COMUNICATO STAMPA- contro la violenza sulle donne

calcio femminile
QUADRANGOLARE CALCIO A5
AMATORIALE FEMMINILE
ROMA 20.05.2017
“””La violenza maschile contro le donne e un problema culturale che ci riguarda tutti. La
responsabilità quotidiana che mettiamo in ogni parola, gesto o atto di relazione con gli altri, infatti,
comunica il nostro bagaglio culturale e quanto esso comprenda o meno quegli stereotipi che
possiamo scegliere di criticare ed arginare. Per fare ciò s’impone la necessità di cambiare mentalità
soprattutto in ogni atto del vivere quotidiano, nell’ ambito delle iniziative sportive inerenti la
Campagna di sensibilizzazione e promozione sociale “ Lo Sport contro la violenza sulle
Donne…per vincere insieme!!”, dopo il Torneo di Natale di Beach Volley e la partita dedicata di
Serie A Elite femminile ASD Olimpus Roma vs SS Lazio, il GS Flames Gold e la Magnester UTD,
organizzano 1° Torneo di calcio a5 femminile amatoriale “ No Violence Against Women”, che
avrà luogo sabato 20 maggio presso il Tiburtina Valley Sporting Club, via Giulio Vincenzo Bona –
Roma, con inizio alle ore 16.00. Parteciperanno le Squadre: MAGNESTER UTD, HAKUNA
MATATA, FB5 e CONDOR F.C.. Tutti uniti per gridare un forte No alla violenza di genere””””
La Presidente
Simonetta Moretto
Tel. 3884247028

by Emanuela Rocca

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COMUNICATO STAMPA

 

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thumbnail_170517 Cero anchio 

San Pietro Infine Caserta

“C’ero anch’io – Un’autobiografia o quasi”

Amerigo Iannacone presenta il suo nuovo libro

 

Sarà presentato mercoledí 17 maggio 2017, alle ore 18,00, a San Pietro Infine, Sala Convegni del Comune il nuovo libro dello scrittore venafrano Amerigo Iannacone “C’ero anch’io – Un’autobiografia o quasi” (Edizioni Eva, Venafro 2017, pp. 200, € 15,00, ISBN 978-88-97930-94-5). Parleranno del libro, dopo l’introduzione di Maurizio Zambardi, Presidente dell’Associazione “Ad Flexum”, e il saluto del Sindaco di San Pietro Infine Mariano Fuoco, i poeti Domenico Adriano e Rita Iulianis. Seguirà l’intervento dell’Autore. Moderatrice la giornalista Francesca Messina.

 «L’autobiografia, – scrive Aldo Cervo in prefazione – che dagli anni della formazione da discente passa poi a quelli del ruolo docente, segue – illustrandolo – l’itinerario letterario di Iannacone, narrandone le diverse vicissitudini. E tra le vicissitudini ci trova, il lettore (accanto all’emozione della prima raccolta poetica ancora calda di tipografia), la nota introduttiva – per cosí dire – prudente del prefatore contattato; ed ancora l’ipocrisia boriosa delle grandi Case Editrici, che con belle parole di circostanza ti sbattono la porta in faccia; il comportamento ingannevole di sedicenti editori avvezzi alla frode; l’indifferenza della gente (anche di quella laureata) di fronte al dono di un libro. Ma accanto alle vicissitudini che diremo scoraggianti, piú o meno comuni un po’ a tutti gli esordienti di periferia, s’incontrano quelle che ampiamente ripagano lo scrittore molisano con gratificanti obiettivi raggiunti. E parlo della nascita dell’Editrice Eva, della fondazione di un mensile: Il Foglio volante, della promozione del premio letterario “Venafro”, della scoperta dell’Esperanto, del proliferare di amicizie feconde, durevoli per comunanza di interessi culturali ed empatia dello spirito. […] Dire che l’autobiografia è scritta bene è persino banale: come volete che sia scritto uno scritto da Amerigo Iannacone? Dirò solo che la narrazione si apre con un risveglio notturno (indotto dal sogno di un bisogno insoddisfatto) e si chiude con una splendida quanto originale analogia del genere georgico che ben riepiloga la filosofia di vita dell’autore: “C’è – scrive Iannacone – un proverbio del mio paese che dice addó arrive chiante glie pezzuche, letteralmente: ‘dove arrivo pianto il cavicchio’. Il detto non è di immediata comprensione. Deriva dal modo che si usava un tempo piantando semi col cavicchio: quando a sera si smetteva, si usava conficcare (piantare) nel terreno il cavicchio nel punto dove si era arrivati, in modo da sapere la mattina dopo da dove ripartire. Ecco: dove arriviamo piantiamo il cavicchio: che c’importa se poi saranno altri a trovare un cavicchio solitario piantato nel maggese.”»

 

Amerigo Iannacone è nato e vive a Venafro. Ha al suo attivo la pubblicazione di più di una cinquantina di libri, tra narrativa, poesia, saggistica, traduzione e altro. Tra i libri di narrativa, notevoli: “Microracconti” (1991), “A zonzo nel tempo che fu” (2002), “Cronache reali e surreali” (2008), “Dall’otto settembre al sedici luglio” (2007), “Il Paese a rovescio e altre fiabe” (2008), “Matrioska e altri racconti” (2011).

 

by  Emanuela Rocca

COMUNICATO STAMPA- CONVEGNO- stalking e femminicidi

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Il viaggio continua…dopo il Convegno “ La violenza di genere in Italia: aspetti psicologici, sociali e giuridici”, presso la Casa Internazionale delle Donne – Roma del 27 decorso, con la partecipazione di Relatori illustri tra cui la Sen. Fabiola ANITORI, il Sen. Domenico SCILIPOTI ISGRO’, l’On. Fabrizia GIULIANI, il Prof. Francesco BRUNO….

il Progetto “ Lo Sport contro la violenza sulle Donne…per vincere insieme”  fa tappa il 5 maggio nella città di Riano (Roma), con il Convegno “ Stalking: ferite nel corpo, ferite nell’ anima”, in collaborazione con l’ Amministrazione Comunale e l’ A.S.D. Evolution Fitness, con l’intento di una maggior sensibilizzazione contro questa “mattanza” che dall’inizio dell’anno ha prodotto già 27 femminicidi. La manifestazione sarà svolta presso l’ Aula consiliare del Comune di Riano, L.go Montechiara 1, con inizio ore 16.30.

Sono Relatori:

• Avv. Luana CAMPA – Criminologa • Avv. Matteo Maria PASSI • Dr. Nazzareno Di VITTORIO – già Ten. Col. Dei Carabinieri • Dr. Giuseppe PAESANI – Psicologo • Dr.ssa Monica FEDERICO – Psicologa • Maestro Alberto FELICI

Nel corso del Convegno sarà presentato il Corso teorico-pratico di Difesa Personale aperto a tutte le Donne. info: Carmelo Mandalari :3884247028 – flamesofgold@outlook.it Tel. 3884247028 – flamesofgold@outlook.i

by Emanuela  Rocca

STEFANIA MERELLO – Oggi parliamo di LEI

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Ci soffermiamo oggi su Stefania Merello, una donna splendida che ha vinto il concorso “La Maschera più Bella” l’evento creato dal gruppo FