i rapporti e la pacifica convivenza tra i popoli.

Il verificarsi dell’evento bellico non è elemento necessariamente richiesto per la consumazione del reato in parola per il quale è sufficiente l’avvenuta intelligenza con lo straniero a tale fine o a quello di compiere anche altri atti altrimenti ostili alla nazione che è proprio ciò che interessa in questa sede.

Tenere “intelligenze” significa semplicemente stringere un accordo con lo straniero (ovvero ciò che Draghi ha chiesto di fare oggi), accordo che ai fini del reato in parola può anche essere assolutamente palese e non già occulto.

La stipula di un trattato o un qualsiasi accordo internazionale è pacificamente un atto d’intelligenza con lo straniero.
La qualificazione giuridica meno immediata è invece quella che definisce appunto il concetto di “atto ostile”.
Atti di ostilità sono tutte le azioni d’inimicizia diverse dalla guerra stessa che risultino dannose per la personalità giuridica del paese, anche qualora non coercitivi o non violenti.

L’ordinamento democratico della Repubblica Italiana si basa ovviamente sulla nostra Costituzione che all’articolo 1 attribuisce espressamente la sovranità al popolo. Tale passaggio costituisce l’essenza di una democrazia nel senso proprio del termine.
Un atto d’intelligenza con lo straniero che comporta la sottrazione della sovranità e dell’indipendenza nazionale in violazione degli artt. 1 e 11 Cost. deve necessariamente qualificarsi come atto ostile a quel bene giuridico che si può definire personalità dello Stato Italiano.

Non vi è infatti azione più ostile nei confronti di una nazione di quella diretta a cancellarne la sovranità o a menomarne l’indipendenza. Ogni evento bellico è per sua definizione il tentativo di sottomettere un altro Stato menomandone proprio la sua sovranità e la sua indipendenza.

La cessione di sovranità dell’Italia in favore di organismi stranieri rappresenta indiscutibilmente la fine dell’Italia quale nazione libera ed indipendente, ciò è esattamente quello che accadrebbe in caso di occupazione militare del paese. Siamo in presenza di un atto oggettivamente ostile alla personalità dello Stato.
Se si parla di interessi nazionali la valutazione dovrà quindi essere esclusivamente giuridica e non di mera opportunità.

Anche se si ritenesse che la cancellazione dell’Italia come Stato possa essere atto compiuto nell’interesse del popolo italiano stesso ciò non toglierebbe la qualifica di atto ostile ad un trattato che disponga suddetta cancellazione.
Ergo il carattere ostile di un atto è in re ipsa nella cessione di sovranità compiuta in violazione di principi fondamentali della nostra costituzione indipendentemente dal fatto che si possa pensare o meno che tale cessione migliorerà la qualità della vita nel nostro paese.

Dunque un discorso come quello di Mario Draghi di cui si è già detto ove si enfatizza il disegno di cedere la sovranità nazionale in favore dell’Europa dei mercati non può lasciare francamente indifferenti.

A questo punto e’ doveroso chiedere alla Procura di Roma quali siano le loro intenzioni perché l’inerzia stavolta sarebbe davvero inaccettabile anche alla luce del fatto che Matteo Renzi (ovvero il Presidente del Consiglio) si e’ detto d’accordo nel procedere con le cessioni di sovranità.

Vi segnalo infine un video che e’ bene riguardare: “Draghi un vile affarista”. Ricordate chi parlò così di lui rincarando con un eloquente e’ “il liquidatore, dopo la famosa crociera sul Britannia, dell’industria pubblica italiana”? Francesco Cossiga. Apriamo gli occhi prima che sia tardi. Vanno fermati.

02/11/2014 commenti (0)

UN NUOVO GOVERNO IMPOSTO – MA COSA E’ CAMBIATO?

UN NUOVO GOVERNO IMPOSTO -  MA COSA E' CAMBIATO? - Agorà News on Line

Novità o roba vecchia e risaputa?

 

Novità o roba vecchia e risaputa?
Quante cose sono successe in questo mese di ottobre…..!
Pensate che la BCE ha fatto lo stress test a centotrentasei banche, tra cui una trentina italiane e ha scoperto che le banche MPS e CARIGE sono a rischio!
Ma come? Non sono due di quelle banche che hanno beneficiato degli aiuti concessogli dal vampiro monti?
E nonostante abbiano succhiato milìardi di euro del popolo italiano, sono ancora a rischio? Ma allora c’ è qualcosa che non funziona!
Allora i dirigenti, tutti appartenenti al pd, sono inetti, oppure non sono capaci di amministrare? Che poi è la stessa cosa….
Spiegatecelo, signori della fondazione mps, amministrata dal pd, cosa c’ è che non funziona e  visto che ci siete, spiegateci anche come mai i sette miliardi che il vampiro monti vi ha dato, a danno del popolo italiano, come mai ancora non li avete restituiti! Forse il signor profumo, vostro presidente, non si è arricchito ancora abbastanza?
E la carige? Non è quella banca per cui il suo presidente, Berneschi, è finito in prigione? Quella banca che è stata condannata per usura? La stessa banca che si dimentica, guarda un po’, di contabilizzare le perdite? Ma anche questa banca, se non lo sapete, è a guida pd!
Ma passiamo ad altro.
In questo mese, dopo tanti anni, si è assistito anche ad un fatto eccezionale! Re Giorgio che si fa interrogare dai PM di Palermo! Ma badate bene, si fa interrogare al Quirinale, in stanze ben chiuse e sigillate, al fine di poter gestire al meglio ciò che gli fa più comodo!
Ora io mi chiedo, come mai per tanti anni si è rifiutato di sottoporsi ad un interrogatorio, ed ora all’ improvviso si è reso disponibile? E come mai si è deciso solo dopo aver avuto la certezza che le intercettazioni che aveva ordinato di distruggere, siano state effettivamente distrutte?
Ma la cosa comica è che ha sollecitato di trascrivere velocemente e rendere pubblico il suo interrogatorio, al fine di assicurare trasparenza! Ma la trasparenza ci sarebbe stata ed apprezzata se fosse stato possibile conoscere il contenuto di quelle intercettazioni distrutte! Ora cosa dovrebbe esserci di trasparente in risposte del tipo: non ricordo! Oppure, io non c’ ero! O meglio ancora, non ne sapevo nulla!
E ancora.
In questo mese abbiamo visto anche la CGIL manifestare contro se stessa. Cose che solo la sinistra italiana riesce a fare.
Dunque il 23 ottobre la FIOM/CGIL ha deciso di scioperare. Badate che è il primo sciopero che avviene durante un governo di sinistra e questo è di per se un fatto eccezionale. Ha scioperato per tutelare i posti di lavoro delle acciaierie di Terni. Fin qui tutto apprezzabile e condivisibile.
Ma una domanda mi sorge spontanea:.<>

Ma come? Alcuni giorni prima Renzi, nominato da colui che si è fatto interrogare, aveva detto che ormai la fiducia degli investitori stranieri verso il nostro paese era in ascesa  e ora quegli stessi investitori vogliono lasciare a casa 500 dipendenti, italiani, per smantellare un altra realtà produttiva italiana? Ma allora tutta questa fiducia verso il nostro paese, non esiste! E se esiste, esiste anche un progetto demoniaco di distruzione del nostro povero paese! Era già successo nel recente passato con la ALCOA in Sardegna. Anche li erano investitori stranieri che sono fuggiti  dopo aver prosciugato ciò che era prosciugabile!
Ma torniamo alla manifestazione di Roma. Purtroppo un fatto increscioso, durante quella manifestazione, ha macchiato di vergogna quella che è una sacrosanta richiesta di un popolo civile.
Si è assistito ad una carica della polizia, contro i manifestanti. Dunque, a prescindere dal fatto che io sono sempre stato dalla parte di chi difende il debole, ma quella carica, oltre ad una malvagità inutile e la dimostrazione di forza da parte della polizia, a cosa è servita? Chi ha ordinato quella carica? Perché è stata ordinata? Dove era il pericolo che i manifestanti potevano portare? Se questi  sono i preludi della nuova era “democratica”, siamo finiti!
Ma consoliamoci. Renzi ha detto che al massimo farà due legislature….! Non so se ridere, o strapparmi i coglioni!
Se in sette mesi è riuscito a fare i danni che sono sotto gli occhi di tutti, pensate cosa farò fino al 2023!
Amici, prendete coscienza del fatto che non contate più nulla! Voi siete solo dei limoni da spremere  a piacimento dei governanti di turno. E se non avete più nulla da dare, peggio, per voi. Diventerete degli esodati volenti o nolenti, con tutte le conseguenze che ciò comporta!
Ma finalmente una bella notizia….
A settembre i disoccupati sono calati di numero…. Già! Abbiamo avuto 82000 disoccupati in meno! Però la disoccupazione è aumentata….! No! No! ….. Forse il mio cervello è andato in tilt e ha capito male….! Abbiamo meno disoccupati oppure è salita la disoccupazione? Delle due, quale?
Ma no. Che scemo che sono….! Non capisco proprio nulla! Non sono mica un simpatizzante della sinistra, che capisce tutto.! Non è che è aumentata la disoccupazione, sono aumentati di numero coloro che cercano lavoro! Ah, ecco. Ora ho capito, forse! Ma allora non è cambiato nulla rispetto ad agosto? Come? Non capisco? È vero! Sapete che faccio? Dico che il governo ha ragione! La disoccupazione è aumentata, si, però anche i disoccupati sono di meno!
Oh….ma questa è proprio bella! Abbiamo un nuovo ministro degli esteri. Sapete chi è:  Paolo Gentiloni. Si. Quello che era ministro delle telecomunicazioni nel governo prodi. Ha detto che lui opererà nella continuità della mogherini! Ossia, ci sta dicendo che per i marò in India non si farà ancora nulla!
Scusate se ve lo chiedo, ma cosa ci vedete di nuovo in ciò che sta facendo questo governo, rispetto a ciò che hanno fatto glia altri? Riflettete gente!

Giovanni Verrecchia

 

LEGGE DI STABILITA’ 2015 – TUTTE LE MISURE NELLA MANOVRA DI RENZI

Legge di stabilità 2015: tutte le misure nella manovra di Renzi

La legge di stabilità 2015 è stata approvata la sera del 15 ottobre scorso da parte del Consiglio dei ministri ed è arrivata al Quirinale per la firma del presidente della Repubblica dopo diversi giorni, ottenendo la bollinatura della Ragioneria di Stato il 22 ottobre.

Nel complesso, la prima finanziaria del governo Renzi contiene interventi nell’economia per un totale di 36 miliardi di euro: una manovra, insomma, ben più consistente di quella varata dodici mesi prima da un più prudente Enrico Letta, inconsapevole della conclusione della sua corsa da premier pochi giorni dopo l’entrata in vigore della legge.

Il governo, tramite il premier Matteo Renzi e il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, ha fatto sapere di attendersi molto dall’entrata in vigore di questa manovra. Se per il presidente del Consiglio, “ora gli imprenditori non hanno più scuse per non assumere”, il responsabile del Tesoro si è addirittura augurato che entro pochi mesi vengano creati 800mila nuovi posti di lavoro.

legge-stabilità-2013

QUI IL TESTO DELLA MANOVRA

QUI IL DOCUMENTO DEL MEF

Vediamo in dettaglio i punti principali della legge di stabilità 2015

Lavoro

Il governo ha varato incentivi all’assunzione per tre miliardi, uno all’anno. Viene assicurato lo scontro sui contributi previdenziali alle aziende che apriranno le porte a nuovi addetti, assumendoli a tempo indeterminato. Il tetto sarà pari a 8mila euro all’anno per ogni lavoratore che non abbia lavorato nel semestre precedente con contratto a tempo indeterminato. Lo sgravio assicurerà 36 mesi di versamenti più bassi all’impresa.

Confermata, anche se ancora mancano alcune coordinate, la possibilità per i lavoratori di vedersi anticiparefino a metà del Tfr nella busta paga di ogni mese. Rimane strutturale anche il bonus da 80 euro, che il governo continuerà ad assicurare ai lavoratori dipendenti con redditi sotto i 24mila euro annui anche per tutto il 2015.

Fisco

La finanziaria attualmente in esame contiene lo sconto tanto atteso per l’Irap da parte delle imprese. Il governo ha messo sul piatto un totale di 6,5 miliardi di euro per ridurre l’imposta: una misura che avrà effetto particolarmente sulle realtà medio grandi, che possono annoverare un maggior numero di dipendenti da cui ridurre l’Irap. Da subito, ci sarà l’incremento generalizzato di aliquota, poi dal 2015 giù i costi per la voce lavoro.

Scopri come calcolare lo sgravio Irap e a chi conviene

Novità in vista anche per il regime dei minimi, la fascia di contribuzione agevolata per chi detiene partite Iva che fatturino entro certi limiti. Dal primo gennaio 2015, coloro che rientrino in un reddito tra 15mila e 40mila euro, potranno usufruire della nuova aliquota del 15% in base alla rendita variabile stimata tra 40 e 86%. In entrambi i casi, reddito e rendita, il tetto massimo per ogni categoria professionale è definito proprio dalla stessa legge di stabilità negli allegati al testo.

Qui l’approfondimento con tutti i dettagli

Qui le istruzioni per determinare con esattezza il reddito

Cambiano le norme delle verifiche fiscali: d’ora in avanti il verbale non ostacolerà più il ravvedimento operoso alle violazioni relative ai tributi di competenza dell’Agenzia delle Entrate. Oltretutto, verrà meno la possibilità di adesione ai processi verbali di constatazione e per il contraddittorio.

Stangata sulle polizze vita: dal primo gennaio, salirà del 26% la tassazione sulle plusvalenze generate da polizze incassate dagli eredi, fino a oggi completamente esenti. Non si tratterà, comunque, di una tassa di successione.

Edilizia

Confermata la proroga ai bonus energia e ristrutturazioni, che resteranno al massimo per tutto il 2015 e, poi, a inizio 2016 torneranno al valore di base. Le detrazioni Irpef sulla riqualificazione energetica degli edifici rimane stabile al 65% ma terminerà sei mesi prima del previsto invece di scendere progressivamente. Lo stesso dicasi per i lavori in condomini, che potranno godere di un’agevolazione identica. Per gli interventi di recupero e ristrutturazione, la detrazione resterà stabile al 50% per poi tornare al 36% da inizio 2016. Il tetto di spesa rimarrà a 96mila euro, per poi passare a 48 con il calo dell’incentivo.

Amministrazione

Si valuta una spending review di forte impatto per finanziare le misure contenute nella legge finanziaria, che potrebbe arrivare a 10-12 miliardi di euro.

Ministeri. Tagli pesanti su vari comparti ministeriali, che andranno a inficiare anche i servizi correlati. Nell’ordine, a pagare il conto della finanziaria saranno la Difesa (1,5 miliardi di dismissioni e 500 milioni di riduzioni alle Forze armate), Istruzione (150 milioni di tagli tra asili, elementari e scuole medie), Interni (meno 74 milioni alla pubblica sicurezza), Giustizia (64 milioni a civile e penale, 36 all’amministrazione penitenziaria).

 

Enti locali. Le Regioni protestano per i tagli, mentre sembra che l’impatto peggiore arriverà sulle province, le quali ormai condannate alla scomparsa, dovranno operare dei tagli pesanti, obbligando le amministrazioni locali a nuovi balzelli per assicurare i servizi. Nello specifico, la finanziaria impone alle province tagli per 1 miliardo nel 2015, 2 miliardi nel 2016 e 3 miliardi nel 2017.

Niente sblocco stipendi dei dipendenti statali: come ha candidamente ammesso il mininstro Madia, infatti, non ci sono i soldi, che sembrano spuntati, però, per gli addetti della pubblica sicurezza. Polizia, Carabinieri e gli altri corpi infatti, dovrebbero vedersi confermato lo sblocco dei salari a partire da gennaio (un miliardo per l’intervento).

Scuola

Al via anche il percorso di 150mila assunzioni annunciato dal premier Renzi e dal ministro Giannini. Il 15 novembre, si chiuderà la consultazione pubblica sui temi della scuola e, intanto, arrivano modifiche importanti sulla didattica e per la regolarizzazione dei precari. Da una parte, l’esame di maturità torna al passato, con la reintroduzione delle commissioni completamente interne, fatta eccezione per il presidente. Dall’altra, viene stanziato un miliardo per procedere alla prima tranche di assunzioni che, negli auspici del governo, dovrebbero portare alla scomparsa delle tanto odiate graduatorie.

Welfare

Confermato il bonus bebè: fino al 2017, le coppie con reddito famigliare Isee inferiore a 90mila euro che avranno un bambino, si vedranno riconoscere la cifra di 80 euro mensili.

Dovrebbe cambiare la data di riscossione della pensione, che salterebbe al 10 di ogni mese per la ricezione dell’assegno Inps, ma solo per i destinatari di prestazioni che comprendano anche Inpdap. Nessun accenno, nel testo base, alla questione della mancata pensione ai Quota 96, dopo l’interrogazione ad hoc al ministro dell’Economia. Saliranno dal 20 al 26% i prelievi sulle rendite finanziarie per le Casse di previdenza delle professioni. Per i fondi di previdenza complementare, invece, il balzo sarà dall’11,50% al 20%.

fonte LEGGI OGGI. IT – Quotidiano di informazione giuridica di Maggioli Editore

23/10/2014 commenti (0)

QUANTO COSTANO LE VITE UMANE?

QUANTO COSTANO LE VITE UMANE? - Agorà News on Line

 Ho voluto aspettare lo sbollire della rabbia, prima di scrivere. Se avessi a scritto a caldo, avrei scritto improperi a non finire, contro questi parassiti che ci governano.
Era il 2011. Genova piangeva i suoi figli, vittime di un alluvione evitabile.
In quella occasione scrivevo della mia infanzia, rinvangando i miei ricordi, con i miei nonni che, insieme ad altri paesani, pulivano il greto del torrente raccogliendo legna secca, trascinata dalla corrente, togliendo la sabbia che si accumulava, che poi sarebbe servita per le costruzioni che in quegli anni fiorivano come funghi.
Ma quelli erano i tempi in cui il nostro paese attraversava un periodo florido, con l’ economia che galoppava, le industri che cominciavano ad espandersi. Ma erano altri tempi. Erano tempi in cui in Italia comandavano gli italiani, e ogni famiglia si costruiva la propria casetta, ignari che un giorno sarebbero intervenuti eventi politici che avrebbero favorito la distruzione del paese, e l’ espropriazione della proprietà privata.
Ma veniamo ai giorni nostri.
A distanza di tre anni scarsi, Genova è costretta a piangere un altro suo figlio, a causa di un alluvione che si sarebbe potuto evitare.
La storia si ripete sempre!
Eppure, dopo il 2011, il popolo italiano aveva pagato delle tasse che hanno finanziato gli interventi per la messa in sicurezza di quei territori.
Molti italiani allora, come ora, hanno inviato il famoso sms solidale, ma che fine abbiano fatto i soldi stanziati e raccolti, non è dato sapere!
Eppure a sentire gli organi di informazione, si deduce che gli interventi di messa in sicurezza ci sono stati, visto che alcuni dirigenti comunali hanno percepito un premio per aver finalizzato e raggiunto obiettivi in merito alla messa in sicurezza da eventi alluvionali! E allora?
Mi sorge il dubbio che i soldi che sono stati stanziati, sempre che sia vero che ci siano stati, siano andati a finire nelle casse delle solite imprese amiche degli amministratori, che hanno eseguito lavori economizzando sui materiali, e aggiudicandosi gli appalti con il solito sistema del massimo ribasso, tanto poi intervengono revisioni prezzi in corso d’ opera, e non si perde nulla! Ovviamente con la compiacenza degli amministratori e dei direttori dei lavori, che comunque non ci perdono mai! Per forza che poi il Renzi è costretto a dire che nelle gare d’ appalto lavorano più gli avvocati che i manovali! Per evitare queste affermazioni di Renzi, propongo di chiudere tutte le imprese che non sono compiacenti e gradite ai governanti! Così nessuno si lamenta e lavorano sempre gli stessi amici!
Emilia Romagna…. Prima il terremoto, a quanto pare indotto e causato dalle perforazioni petrolifere, poi l’ alluvione.
Per il terremoto mi astengo dal commentare, ma per quanto riguarda l’ alluvione voglio dire la mia!
Secondo gli amministratori politici, e i responsabili del bacino del Po, le responsabilità dell’ alluvione in Romagna di due anni fa, vanno attribuite alle nutrie!
Certo che queste nutrie ne hanno messo di tempo, ma alla fine sono riuscite a rovinare gli argini del Po! Eh già! Perché a me pare strano che dagli anni settanta che sono iniziate le opere di bonifica, solo oggi le nutrie siamo riuscite a causare questi danni! Non sarà che chi doveva sorvegliare, non ha sorvegliato? Ma anche qui si sono arricchite le solite imprese amiche, in questo caso possiamo fare i nomi, o meglio fare un nome per elencarle tutte: Legacoop! E nel 2014, puntualmente è accaduto di nuovo! Già ma stavolta a Parma. Si, perché le nutrie si sono spostate, visto che a Modena e dintorni le avevano scoperte….!
Toscana 2012. Maremma inondata. Danni e morti anche qui. Anche qui furono stanziati soldi e fondi per sistemare e ricostruire gli argini dei fiumi e dei torrenti. Anche qui solita storia. Imprese amiche che si arricchiscono, insieme a dirigenti e amministratori, e la povera gente che piange ciò che aveva e che l’ acqua e il fango ha distrutto! In Maremma io c’ ero! E ho avuto modo di vedere come hanno lavorato! Ho visto come abbiano affidato lavori, stanziando fondi per ricostruire tutto il tracciato di un torrente, e invece le imprese si sono limitate a ricostruire quel pezzetto di argine che la furia devastatrice dell’ acqua aveva distrutto, ricostruendo l’ argine con lo stesso fango che c’ era prima, ma pagando stati di avanzamento lavori comprensivi di materiali nuovi e diversi!
A Grosseto e dintorni, in quel periodo ho visto lavorare una sola impresa, su uso tutta la provincia….!
Ma in tutto questo, un particolare mi colpisce!
Non voglio nella maniera più assoluta fare dietrologia politica, affibbiando responsabilità a colori politici, ma, sarà un caso, la Liguria sono quaranta anni che è amministrata dalla sinistra, la Romagna lo è sempre stata, così come la Toscana!
Che non ci sia un connubio tra sinistra e imprese amiche? E che sia anche, in questi eventi calamitosi, una certa responsabilità della classe politica?
A voler essere obiettivi, la responsabilità del terremoto de L’ Aquila, fu attribuita al Berlusca e quasi tutti i sinistri gridarono allo scandalo, invocando le dimissioni del Silvio, oggi come mai nessuno si chiede come mai dopo quaranta anni di governo locale di sinistra, si assiste a questi disastri?
Sia chiaro, non mi interessa difendere l’ uno o l’ altro! Ma vorrei solo evidenziare come nessun politico e indenne da ruberie!
Riflettete gente!

Giovanni Verrecchia

 

 

19/10/2014 commenti (0)

RISPOSTA AL MIO ARTICOLO PER LE BOLLETTE PAZZE DELL’ACQUA – UN AIUTO CONCRETO

RISPOSTA AL MIO ARTICOLO PER LE BOLLETTE PAZZE DELL'ACQUA - UN AIUTO CONCRETO - Agorà News on Line

 Un amico, Alberto anticrisi, mi scrive: Da quello che leggo dall’articolo noto che le percentuali di conguaglio su utenza sono elevatissime. Alcune regole d’oro per difendersi: Il gestore ha l’obbligo una volta l’anno di effettuare la lettura del contatore, ciò rientra nei compiti del distributore/gestore del servizio. qualora il la fattura riguardi oltre i 12 mesi allora scatta la condizione di conguaglio contestabile per il quale il cliente ha diritto a una rateizzazione o storno, a seconda dei casi (la maggior parte sono trattabili in fase stragiudiziale)

Secondo punto: se il conguaglio viene rateizzato come menzionato nell’articolo, il distributore non può addebitare alcun interesse al cliente poichè il ritardo non è dovuto alla insolvibilità del cliente bensì dalla lentezza del servizio di fatturazione.
terzo punto: (e qui sarebbe interessante vedere qualche fattura) se la fatturazione (come da codice civile) riguarda oltre i 5 anni, il servizio cade in prescrizione e il fornitore del servizio non può appellarsi a nessun sistema per riscutore il servizio. Lo so per certo perchè oltre il 2009 chiediamo lo storno di fattura.

FATE GIRARE A PIU’ NON POSSO PER FAVORE!

Emanuela Rocca

18/10/2014 commenti (0)

UN’ALTRA TRUFFA AI DANNI DEL POPOLO ITALIANO- FACCIAMO GIRARE TUTTI

UN'ALTRA TRUFFA AI DANNI DEL POPOLO ITALIANO- FACCIAMO GIRARE TUTTI - Agorà News on Line

Se sei uno dei 508.000 cittadini dei 76 comuni serviti da GORI, quale gestore unico delle risorse idriche nell’area del Vesuviano Sarnese, hai ricevuto o riceverai una bolletta “extra” con un unica voce denominata “Recupero partite pregresse ante 2012″, oltre arrotondamenti vari ed IVA 10%.

In poche parole, gli scienziati in amministrazione della GORI (sicuramente con altissimi stipendi da alti dirigenti) si sono accorti che sono state sbagliate le tariffe inerenti la fornitura idrica a partire dall’anno 2006 fino al 2011. Quindi, negli ultimi anni, hanno contratto un debito di 138,6 milioni di Euro, diventati 109 milioni grazie ad un accordo con la Regione.

Pertanto, la GORI, con delibera del Commissario Straorinario dell’Ente d’Ambito n° 43 del 30 giugno 2014 si è appellata all’articolo 31 della Delibera n° 643/2013/R/IDR dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas ed il sistema idrico (AEEGSI) chiedendo di ripianare i debiti ai propri clienti, ovvero a tutti noi cittadini, così come spesso accade nel Bel Paese con le aziende “monopoliste”!!!

Ma attenzione! La cifra della bolletta “Recupero partite pregresse ante 2012” è relativa solo al 50% del recupero che la società idrica chiede ai propri clienti, mentre il restante 50% sarà suddiviso negli anni 2015, 2016 e 2017. Ad esempio: se vi arriva una bolletta di € 396,00 (da pagare a breve in rata unica o suddivisa in 4 rate mensili), successivamente, negli anni a venire, arriveranno altre bollette di € 132,00 da pagare nel 2015, € 132,00 nel 2016 ed infine altre € 132,00 da pagare entro il 2017, su quest’ultime non è dato sapere se vi sarà un’ulteriore dilazione; anche se la GORI si dichiara disponibile a proporre pagamenti agevolati, se si dimostrano, con ampia documentazione, casi di difficoltà economica.
Tutto questo è tecnicamente spiegato con una circolare sul sito web della società, raggiungibile al seguente link:
http://www.goriacqua.com/ViewDocument.aspx?catid=9667c97f990943e7a3d8fb3d673c7fc5&docid=d5dc43520f344b669711ad20591253f1

A noi, poveri cittadini, rimangono due soluzioni:
1) PAGARE e continuare a farci vessare dai “potenti”, quali Stato ed aziende “monopoliste” (si, monopolista, perchè la GORI ha una concessione esclusiva sul territorio Vesuviano Sarnese per la fornitura idrica, contrariamente al libero mercato che c’è nei servizi di comunicazione, gas ed elettricità) che fanno nefandezze a loro piacimento, mettendoci poi le mani in tasca quando e come vogliono per LORO ERRORI.
2) oppure possiamo PROTESTARE CIVILMENTE, cercando di capire se questa delibera è anticostituzionale; se questi anni sono caduti comunque in prescrizione; se la bolletta, così com’è composta, con un’unica voce senza far riferimento a fatture e/o consumi sia valida.

Se anche tu hai uno di questi dubbi o altri e vuoi protestare, poichè ritieni questa bolletta per “Recupero partite pregresse ante 2012” un sopruso da parte di GORI, allora abbiamo un’unica soluzione: cercare di coinvolgere quanta più gente possibile, sia cittadini dei comuni interessati, sia tutti gli altri cittadini di questa nazione in rovina; per cercare di arrivare ai media nazionali e soprattutto a dei professionisti, quali avvocati, studi legali ed associazioni consumatori per poter fare ricorso e, perchè no, magari intentare anche un’azione comune, così l’unione fa la forza.

Perciò, se sei stanco di subire vessazioni, condividiamo questa pagina sulle nostre bacheche Facebook ed altri social network.
Ed invitiamo a farla conoscere a tutti i nostri amici. Per facilitarti il compito ti indico il link sul quale puoi cliccare MI PIACE:
https://www.facebook.com/CittadiniControGORI

Scriviamo in tantissimi alle proprie amministrazioni comunali ed alle trasmissioni nazionali, quali Striscia La Notizia e Le Iene, così da attirare la nostra attenzione e cercare di ottenere quanti più approfondimenti sia possibile per far valere i nostri diritti! Per non farti perdere tempo in ricerche, allego i link che portano direttamente alle pagine per richiedere l’intervento delle sopraindicate trasmissioni:
STRISCIA LA NOTIZIA:http://www.striscialanotizia.mediaset.it/segnalazioni.shtml
LE IENE: http://www.iene.mediaset.it/forms/dillo-alle-iene_1.shtml

Concludo con la speranza che, almeno una volta, questo Stato allo sbando dia ragione agli utenti. Cercando su internet, già alcune amministrazioni comunali si sono schierate a favore dei propri cittadini ed hanno chiesto spiegazioni alla GORI. Stranamente si tratta solo di piccoli comuni, mentre quelli più grandi e popolosi, come Torre del Greco, Portici, Nola, San Giorgio a Cremano, Somma Vesuviana o Ercolano (dove tra l’altro risiede la direzione generale della società) al momento non hanno proferito parola!!!
Ovviamente invito ogniuno a riportare liberamente le proprie espierienze e consigli su questa pagina.

Grazie a tutti per l’attenzione!

Dalla rapina GORI (partite pregresse): ti spediscono 4 bollettini, uno con la cifra complessiva, gli altri tre per la rateizzazione, che sommati danno la cifra complessiva ma … attenzione, dopo aver pagato l’ultimo bollettino c’è la sorpresa: interessi addebitati sulla prima fattura utile!!!!! Perchè non li calcolano già sui bollettini? Forse sono tropo alti e potrebbero scoraggiare l’utente? Pensiamo a tanti poveri anziani che opteranno per la rateizzazione per necessità, e magari non capiscono ciò che è scritto in queste note … questa è una truffa bella e buona!!!!
 
COMUNI INTERESSATI
 NOLA 65,71% POMPEI 15,58% ANGRI 46,52% LETTERE 15,53% PAGANI 45,82% CAMPOSANO 14,98%SAN MARZANO SUL SARNO 37,65% POGGIOMARINO 14,56% SANT’ANTONIO ABATE 35,59% VOLLA 14,12%SCAFATI 35,33% VISCIANO 13,28% CICCIANO 34,17% TERZIGNO 12,82% ALBINO 34,06% SAN GIUSEPPE VESUVIANO 12,68% CASTELLAMMARE DI STABIA 33,68% CASOLA DI NAPOLI 12,23% SAN VITALIANO 30,95% COMIZIANO 12,11% BRUSCIANO 29,88% SAVIANO 11,82% CASALNUOVO DI NAPOLI 29,76% SCISCIANO 11,16% BOSCOREALE 29,12% ERCOLANO 11,13%  CASTELLO DI CISTERNA 27,50% MARIGLIANELLA 10,66% CARBONARA DI NOLA 26,93% CERCOLA 10,55%  NOCERA INFERIORE 26,92% OTTAVIANO 10,23% SAN GENNARO VESUVIANO 25,30% PIMONTE 10,14% SARNO 25,08% ANACAPRI 9,81% ROCCARAINOLA 25,03% SANT’ANASTASIA 9,32% NOCERA SUPERIORE 24,25% SAN SEBASTIANO AL VESUVIO 9,29% GRAGNANO 23,49% BRACIGLIANO 9,07%  TUFINO 23,22% TRECASE 8,24%  TORRE ANNUNZIATA 23,22% BOSCOTRECASE 8,24% STRIANO 22,99% MASSA LUBRENSE 7,95% SAN VALENTINO TORIO 22,86% SOMMA VESUVIANA 7,47%  CASTEL SAN GIORGIO 22,20% SANT’AGNELLO 7,32% MARIGLIANO 20,48% VICO EQUENSE 7,19% LIVERI 20,30% SAN GIORGIO A CREMANO 6,95%  POMIGLIANO D’ARCO 19,76% MASSA DI SOMMA 6,84%  SIANO 19,75% PIANO DI SORRENTO 6,82% PALMA CAMPANIA 18,57% PORTICI 6,30%SAN PAOLO BEL SITO 17,35% SORRENTO 6,28%  CORBARA 16,85% POLLENA TROCCHIA 5,97% SANTA MARIA LA CARITA’ 16,70% META 5,86%  CASAMARCIANO 16,57% TORRE DEL GRECO 5,74% MERCATO SAN SEVERINO 16,07% CAPRI 5,27% FISCIANO 16,02%

  per voi da Emanuela Rocca

 

18/10/2014 commenti (0)

UN MAGO O UN MOSTRO? IO DIREI “UN MOSTRO”

UN MAGO O UN MOSTRO?  IO DIREI "UN MOSTRO" - Agorà News on Line

Quello che sta facendo Renzi è qualcosa di “mostruso”.  Ha dichiarato che abolirà l’IRAP, tra l’altro una delle tasse più ingiuste e contro legge che il GOVERNO DI SINISTRA abbia mai fatto ai danni dei lavoratori autonomi, ma se da una parte è eclatante, dall’altra è l’ennesima bastonata agli italiani.  Perchè da una parte toglie si, ma dall’altra taglia fondi alla SANITA’ e  alle REGIONI il che significa solo una cosa  “ULTERIORI TASSE REGIONALI ” che peseranno su tutti. Dimezzamento dei servizi SANITARI, rischio di non avere più servizi di altro genere come strade, illuminazione etc etc.

Il TFR in busta paga significherà anche per chi lavora pagare 670,00 € di tasse in più l’anno… E badate bene, il TFR in busta paga non è stato scelto per aiutare il popolo sofferente, MA PER AVERE UN GETTITO FISCALE MAGGIORE….. e sarebbe ora che il popolo tutto aprisse bene gli occhi e le orecchie e iniziasse a guardare oltre la siepe cosa c’è!

Tutto questo vi sembra normale? A me sembra di vivere in un incubo, peggiore di quello vissuto con Monti e Letta. Sinceramente non ne posso più di ingiustizie, perchè poi alla fine pagheranno sempre e solo i cittadini italiani e senza avere niente in cambio.

Se continua di questo passo  mi auguro che  presto ci sarà una ribellione popolare totale…

Emanuela Rocca

I SORRISI E I PROBLEMI – LA POLITICA ITALIANA

I SORRISI E I PROBLEMI -  LA POLITICA ITALIANA - Agorà News on Line

Ormai si è detto di tutto e di più, sulla situazione politica italiana! Si è inveito contro i politicanti  assassini, ci si è offerti per una rivoluzione pacifica o meno, ognuno ha pensato e gridato a ciò che avrebbe fatto se fosse stato lui stesso un governante, ma al di la delle parole, è rimasto il vuoto! Il nulla! Il fumo!
Siamo un popolo dalla memoria corta! Tendiamo a dimenticare velocemente il male che ci fanno, ma non dimentichiamo mai di arrabbiarci per una partita di calcio andata male! E non dimentichiamo mai di giustificare l’ operato del politicante assassino di turno, perché lui non ne può nulla! I danni sono sempre imputabili a chi lo ha preceduto! E il popolo ci crede….

Dunque negli ultimi venti/trenta anni, ma voler essere precisi, è dal 1981 che si assiste alla continua risatina di politici, ossia da quando l’ allora governatore della banca d’ Italia, tale Carlo Azeglio Ciampi, e l’ allora ministro del tesoro, tale Beniamino Andreatta, decisero di svendere il nostro paese per pagare i danni della P2. Da allora, ma in particolar modo con l’ avvento del mortadella a primo ministro, si è sempre assistito ai loro sorrisetti, come risposte alle domande dei giornalisti che gli chiedevano lumi sul succedermi delle crisi economiche e industriali del nostro paese!
Davanti ai miei occhi appare ancora nitida l’ immagine di mortadella, che durante il suo viaggio in Cina, da premier italiano, ad un giornalista che gli chiedeva se era il caso di firmare accordi commerciali con un paese dove erano giornalmente lesi i fondamentali diritti civili dell’ uomo, lui, con le mani intasca e le spalle insaccate come suo solito, articolò un discorso bofonchiando parole incomprensibili pure a lui stesso, sorridendo spudoratamente per ciò che stava dicendo! Lui era solito e lo è tuttora, sorridere davanti ai problemi di una nazione intera! Per forza! Lui è uno di quelli che hanno creato i problemi economici attuali! Se questo non è ebetismo, ditemi voi cosa è!
E passiamo allo smacchiatore di giaguari. Anche lui è uno dal sorriso facile.
Durante il suo incarico di ministro dello sviluppo economico, durante il secondo governo di Prodi, si vantava della riforma voluta da lui per il comparto assicurativo RCA! E ovviamente durante la sua requisitoria, aspirando il suo ormai consunto sigaro, sorrideva! Difatti i premi RCA, dopo la sua riforma, sono cresciuti in cinque anni del 126%! Ecco perché sorrideva! Sorrideva anche mentre si arrampicava sul tetto di una scuola, per dare sostegno morale agli studenti che protestavano contro il governo del nano di Arcore. E sorrideva anche quando quegli stessi studenti , che lui aveva usato come bandiera contro un governo eletto, lo hanno contestato violentemente…. Risus abundat in ore stultorum!
Ma veniamo ai giorni  nostri.
Abbiamo un altro premier, che è succeduto ad uno non eletto, che a sua volta era succeduto ad un altro non eletto.
Bene anche questi, non eletti, si sono sbellicati nei sorrisetti ironici e beffardi.
Il primo, tale rigor mortis monti, super laureato alla bocconi, consigliere economico di svariate banche usuraie, uomo fidato della bce, sorrideva mentre vantava i benefici che avrebbe portato il sistema euro, additando come esempio la Grecia. Dopo sette mesi, la Grecia è stata costretta a fallire e cercare aiuto nelle braccia commiserevoli e usuraie di chi l’ aveva indotta a fallire!
Il secondo, tale Letta, sorrideva orgoglioso mentre raccontava che i capi di stato esteri avevano sentenziato che alla guida dell’ Italia c’ era uno con le palle! Peccato che le palle erano quelle che lui raccontava…
Ora abbiamo,il Renzi! Eh….! Lui si che sa come si fa! Oggi, durante un servizio sulla disgrazia di Genova, lui sorrideva impavido, promettendo lo sblocco di due miliardi! Peccato che subito dopo è andato in onda un servizio che illustrava come i dirigenti del comune di Genova, che avrebbero dovuto occuparsi del problema idrogeologico di quella città, abbiano intascato un premio per non aver fatto nulla in merito! Vi ricordo che Genova  e la Liguria, sono amministrate dal pd! Così come l’ Emilia Romagna, che attenda ancora fiduciosa lo sblocco di fondi in seguito al sisma e all’ alluvione di qualche mese fa!
Però sorridono! Il nuovo che avanza ha già dato modo di ammirare la sua dentiera, in occasione dell’ annuncio delle riforme! Ma le riforme dove sono?
Vi ricordate, circa  sei mesi fa, quando sorridendo aveva detto che si intravedeva un barlume di ripresa? Ma forse era l’ eco dell’ annuncio di chi lo aveva preceduto, che aveva assicurati ripresa sicura a fine 2014…!
Ma no. Era lui che assicurava, a settembre la ripartenza col botto! Sempre sorridendo.
Però ora settembre è passato. E anche il treno della ripresa. Ma lo abbiamo perso. Ma tanto ci spara per il 2015 anche il Padoan, uomo OCSE, lo ha detto che  “forse”  nel 2015 ci sarà la ripresa timida….! Ormai sono anni che ce lo ripetono ogni sei mesi…..! Almeno Padoan non sorride mentre lo dice. Forse sarà perché si rende conto che l’ economia italiana è un dramma?
Ma che importa?
L’ importante è che abbiamo un premier che sappia usare parole giuste per vendere fumo, che sappia dire bugie divertenti, che sappia come far digerire la pillola amara delle nuove tasse agli italiani creduloni!
L’ importante è sorridere! Ah proposito, signor Renzi, se trovi così divertente raccontare cazzate e sorridere dei guai degli italiani, perché non sorridi anche quando ti contestano con uova marce e pomodori?
Sorridi, che ti passa….!

Giovanni Verrecchia

 

14/10/2014 commenti (0)

MA IN CHE MANI SIAMO? SONO INCAZZATA E SPAVENTATA

MA IN CHE MANI SIAMO? SONO INCAZZATA E SPAVENTATA - Agorà News on Line

Leggo ora su ANSA – Ultima ora – che il Ministro Franceschini ha dichiarato che LE TASSE si potranno pagare anche con

con opere d’arte

Quadri, opere contemporane, sculture, archivi, siti archeologici, ville e libri antichi: lo Stato accetterà beni culturali vincolati e non vincolati… E CHIARAMENTE IL VALORE LO CALCOLERANNO LORO………

Avete capito bene cosa stanno facendo o ancora non vi è chiaro? Equitalia vi toglie già le case, le auto, i beni e tutto quello che possedete, ora si attaccano anche ai tesori d’arte  (per chi li possiede) anche VINCOLATI!!!  E un domani aspettatevi che vi chiederanno parti del vostro corpo, perchè si venderanno anche quelli: CUORE, RENI, FEGATO, POLMONI E OCCHI…

Io mediterei un attimo…… voi no?

Emanuela Rocca

12/10/2014 commenti (0)

AGLI ORGANI DI INFORMAZIONE-COMUNICATO STAMPA

AGLI ORGANI DI INFORMAZIONE-COMUNICATO STAMPA - Agorà News on Line

Segnalazione editoriale-invito alla lettura alla Redazione di Agorà di Mario Pepe e ad Agorà  News On Line di Giuseppe Parisi   e al Sindaco Claudio Ricci

Negli ultimi … 20 anni… la “sinistra” in Italia ha avuto un ruolo FONDAMENTALE ovvero quello di fare passare riforme inaccettabili che se fossero state portate avanti dalle destre avrebbero causato rivolte popolari …. Purtroppo ancora in molti, troppi continuano a non vedere come stanno le cose e a farsi infinocchiare dal leader della “sinistra” di turno….
Pochi giorni fa questo Comitato civico coordinato da Rosanna Carpentieri ha indirizzato una segnalazione editoriale provocatoria al sindaco piddino di San Giorgio del Sannio (BN) e al direttore del giornale locale Agorà che ha come Direttore l’ex parlamentare democristiano poi passato al PD, Mario Pepe che ora si riconosce nella veste di tribuno e pontefice contro la stessa giunta in carica che egli stesso propinò e sostenne qualche anno fa, ingannando tout court i sangiorgesi.
L’inganno purtroppo è connaturale alla sinistra italiana e al comunismo ed è questione semplice e complessa che va assolutamente capita e assunta come punto fermo.
La conseguenza sarebbe che è del tutto fuori posto e non consente di avanzare di un solo passo il mero “stupore degli italidioti” se un certo Renzie è peggio di Berlusconi nella privatizzazione dei beni pubblici, se un sindaco ha completamente privatizzato e soggiogato ad interessi privatistici-speculativi la politica e il mandato istituzionale, se il più illustre e longevo Comunista italiano,  Re Giorgio Napolitano -per la seconda volta consecutiva Presidente della ex Repubblica italiana- ha scritto nel lontano 1977 (molto prima dunque del 1992…) quello che poi sarebbe divenuto il diktat ossessivo e antidemocratico  della Troika e del governo sovranazionale europeo, contrario quest’ultimo alla nostra Costituzione ed in mano a lobbies e banksters, con prostituzione adorante a David (Rockfeller…) e al F.M.I. (!!!)

Aprite gli occhi !

Di seguito trascriviamo la lettera inviata al Sindaco Claudio Ricci e all’ex Onorevole Mario Pepe.
Nessun riscontro. A conferma della loro monocorde e sclerotica  miopia e refrattarietà alla verità dei fatti e al discorso serio.

Incidenter tantum,ma ha senso che un più volte ex sindaco sangiorgese e inconcusso burattinaio più o meno occulto della vita politico-amministrativa sangiorgese, lanci oggi una raccolta firme per “chiedere un parco-giochi su Viale Spinelli, valore stimato 4-6000 euro” ?

Spett.le Redazione di Agora,

il nostro motto è: DOCUMENTI MOLTI,  “CHIACCHIERE” POCHISSIME ………..

BASTA LEGGERE PER CAPIRE MOLTE COSE !

E’ uscito edito da Editori Riuniti l’ultima fatica, stavolta editoriale, del vostro Presidente della Repubblica Giorgio NAPOLITANO dal titolo: “PROPOSTA DI PROGETTO A MEDIO TERMINE”.

Invitiamo la Redazione di Agorà e i suoi lettori a comprarlo e leggerlo (sarebbe ora…!).

Questo è il vero comunismo italiano !

Quello che, tra le altre cose,  rappresenta una svolta di primo ordine: la rottura del silenzio complice da parte de Il Comunista Italiano ultranovantenne.
http://www.ebay.it/itm/PROPOSTA-DI-PROGETTO-A-MEDIO-TERMINE-PCI-Comunismo-Politica-1977-Comitato-Storia-/300794994236

Passate parola anche all’esimio Direttore ex onorevole DC-PD Mario Pepe e al Sindaco Claudio Ricci di San Giorgio del Sannio (BN).

Affinchè…come dice –  in prima e in quarta di copertina – Re Giorgio Napolitano, sia suscitato “il più ampio e serrato dibattito tra le forze politiche e sociali “… (sarebbe ora…!).

Segnaliamo a pag. 122 l’immancabile (?) “inchino devoto” al F.M.I.

Grazie per la publicazione.

Saluti.

Rosanna Carpentieri
Coordinatrice del Comitato Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia

(di fatto, equivalente al “chiasso complice”…).

RENZI PEGGIO DI BERLUSCONI: BENI COMUNI QUOTATI IN BORSA
Renzi peggio di Berlusconi. Se quest’ultimo, non più tardi di due mesi dalla straordinaria vittoria referendaria sull’acqua del giugno 2011, aveva provato rimettere in campo l’obbligatorietà della privatizzazione dei servizi pubblici locali (bocciata l’anno successivo dalla Corte Costituzionale),Renzi con il “pacchetto 12” contenuto nello “Sblocca Italia” fa molto di più.
Questa volta non si parla “solo” di privatizzazione, bensì di obbligo alla quotazione in Borsa: entro un anno dall’entrata in vigore della legge, gli enti locali che gestiscono il trasporto pubblico locale o il servizio rifiuti dovranno collocare in Borsa o direttamente il 60%, oppure una quota ridotta, a patto che privatizzino la parte eccedente fino alla cessione del 49,9%.
Se non accetteranno il diktat, entro un anno dovranno mettere a gara la gestione dei servizi; se soccomberanno otterranno un prolungamento della concessione di ben 22 anni e 6 mesi!
Come già Berlusconi, anche Renzi si mette la foglia di fico di non nominare l’acqua fra i servizi da consegnare ai capitali finanziari; ma, a parte il fatto che il referendum non riguardava solo l’acqua, bensì tutti i servizi pubblici locali, è evidente l’effetto domino del provvedimento, sia sulle società multiutility che già oggi gestiscono più servizi (acqua compresa), sia su tutti gli enti locali che verrebbero inevitabilmente spinti a privatizzare tutto, anche per poter usufruire delle somme derivanti dalla cessione di quote, che il Governo pensa bene di sottrarre alle tenaglie del patto di stabilità.
Nel pieno della crisi sistemica, ecco dunque il cambio di verso dello scattante premiernon più l’obsoleta privatizzazione dei servizi pubblici locali, bensì la loro diretta consegna agli interessi dei grandi capitali finanziari, che da tempo attendono di poter avviare un nuovo ciclo di accumulazione, attraverso “mercati” redditizi e sicuri (si può vivere senza beni essenziali?) e gestiti in condizione di monopolio assoluto (per un solo territorio vi è un solo acquedotto, un solo servizio rifiuti).
Da queste norme, traspare in tutta evidenza l’idea non tanto dell’eliminazione del “pubblico” –quello è bene che rimanga, altrimenti chi potrebbe organizzare il controllo sociale autoritario delle comunità?- bensì della sua trasformazione da erogatore di servizi e garante di diritti, con un’eminente funzione pubblica e sociale, in veicolo per l’espansione della sfera d’influenza degli interessi finanziari sulla società.
Naturalmente, è ancora una volta la Cassa Depositi e Prestiti ad essere utilizzata per questo enorme disegno di espropriazione dei beni comuni: come già per la dismissione del patrimonio pubblico degli enti locali, è già allo studio un apposito fondo per finanziare anche la privatizzazione dei servizi pubblici locali.
Emerge, oggi più che mai, la necessità di una nuova, ampia e inclusiva mobilitazione sociale, che deve assumere la riappropriazione della funzione pubblica e sociale dell’ente locale come obiettivo di tutti i movimenti in lotta per l’acqua e i beni comuni, e di una nuova finanza pubblica e sociale, a partire dalla socializzazione di Cassa Depositi e Prestiti.
E, poiché il disegno di espropriazione dei servizi pubblici locali viene portato avanti con il pieno consenso dell’Anci, espresso a più riprese dal suo Presidente Piero Fassino, una domanda sorge spontanea: non è il momento per i molti Sindaci che ancora non hanno abdicato al proprio ruolo diprimi garanti della democrazia di prossimità per le comunità locali, di iniziare a ragionare su un’aggregazione alternativa degli enti locali, fuori e contro un Anci al servizio dei poteri forti?

Leggete anche: http://sangiorgiodelsannio.blogspot.it/2014/06/emancipazione-dei-cittadini-sangiorgesi.html

 

Non saranno il narcisismo e le percezioni senili a distorcere la verità della storia e dei fatti.

AGLI ORGANI DI INFORMAZIONE-COMUNICATO STAMPA

05/10/2014 commenti (0)

ISIS E TERRORISMO – sottotitolo: COSA E’ L’ISIS

ISIS  E  TERRORISMO - sottotitolo: COSA E' L'ISIS - Agorà News on Line

L’ISIS E TERRORISMO
Molti dei nostri lettori ci hanno invitato a scrivere un pezzo sull’ ISIS di cui c’è un gran parlare da parte dei mass-media in questi ultimi giorni, visto che nessuna emittente ha disdegnato di mettere in onda orde di variopinte e urlanti bande armate e raccapriccianti immagini di esseri umani a cui è stata mozzata la testa.
Per capire bene cos’è l’ISIS, ovvero chi sono i suoi seguaci, come agiscono e gli obiettivi che intendono raggiungere, dobbiamo prima inquadrare il termine “terrorismo” e il perché si compiono atti terroristici.
Sia chiaro che lo spauracchio di un attentato terroristico può essere utilizzato anche da governanti senza scrupoli allo scopo di fruttare gli effetti psicologici legati alla paura che essi provocano nelle masse e dunque distogliere l’opinione pubblica da “altri” problemi.
Per esempio, indicare un probabile attentato da parte di un nemico invisibile e malvagio potrebbe servire a ricreare “fiducia” verso chi detiene il potere politico-economico e che si dichiara pronto a utilizzare tutti i mezzi, dall’intelligence all’intervento armato, per salvare la nazione da quest’ incubo.
Gli Stessi USA, non dimentichiamolo, crearono false informazioni (anche questo è un tipo di terrorismo) che servirono per abbindolare il mondo intero, dichiarandosi certi che Saddam Hussein possedesse armi di distruzione di massa.
L’opinione pubblica mondiale, già scossa anni prima dall’attentato alle Torri Gemelle, venne così convinta che fosse giusta l’eliminazione di Saddam (che uno stinco di santo proprio non era) e un tribunale speciale iracheno ne decretò l’impiccagione il 30 dicembre del 2006. L’intervento armato, le miglia di morti di cui moltissimi innocenti che ne seguì, le distruzioni dell’apparato militare, politico, sociale ed economico e “l’occupazione” militare dell’Iraq fu ritenuta giusta se non doverosa dalla comunità internazionale, salvo poi constatare che le armi di distruzione di massa, tanto paventate, per cui si era fatta guerra, non esistevano.
Lo stesso scenario, anche se con paramenti diversi, che ha visto lo spodestamento di un dittatore per importare la democrazia, si è ripetuto in Libia con Gheddafi, dove ancora oggi pare si spari per le strade ed è di ieri la notizia di aspri combattimenti in corso presso l’aeroporto di Bengasi.
I casi nel mondo sono tanti ma ci fermiamo qui.
E’ di lunedì scorso la diffusione di una nota inglese dove si afferma che l’ISIS “potrebbe” essere in possesso di ordigni atomici.
Vero o falso che sia, ci chiediamo il perché venga diffusa questa nota che ha procurato allarmismo nell’intera popolazione mondiale.
Non lo possiamo dire con certezza e ci asteniamo quindi dal farlo anche se avremmo da supporne tante, ma certo è che più di una riflessione va fatta.
Oltre al terrorismo brutale e sanguinario esistono altre forme di terrorismo; di quello di Stato ne abbiamo appena parlato, accenniamo brevemente a quello “commerciale”. Quando viene diffusa e artatamente ampliata a dismisura dai mass-media più o meno compiacenti, la notizia che, per esempio, la carne di pollo “potrebbe” essere infetta da…. già dall’indomani della diffusione della notizia avviene il crollo delle vendite di quel prodotto con le conseguenze che ci vuol poco a immaginare. Ma torniamo al tema.
Dice Treccani sul terrorismo: “l’uso di violenza illegittima, finalizzata a incutere terrore nei membri di una collettività organizzata e a destabilizzarne o restaurarne l’ordine mediante azioni quali attentati, rapimenti, dirottamenti di aerei e simili.” Mentre Wikipedia recita: ” l’uso di violenza illegittima, finalizzata a incutere terrore nei membri di una collettività organizzata e a destabilizzarne o restaurarne l’ordine, mediante azioni quali attentati, rapimenti, dirottamenti di aerei e simili. Il terrorismo è una forma di lotta politica che consiste in una successione di azioni criminali violente, premeditate e atte a suscitare clamore come attentati, omicidi, stragi, sequestri, sabotaggi, ai danni di enti quali istituzioni statali e/o pubbliche, governi, esponenti politici o pubblici, gruppi politici, etnici o religiosi.”
In realtà non esiste una definizione accettata da tutti del terrorismo, ma la definizione più corretta, leggiamo su internet, è stata data nel 1937 dalla Società delle Nazioni nella quale si parla di ”fatti criminali” diretti contro lo stato in cui lo scopo è di provocare terrore nella popolazione o in gruppi di persone.
Cosa sta succedendo, non solo in Iraq e in Siria, ma in tutto il Medioriente?
Per capire la storia dell’ISIS bisogna citare prima alcuni personaggi BEN conosciuti al mondo Occidentale e non solo. Sono tre: uno, arcinoto per gli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001, è Osama Bin Laden, saudita, già a capo di Al Qaida; il secondo è Ayman Al-Zawahiri, medico egiziano, che ha sostituito di Bin Laden dopo la sua eliminazione avvenuta ad Abbottabad in Pakistan, durante il famoso raid USA del 2 maggio 2011; il terzo è il giordano Abu Musab Al-Zarqawi, che all’interno del movimento dei mujaheddin, e poi anche di Al Qaida (era stato uno dei rivali di Bin Laden) aveva combattuto con gli afghani contro i sovietici che avevano occupato il loro territorio.
In particolare, Zawahiri nel 2000 fondò un suo gruppo con obiettivi diversi da quelli di Al Qaida che era sorta sull’idea di sviluppare una specie di “legione straniera sunnita”, che avrebbe dovuto difendere i territori abitati dai musulmani dall’occupazione Occidentale. Zawahiri era intenzionato a fomentare una guerra civile sfruttando la confusa situazione religiosa dell’Iraq, a maggioranza sciita, ma con una minoranza sunnita al potere con Saddam Hussein.
L’obiettivo di Zarqawi era, secondo molti, quello di creare un califfato islamico esclusivamente sunnita, perpetrare una miriade di sabotaggi a siti turistici, centri economici e commerciali degli stati musulmani, per creare una rete di “regioni della violenza” e, a seguito del ritiro delle forze di Stato, sottomettere gli abitanti locali.
Questo punto è di primaria importanza perché definisce la strategia dell’ISIS e ne determina le sue alleanze in Iraq. Nel 2003, a soli cinque mesi dell’invasione (o liberazione?) statunitense, in Iraq, durante la preghiera del venerdì, il gruppo di Zarqawi iniziò la sua attività terroristica su vasta scala facendo esplodere un’autobomba in una moschea di Najaf. Perirono 125 sciiti, tra cui l’ayatollah Muhammad Bakr Al-Hakim, che avrebbe potuto garantire una leadership moderata al paese.
Nel 2004 Zarqawi sancì la sua vicinanza con Al Qaida chiamando il suo gruppo Al Qaida in Iraq (AQI). L’affiliazione garantiva vantaggi a entrambe le parti, per esempio permetteva a Bin Laden di avere una forte presenza in Iraq. E’ storia che nel 2006 Zarqawi fu ucciso da una bomba USA e che Abu Omar Al-Baghdadi, suo successore, patì la stessa sorte nel 2010. Attualmente è Abu Bakr Al-Baghdadi il leader di questo gruppo.
Nel 2011 il gruppo riuscì, tra le altre cose, a liberare un numero vistoso di prigionieri catturati dal governo iracheno.
Nell’aprile del 2013, AQI cambiò il suo nome in Stato Islamico dell’Iraq e del Levante (ISIS). La guerra siriana infatti gli aveva dato ottime chance per espandersi in Siria. Il fatto di includere la regione del Levante nel nome del gruppo (cioè l’area del Mediterraneo orientale: Siria, Giordania, Palestina, Libano, Israele e Cipro) è l’indicazione precisa delle ambizioni dell’ISIS. In molti studiosi della materia prevale inoltre l’opinione che tra i territori su cui l’ISIS vuole imporre il suo controllo ci sia anche il Nordafrica. Vero o falso, lo scriviamo per mera notizia. Anche nel 2013 avviene l’espulsione del gruppo da Al Quaida che, strano a dirsi, considerò “troppo” violenti gli attentati per l’efferatezza degli stessi anche conto i musulmani .
L’ISIS
L’ISIS è un’organizzazione che definisce se stessa “Stato” e non “gruppo” , ovverosia lo Stato Islamico dell’Iraq e del Levante. A sentire i media, nelle ultime due o tre settimane, l’Iraq, che è utile ricordare è uno Stato a maggioranza sciita, è assoggettato per circa un terzo del suo territorio a un gruppo di estremisti islamici sunniti (ISIS), gli stessi che da circa due anni affrontano con le armi il presidente sciita Bashar Al Assad, e da un anno ha aperto i combattimenti non solo con le forze governative siriane ma anche con i “ribelli” più moderati, aprendo così un secondo fronte di vera e propria guerra civile.
Sempre a sentire i media, questo “gruppo” o “Stato” che sia, sta adottando metodi talmente violenti che anche la stessa organizzazione di Al Qaida, come detto prima, ne ha preso le distanze espellendo il “gruppo” lo scorso anno.
I media affermano inoltre che l’ISIS abbia anche il controllo amministrativo di un territorio fra Siria e Iraq vasto più o meno quanto il Belgio, da cui, cedendo a pagamento elettricità e petrolio. ricava i soldi necessari per la propria sopravvivenza, ivi compreso l’acquisto di armamenti,
I capi dell’ISIS pare che vogliano costituire un “Califfato” per condurre una vera e propria guerra totale all’Islam e all’Occidente.
Lo Stato iracheno a guida del governo del primo ministro sciita Nuri Al-Maliki pare abbia alimentato e rafforzato con la sua cattiva e alquanto sprovveduta amministrazione le tensioni già esistenti fra sciiti e sunniti, al punto tale di essere stato capace di fornire ottime argomentazioni a certi sunniti abbienti e ambiziosi di sostenere l’ISIS che pare, sempre a sentire i media, oggi sia arrivata a meno di cento chilometri da Bagdad.
Adesso, quando si parla di ISIS, sappiamo almeno di cosa si tratta… spero.
Giuseppe Parisi

05/10/2014 commenti (0)

CON RENZI LA CRISI SI AVVITA SU STESSA

CON RENZI LA CRISI  SI AVVITA SU STESSA - Agorà News on Line

I cento giorni iniziali di Renzi sono diventati mille. Ma potrebbero anche diventare 10.000. Il sogno palingenetico di riscrivere le regole del gioco e dunque la grammatica politica italiana si frantuma sugli scogli delle eterne divergenze all’interno del Pd. E la cambiale del 40,8 % riscosso alle elezioni (peraltro europee) appare un fringe benefit ormai consumato al pari degli effetti nulli degli 80 euro nell’economia italiana. Un sistema imbalsamato, paludoso e corporativo dove il tentativo di rinnovamento di Mr. Renzi si è rivelato solo demagogia a forza di “politica degli annunci” non seguita da adeguati colpi di coda Quale effettive riforme ha dato il governo al mondo del lavoro, quale efficacia ha il jobs act sulla realtà depressionale attuale? Ma il problema sta alla radice. Quando si firma il patto del Nazareno, a esempio, non si può pretendere di instaurare una legge che codifichi il giusto auto-riciclaggio. Quando non si toccano i nodi gordiani dell’evasione fiscale e delle mafie, l’Italia non si scrollerà mai questo suo vetero-sistema a cui Renzi di suo aggiunge punte di quello che oggi viene definito ordo-liberismo, fino a far apparire l’economista Keynes come un pericoloso sovversivo. Finché ci si avvita sul ragionamento di austerity della Merkel (meno pubblico meno privato) e non sulla crescita l’economia italiana sarà un serpente auto-distruggente, inoculante pericoloso veleno su famiglie, pensionati e lavoratori dipendenti. La Francia ha dato l’esempio uscendo largamente dal vincolo del 3%. Inoltre in Italia i pentiti del fiscal compact (tristemente all’interno del Pd) si sprecano. Il vassallaggio alla Germania si paga duramente con una crisi che sta assumendo sembianze greche. In un paese dove cinque milioni di persone soggiacciono a uno stato di povertà e non si possono permettere neanche di utilizzare il servizio sanitario nazionale stante l’onerosa spesa per i ticket. L’Italia è il paese delle mille contraddizioni. Ma soprattutto dello squilibrio tra una tassazione alta e un welfare smantellato, dell’accresciuto divario tra ricchi e poveri. Il paese delle ingiustizie non sanate, dei misteri di Stato non svelati. Non è catastrofismo ma realismo e il populismo di Renzi (con punte più estreme di quelle del Movimento Cinque Stelle) è una spruzzata di illusioni su una crosta sanguinolenta della crisi. Di fronte a questa cancrena la riforma del Senato o la (finta) abolizione delle province appaiono come il puerile tentativo di svuotare un oceano di privazione e di crisi con il secchiello-giocattolo. Dov’erano i Fassina, i Bersani, i Civati quando il Pd approvava la legge Fornero e poi non tentava di correggerla una volta andato al governo? E’ un vulnus che l’elettore italiano non dimentica e che presto farà pagare caro ai suoi governanti senza memoria.

by Daniele Poto

IL GOVERNO TI DEVE DEI SOLDI? ALLORA PAGA !

IL GOVERNO TI DEVE DEI SOLDI? ALLORA PAGA ! - Agorà News on Line



Oggi, per puro caso, ho sentito in tv la pubblicità messa in circolo dal ministero dello sviluppo economico, per invogliare le imprese italiane,creditrici nei confronti della pubblica amministrazione, a certificare i propri crediti, attraverso la piattaforma predisposta dal governo, vantan-dosi, esso, per aver sbloccato ben cinquantasette miliardi di euro.
La cosa mi ha incuriosito e sono andato a documentarmi.
Dunque:  una qualsiasi impresa che vanta un credito nei confronti della pubblica amministrazione, in effetti, può certificare il proprio credito ed andare in banca a chiedere che gli vengano anticipate le somme certificate!
Praticamente è come lo sconto fatture di qualche anno fa! Non è cambiato nulla!
Ora io mi chiedo, e qui viene il bello, se io  impresa o azienda, vanto dei crediti nei confronti del governo, esisteranno delle fatture da me emesse. A che serve questa certificazione del credito? Inoltre, visto che sono  mesi, o anni, che aspetto che la pubblica amministrazione faccia fronte ai suoi debiti nei miei confronti, perché devo andare in banca e pagare alla banca il tasso di interesse dell’ 1,9% sui soldi che mi spettano di diritto?
È mai possibile che il popolo italiano sia così dormiente che non si rende conto dei danni che i governi succedutosi negli ultimi trent’anni, hanno causato? È mai possibile che ci sia ancora chi crede alla befana  e si profonde in applausi al passaggio di quel conta balle di Renzi?
Lui, e quella banda di suoi amici nominati, continua a vantarsi del 40,8% ottenuto alle elezioni europee! Dichiarando a gran voce che lui hail sostegno del popolo! Quando lo ha chiesto il parere  del popolo? Quando si è sottoposto al giudizio elettorale dei cittadini? Al sottoscritto non risulta che sia mai stato eletto da qualcuno  a guidare questo Paese! E, visto come sta guidando, sarebbe meglio che scendesse dal treno e continui la sua strada a piedi!
Ho anche sentito alcune valutazioni del signor Ignazio Visco, capo supremo della cosiddetta erroneamente  banca d’ Italia.
Il delfino di monti (volutamente minuscolo) e compagnia ha dichiarato che con le operazioni di questi giorni, mosse dalla bce, sicuramente si viaggerà verso lidi migliori! Ha detto che le imprese italiane devono cercar credito sul mercato  e non attraverso gli istituti bancari, e che con la nuova iniezione di denaro che la bce sta mettendo sul piatto, finalmente le banche potranno tornare a finanziare investimenti! Beh, signor Visco, forse lei, tre anni fa dormiva, oppure era leggermente distratto, quando la bce immise nelle casse delle banche italiane ben centoquarantatremiliardi di euro, che sarebbero dovuti servire al rilancio dell’ economia, ma che le banche italiane hanno incamerato, senza concedere un solo euro di finanziamento per rilanciare l’ economia! Inoltre, signor Visco, l’ istituto che lei presiede, dovrebbe quanto mai ta-cere sul rilancio dell’ economia, visto che esso, contrariamente a quanto sancito dalla costituzione, è proprietà di coloro che hanno generato questa crisi epocale, ossia gli istituti bancari privati!
quindi, signor Visco, se le banche potranno cominciare a finanziare di nuovo le imprese italiane, affinché creino economia, perché dovrebbero cercare finanziamenti sul mercato?
Delle due, una! Ma forse, anzi certamente, le banche non hanno alcuna intenzione di fare da banca, ossia elargire mutui e prestiti, e gestire i soldi CEI correntisti e dei risparmiatori. Le banche mirano a raccogliere denaro e incamerarlo, per la gioia e la felicità delle poche famiglie di banchieri che continueranno ad arricchirsi con il sangue e i sudori della povera gente!
E mi dica signor Visco, ma questa domanda la rivolgo anche a monti e al pd tutto, i sette miliardi della MPS, sono rientrati nelle casse dello Stato? Badi bene che ho detto Stato, non governo! E i soldi rubati dagli esponenti del Pd e del PdL coinvolti in tutti gli scandali finora affiorati, sono ritornati in circolo, oppure continuano indisturbati a dormire nelle casseforti dei ladri politici?

In questi giorni sono tutti impegnati, i politicanti, a sviare l’ attenzione della gente da quel capestro che è il MES e il fiscal compact, ciarlando sul’ art. 18! Sappiate signori, che per bocca dell’ uomo OCSE, il piercarlo padoan, la ripartenza non ci sarà prima dei due anni, e fra due anni sarà ancora spostata in avanti, come ormai si continua a fare da almeno sei anni!
Italiani, l’ articolo 18 è una mega bufala! Ricordatevi che per un imprenditore, il capitale umano fa parte della ricchezza della sua azienda! Quindi, non lasciatevi infinocchiare dalle chiacchiere di Camusso, di Bonanni, di Angeletti, di Renzi ecc.! Parlando dell’ art.18 vi tengono in pugno e vi stritolano le palle, così non pensate alla mega truffa del MES e del fiscal compact che andrà in vigore il primo gennaio!
Svegliatevi!

By Giovanni Verrecchia


 


30/09/2014 commenti (0)

ABBIAMO UN PROBLEMA… ANZI DI PIU’ !

ABBIAMO UN PROBLEMA... ANZI DI PIU' ! - Agorà News on Line

Cari connazionali, abbiamo un problema! Oddio… Ne abbiamo più di uno, ma uno in particolare in questo momento dovrebbe far riflettere!
Abbiamo un presidente del consiglio, notoriamente non eletto, che va in giro per il mondo, a nostre spese, vantandosi dei risultati che il suo operato sta raggiungendo.
D’ altra parte, oltre centottanta giorni fa, avevo promesso una riforma al mese e una ripartenza col botto, grazie ai famigerati ottanta euro che hanno permesso a molto italiani di uscire dalla crisi…. Boh! A me risulta che solo lui vede gli effetti benefici che gli ottanta euro hanno sulle famiglie italiane…. Ah no! Mi sono sbagliato! Anche la picierno ( volutamente minuscolo) ha visto la rinascita, visto che con ottanta euro fa la spesa per due settimane…….!
Ma torniamo al problema.
Ci rendiamo conto di quanto è falso questo nominato dai poteri forti?
In questi giorni è andato negli Stati Uniti a rendere omaggio al suo direttore di orchestra.
Prima è passato alla Silicon Valley. Ha incontrato i cervelli in fuga dall’ Italia. Lui è andato a vedere se per caso poteva usufruire di qualche cervello vagante. Ce lo hanno rispedito tale e quale! Poi è andato dal suo direttore orchestra Obama, per prendere ordini sul futuro impegno che l’ Italia deve assumersi per “portare democrazia” in medio oriente!
L’ abbronzato gli ha ordinato che il nostro già martoriato paese, deve aderire al piano di invasione organizzato dalla NATO  a danno della Siria e dei paesi limitrofi, e il nostro bimbo meraviglia senza riflettere ha aderito! D’ altra parte cosa si poteva pretendere? Aveva già dimostrato il grado di intelligenza, di cui è dotato, già in occasione delle sanzioni alla Russia di Putin!
Tanto la NATO ordina, i nostri militari vengono imprigionati e chi si è visto, si è visto! O no? Caso marò insegna! Vero Renzi?
Dovresti saperlo, che i militanti isis sono gente che è stata armata dal tuo direttore di orchestra.
Infine è andato ad omaggiare l’ italo-canadese! Si è recato negli uffici della Fiat Chrysler automobili, dove ha tenuto una conferenza stampa unitamente con l’ uomo dai maglioni infiniti!
In quella occasione ha giurato che lui non si sottomette ai voleri dei poteri forti! Ma dimmi una cosa, ci sei o ci fai? Hai parlato di articolo 18 alla presenza di chi ti ha ordinato di eliminare i diritti dei lavoratori e pretendi di essere creduto in merito al tuo coinvolgimento con i poteri forti? Chi ha fatto il decreto legge salva de benedetti?  Lo hai fatto tu! Di notte! Ma che fai mangi, e dimentichi?
Perché non vai tra la gente terremotata e alluvionata dell’ Emilia Romagna a dare fiato alle tue trombe? Hai paura che ti riservano lo stesso trattamento che hai ricevuto a Taranto?
Perché non vai tra le centinaia di migliaia di famiglie italiane, che non arrivano al quindici del mese, a dire che a settembre si riparte col botto? Magari il botto te lo fanno fare, così ti rendi conto che prima rivestirsi di falso buonismo e spendere dieci miliardi al mese per far fare alle nostre forze armate da tassisti per terroristi e clandestini, magari quei dieci miliardi, li spendi, un mese, per aiutare le famiglie italiane!
Lo sai, signor nominato, che contrariamente a quello che avete ordinato di far trapelare tramite gli organi di stampa, gli italiani sanno contare e che, di conseguenza, nessuno crede che gli immigrati siano solo centomila? Sai, se ogni giorno sbarcano in media ottocento immigrati, viene automatico dire che in un anno di mare nostrum gli immigrati sono duecento novantaduemila! È visto che solo il dieci per cento ha diritto alla protezione umanitaria, come mai dobbiamo farci carico anche per tutti gli altri?
Oggi per puro caso ho sentito anche Silvio che si profondeva in sperticate lodi a favore delle riforme che Renzi ha in mente! Vantandosi anche del fatto che sono riforme che forza Italia aveva nel suo programma! Non è necessario specificarlo, caro Silvio, ci siamo resi conto tutti che ormai siete complementari al governo! Almeno abbiate la decenza di non vantarvene!
Ti ricordi, Silvio, perché hai vinto le elezioni nel duemilaquattro? E nel duemilasei? Cosa ne è rimasto di quella idea politica? Nulla! Sei riuscito a distruggere la destra italiana al solo fine di tutelare i tuoi interessi, e come se non bastasse ti sei anche alleato con i nemici del popolo! Dimmi Silvio, quando la sera vai a dormire, la tua coscienza, ammesso che tu ne abbia una non ti rimorde?
Insomma, cari italiani, abbiamo un problema. Anzi un grosso problema. Quello della falsità dei politici che stanno distruggendo l’ Italia!

Giovanni Verrecchia

 

28/09/2014 commenti (0)

TERZA LETTERA APERTA A MATTEO RENZI

TERZA LETTERA APERTA A MATTEO RENZI - Agorà News on Line

Ari-buon giorno signor Renzi.
Suppongo sia superfluo ricordarle perché non la chiamo presidente oppure onorevole, ma visto che ci sono due parole le spendo volentieri, così tanto per evitare che lei potesse scordare.
Non la chiamo presidente, perché lei non è il mio presidente, in quanto non è stato eletto da nessuno, e comunque, anche non essendo stato eletto, ma nominato, non mi rappresenta. In quanto lei di italiano ha molto poco! Anzi, a parte i natali e il cognome, per tutto il resto è un europeo succube dei propri padroni! De benedetti insegna!
E non la chiamo onorevole, perché l’etimologia della parole onorevole non ha nulla in comune che può accostarsi al suo operato politico e di italiano!
Detto questo, vengo a illustrarle il motivo di questa lettera, che sicuramente, come le precedenti, rimarrà senza risposta. A meno che lei non si affidi al suo compare di merenda, tale Angelino, e decida di dar corso ad azioni vili che negli ultimi stanno caratterizzando il vostro operato contro il popolo che non condivide le vostre scellerate scelte economiche e politiche!
Dunque, signor Renzi, lei, e tutto il suo esecutivo, poi le spiegherò cosa vuol dire esecutivo, continuate a vantarvi delle azioni fatte, dei risultati raggiunti e dei programmi da portare a termine, spostando sempre più in la l’ asticella del traguardo.
Ormai sono passati diversi mesi da quando lei ha appoggiato il suo deretano su quella poltrona, promettendo a destra e manca riforme e vantaggi per tutti. Anzi, la promessa esatta è stata una riforma al mese e rilancio immediato dell’ economia, mettendo ottanta euro nelle tasche degli italiani!
Ora, a parte che delle riforme fatte io non ne vedo ombra, se non quella di aver tolto agli italiani il diritto al voto per le elezioni provinciali! Ripeto, signor Renzi, diritto al voto! Non abolizione delle provincie, come promesso da lei. Eh già! Non poteva togliere quel calderone senza fondo, altrimenti come avrebbe potuto continuare il suo giochetto preferito, che lei ha iniziato nel lontano ottobre 2003, ossia da quando è stato eletto presidente della provincia di Firenze! Quale è il giochetto? Ma semplice signor Renzi, quello per cui lei è stato condannato per danno erariale, ossia nominare amici e parenti,senza alcuna competenza di nulla, al solo scopo di assicurarvi un lauto stipendio pagato dal popolo! D’ altronde anche lei ha preteso che il popolo italiano le pagasse i contributi INPS dal momento in cui è stato eletto, ossia undici anni fa!
Ma un suo show televisivo avrebbe dovuto aprire gli occhi agli italiani, quello in cui lei letteralmente recitava: venghino signori, venghino, si vendono le auto blu! Tipica espressione di un venditore di fumo nella piazza di uno sperduto villaggio del vecchio west! Quante auto blu ha venduto signor Renzi? Lo dica a gli italiani, che tanto speravano in un calo dello sporco pubblico da parte dei politici! Non lo sa? Glielo dico io. CINQUE! Ma sopratutto, quante ne ha comprate quindici giorni prima di mettere gli annunci su ebay? Lo dica signor Renzi. Su, coraggio! CENTOVENTICINQUE! Non trova che ci sia uno squilibrio?
E degli ottanta euro messi nelle tasche degli italiani, signor Renzi, cosa dice? Forse lei non se ne è accorto, impegnato come è a farsi selfie e a mostrare foto di bambini, opportunamente addestrati, che le battono il cinque! Ma le foto della protesta dei tarantini, che quel cinque glielo avrebbero volentieri stampato sulla faccia, signor Renzi, si guarda bene dal pubblicarle!
Mare nostrum! Altro dente dolente del popolo, ma a lei non frega assolutamente nulla visto che deve garantire i guadagni alle cooperative che gestiscono i centri di accoglienza, e qui ci ricolleghiamo al paragrafo succitato, ossia quello dove le ricordavo il suo giochetto preferito….! Quanto costa al popolo italiano, signor Renzi, questa grande porcata che chiamavate mare nostrum, e ora chiamate frontex plus… ? Tanto cambiano i musicanti, ma la musica è sempre la stessa!
Suppongo che lei sappia, signor Renzi, che ogni fine mese il saldo negativo di questa scellerata operazione ci costa quasi dieci milioni di euro, che lei e il suo esecutivo trovano sempre il modo di coprire! Ma mi spiega come mai non trovate mai il modo di trovare coperture per finanziare le piccole imprese che prima dell’ avvento del vostro Dio euro, avevano portato questo martoriato Paese ad essere la quinta potenza mondiale economica? Come mai non trovate mai la copertura per consentire a chi paga le tasse per mantenervi sui vostri cuscini di seta, sulle poltrone d’ oro, permettendovi di godere di privilegi inimmaginabili, di poter arrivare a fine mese?
Non venga a raccontarmi la favoletta dello sgravio dei dieci milioni, degli ottanta euro e tutte le cazzate che ha raccontato finora! Perché sa benissimo, signor Renzi, che ha fronte degli ottanta euro, lei ha preteso indietro oltre milletrecento euro, ogni anno di tasse in più per ogni famiglia! Lei sa benissimo che le imprese italiane che chiudono ogni giorno sono oltre cento, perché grazie al suo operato, e a chi l’ha preceduto negli ultimi trent’anni, non riescono più a far fronte ai loro impegni! Lei sa benissimo che tutti gli impegni finanziari che questa Europa assassina e usuraia, sono volti a garantire solo ed esclusivamente guadagni per coloro che hanno creato questa crisi!
Allora, signor Renzi, per l’ennesima volta le chiedo di smettere i panni di venditore di fumo, i panni del giocoliere da strada, i panni del buffone di corte, e si presenti davanti al popolo che le paga lo stipendio e dica chiaramente che a voi tutti, degli italiani e dell’ Italia, non ve ne frega un tubo! Voi siete li per volere del guerrafondaio d’ America e dei suoi padroni, e per ridurre questo paese ad un cumulo di macerie!
18/09/2014
Giovanni Verrecchia
P. S. Esecutivo vuol dire ramo del parlamento che esegue quanto stabilito dal popolo sovrano! Se lo ricordi signor Renzi. Anzi reintroduca nelle scuole la materia di educazione civica, che i suoi amici di sinistra hanno tolto nei precedenti governi, per paura che i bambini conoscessero la verità circa le porcate fatte dalla sinistra dal 1940 in poi!
La saluto !

 

18/09/2014 commenti (0)

CONTRO IL FISCAL DISFACT – GONFIAMO ANCORA IL PIL

CONTRO IL FISCAL DISFACT - GONFIAMO ANCORA IL PIL - Agorà News on Line

I promotori del referendum “anti” lo chiamano Fiscal Disfact. Quella stessa politica europea che ha portato al disastro via via Spagna, Irlanda, Grecia, ora ha nel mirino l’Italia con la gretta filosofia economica perseguita in una linea dritta da continuità dai Governi Berlusconi, Monti, Letta e Renzi. Tetragoni nell’inseguire un rigore che porta solo la temuta inflazione, il ristagno dei consumi, la paralisi del Pil. Per gonfiarlo si è pensato bene (in economia, arte empirica, ogni trucco vale) di rimpinguarlo, visti i magri risultati ufficiali, con una spruzzata di illegalità diffusa, un tocco di criminalità, una sfumatura di mafia. Così con gli addendi contrabbando + prostituzione + traffico di droga, cumuliamo al totale generale altri quindici miliardi per una percentuale aggiuntiva del 3,7% e chi si è visto si è visto. Attenzione, però perché Draghi non è sciocco e i trucchi dei bilanci greci, sia pure con qualche anno di ritardo, sono stati scoperti generando un terribile boomerang con quella classica cura per cui “l’operazione è riuscita ma il paziente è morto”. Difatti in un triennio lo stipendio medio di un cittadino greco è passato da 1013 euro a 817 con una drastica diminuzione del 20%. Ma, visto che si vuole essere audaci e persino un po’ spregiudicati (è lo stile di Renzi, non certo quello di Padoan) perché non andare fino in fondo sul crinale della faccia tosta. Perché non incorporare il lavoro nero presunto (le stime sono disponibili), l’evasione fiscale e, ancora più tangibilmente, l’azzardo illegale. Per quest’ultimo abbiamo delle cifre certe fornite dalla Guardia di Finanza e dalla Commissione antimafia. Nel 2013, a fronte di una movimentazione di 85 miliardi e di un guadagno per lo Stato di 8 miliardi, le mafie e gruppi criminali incontrollati hanno incamerato 23 miliardi lordi. Solo a immettere questa cifra nel calderone dell’illegalità pro-Pil la cifra complessiva si configurerebbe come 38 miliardi con un incremento secco del 9 %. Craxi ripeteva spesso che a bandito si risponde con “bandito e mezzo”. Dunque perché, come provocazione estrema, non percorrere fino in fondo la strada eterodossa che non è quella propugnata evidentemente dalla Bce, dal gruppo Bildeberg, da Goldman Sachs, dai professori

della Bocconi. Finanza creativa? Può essere. Ma di fronte all’assurdità del Fiscal Compact, del vincolo al 3% (chi l’ha detto e perché, ripetiamoci che è solo una convinzione, questa è una possibile strada “Salva Italia” dove la definizione è molto più calzante di quella ufficiale (usuratissima). D’altra parte quando nel Pil entrano di gran carriera valori come droga-contrabbando-prostituzione, la gran parte dei cittadini italiani si chiede: perché non tassarli e legalizzarli? Perché non permettere (come auspica Veronesi) il commercio controllato della marijuana, l’apertura della partita Iva per le prostitute, una sorta di scudo fiscale per i contrabbandieri. Se la logica ha un capo e una coda questa sarebbe l’inevitabile conseguenza.

By Daniele Poto

16/09/2014 commenti (0)

LA CORTE COSTITUZIONALE A COSA SERVE? TUTTA L’INCOSTITUZIONALITA’ DEI TRATTATI

LA CORTE COSTITUZIONALE A COSA SERVE? TUTTA L'INCOSTITUZIONALITA' DEI TRATTATI - Agorà News on Line

Oggi leggevo un articolo dell’ Avvocato Marco Mori e leggendo quello che ha scritto mi sono ricordata che io è da tempo che dico, anzi “urlo”: <perchè la C. Costituzionale permette e ha permesso tutto questo? Perchè non viene mai chiamata in causa? la CORTE COSTITUZIONALE non è l’ORGANO DI GARANZIA COSTITUZIONALE? Non è questo organo che dovrebbe TUTELARE LA COSTITUZIONE? Io mi domando allora, che paghiamo a fare un Organo che dovrebbe, e ripeto DOVREBBE, fare in modo che nessun Politico facesse leggi o firmasse trattati che LEDONO LA COSTITUZIONE E I SUOI ARTICOLI? Perchè tace? E perchè prima accusa ilo Governo “dichiarandolo” ILLEGITTIMO e poi lascia che le cose rimangono nell’Illegalità costituzionale?

Vi copio e incollo l’articolo che ho letto con molto interesse, perchè vi farà capire quante cose ILLEGALI hanno fatto e tutte ai nostri danni, ai danni del POPOLO SOVRANO!

 

Chi detiene la sovranità in Europa?

Il forum di Assisi mi ha visto intervenire proprio su questo tema di straordinaria importanza pratica per le nostre vite. Ho deciso dunque di fare un semplice e breve articolo sul punto in attesa di potervi mettere a disposizione il video dell’evento.

Partiamo con il rammentare a chi spetterebbe detenere la sovranità in base alla nostra Costituzione. Ai sensi dell’art. 1 la sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti previsti nella Costituzione stessa.

Suddetti limiti sono meglio specificati nell’art. 11 Cost. con il quale vengono consentite espressamente limitazioni della sovranità, limitazioni che tuttavia debbono anche rispettare precise condizioni. Le cessioni di sovranità invece non sono minimamente contemplate ma anzi costituiscono pacificamente reato penale ex art. 241 c.p. in quanto menomazioni definitive della personalità dello Stato e dunque atti, per definizione, ostili allo Stato stesso in quanto ne determinerebbero la sua cancellazione.

Partiamo dal concetto di limitazione di sovranità. La limitazione e’ qualcosa che consente alla Nazione di conservare la propria potestà sovrana. Dunque non si tratta di una cessione del proprio potere a titolo definitivo ma di una momentanea compressione dello stesso, necessariamente reversibile, ed indubbiamente non integrale. Peraltro tale limitazione deve avvenire in favore di un ordinamento sovranazionale e non certo verso organismi privati come i mercati o le banche.

Inoltre, per potersi parlare di limitazione, occorre che la stessa non comporti pregiudizio per i principi fondamentali della nostra Costituzione, ovvero pregiudizio verso quelle norme che costituiscono le fondamenta stessa della nostra Nazione. Principi intangibili ai quali i Trattati UE sono necessariamente subordinati, come già ampiamente riconosciuto dalla stessa Corte Costituzionale. Mi riferisco in particolare alla sentenza n. 284/2007 nella quale peraltro era presente, come giudicante, anche l’attuale Vice Presidente emerito della Corte Cost. Paolo Maddalena che e’ anche uno dei più importanti membri di “Riscossa italiana“, l’associazione di cui lo scrivente fa parte.

Il primo intangibile diritto e’ ovviamente quello con cui la Costituzione si apre ovvero l’art. 1 “L’Italia e’ una Repubblica democratica fondata sul lavoro”. A tale norma seguono i precetti degli artt. 2 e 3 i quali riconoscono rispettivamente i diritti inviolabili dell’uomo e gli obblighi inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale nonché il principio di uguaglianza con il conseguente dovere, in capo alla Repubblica, di eliminare gli ostacoli che rendano impossibile, che proprio suddetta uguaglianza, si esplichi con pienezza.

Tale quadro normativo non e’ un enunciato meramente formale ma costituisce preciso obbligo per la Repubblica che non può neppure ipotizzare di aderire ad un ordinamento internazionale che comprima tali diritti. Ulteriore specificazione degli stessi diritti fondamentali si trova nella parte economica della carta laddove si consacra la superiorità dell’interesse pubblico sulla, pur libera, iniziativa privata e si subordina l’esercizio del credito (art. 47) al coordinamento ed al controllo della Repubblica in modo che la politica monetaria stessa sia rivolta al conseguimento della piena occupazione ed al mantenimento di uno Stato sociale nel quale operino proprio gli inderogabili doveri di solidarietà politica, economica e sociale. Il lavoro e’ l’obiettivo unico su cui si fonda l’Italia ed il credito e’ posto al suo servizio.

Compresa la differenza tra cessione e limitazione di sovranità ed appurato il limite assoluto dei principi fondamentali della Carta, occorre esaminare gli ulteriori due requisiti necessari affinché una limitazione di sovranità possa considerarsi legittima.

Si deve quindi esaminare cosa s’intenda con “condizioni di parità”. Ovvio che tale concetto significa che, nel momento in cui lo Stato accetta di limitare la propria sovranità in misura che sia compatibile con il rispetto dei principi fondamentali dell’ordinamento, lo debba fare in necessaria reciprocità di condizioni con gli altri paesi. Ovviamente sul punto non si può che fare riferimento all’eccezione di uguaglianza piena e totale di cui all’art. 3 Cost. condizione mai verificatasi nei Trattati dove gli Stati non sono posti sullo stesso piano potendo addirittura fare politica monetaria a condizioni completamente diverse (si pensi solo, a titolo esemplificativo, al costo degli interessi sul debito della Germania rispetto a quello italiano oppure alla diversa tassazione presente in ogni Nazione UE).

Infine, ultimo requisito da esaminare e’ il vincolo di scopo della limitazione della sovranità. Ovvero si può limitare una sovranità nel momento in cui lo si fa per aderire ad un organismo che promuova la pace e la giustizia tra le nazioni. Non ogni sovranità e’ dunque limitabile e ciò emerge anche dalla piana lettura dei verbali della costituente laddove la proposta di comprimere qualsiasi sovranità fu addirittura bocciata espressamente.

Fatta questa doverosa premessa esaminiamo, per sommi capi, quali siano le conseguenze sulla sovranità nazionale patite in seguito all’introduzione dei vincoli esterni imposti dall’UE.

In ambito monetario abbiamo pacificamente una cessione integrale di sovranità compiuta in favore di un organismo che sfugge a qualsivoglia controllo democratico, BCE. In particolare i trattati UE prevedono che sia la banca centrale europea a decidere la politica monetaria ed ad emettere moneta (esclusivamente in favore delle banche commerciali) senza neppur poter prendere consiglio dalle nazioni e addirittura dagli altri organi dell’unione europea. La nostra banca centrale inoltre non e’ prestatrice di ultima istanza ed anzi non può concedere qualsivoglia tipo di agevolazione creditizia agli Stati. L’Italia ha pertanto pacificamente ceduto e non solo limitato la propria sovranità monetaria, dovendo così ricorrere ai mercati per soddisfare ogni sua esigenza di cassa con conseguente impossibilità di alzare la base monetaria e di essere quindi padrona del proprio destino occupazionale. Senza moneta non e’ possibile fare politica economica. Davvero non male per una Repubblica fondata sul lavoro.

Chiaro infatti che la piena occupazione si può ottenere unicamente tramite politiche monetarie atte ad incrementare l’inflazione necessaria ad assorbire la disoccupazione secondo l’unanimemente riconosciuto principio della cd. curva di Philips. Se invece si taglia anche in fase di recessione si finisce per distruggere la domanda interna aprendo la strada agli scenari deflattivi a cui stiamo assistendo.

L’Italia ha altresì rinunciato alla propria sovranità in materia di politiche economiche (ancora una volta si deve parlare di cessione e non di limitazione) per fini assolutamente diversi di quelli di ottenete la pace e la giustizia tra le nazioni. Anzi le politiche economiche imposte dai trattati UE e dai regolamenti (a partire dal poco noto 1466) stanno finendo con l’incrementare l’odio tra le nazioni.

La disoccupazione, la deflazione dei salari e la progressiva disattivazione delle garanzie costituzionali minime previste nella nostra carta avvengono perché lo Stato e’ obbligato, per rispettare i parametri imposti dall’UE a tagliare ogni uscita ed ad aumentare le tasse sottraendo così ricchezza all’economia reale e deprimendo la domanda interna.

In particolare l’Europa ha prima imposto un vincolo massimo di indebitamento annuo rispetto al PIL (3%) prevedendo programmi di sorveglianza da parte della commissione idonei a sanzionare gli Stati inadempienti. Poi, nonostante che tale tetto avesse creato recessione in molti paesi, ha via via aumentato detti vincoli arrivando ad imporre una riduzione effettiva del debito fino al 60% del P.I.L. ed il pareggio in bilancio per ogni nazione. Con il “two pack” si e’ completato il PSC (piano di stabilità e crescita) che impone la riduzione del debito in vent’anni proprio entro il parametro del 60% del P.I.L. Si badi bene che tali vincoli esistono anche laddove una nazione avrebbe modo di fare deficit maggiori in quanto i mercati assorbirebbero le relative emissioni obbligazionarie.

Ovviamente non avendo la possibilità di emettere moneta, l’unico modo per ridurre il debito pubblico e’ matematicamente quello di saccheggiare i risparmi nazionali, vendere ogni bene pubblico, oppure impoverire le nazioni vicine (esattamente come ha fatto la Germania fino ad oggi). Non vi sono altri sistemi. Tali saccheggi riguardano sia il patrimonio pubblico che quello privato e portano all’inevitabile smantellamento dei diritti inviolabili dell’uomo che diventano secondari rispetto alle regole economiche imposte. Ogni cosa diviene privata e passa nelle mani di chi emette la moneta.

Un sistema così concepito annulla la sovranità popolare e si propone unicamente lo scopo manifesto di smantellare lo Stato che così soccombe difronte alla logica del liberismo assoluto (oppure ordoliberismo come ama chiamarlo Luciano Barra Caracciolo, Presidente di Sezione del Consiglio di Stato ed altro membro fondamentale di Riscossa Italiana).

Trattasi di una forma di libero mercato assai anomala come evidente laddove si considera che chi può approvvigionarsi di moneta direttamente da bce al tasso ufficiale di sconto (dunque a tassi bassissimi e irraggiungibili sia per gli Stati che per qualsiasi altro privato non facente parte del circuito bancario) certamente non compete in pari condizioni con ogni altro soggetto privato ma anzi diventa un vero e proprio monopolista.

Dunque la sovranità non si e’ spostata realmente in organi sovranazionali democratici ma addirittura, in gran parte, e’ letteralmente evaporata e sostituita da altro tipo di sovranità, quella dettata dal monopolio del potere economico. Ovvero la sovranità basata sulla legge del più forte che oggi pende in favore di chi ha la proprietà della moneta al momento della sua creazione. Ecco chi detiene la sovranità in Europa

 

Ecco ora ditemi se il Popolo deve ancora tacere e con il suo silenzio SUBIRE!

Emanuela Rocca

fonte http://www.studiolegalemarcomori.it/chi-detiene-la-sovranita-in-europa/

 

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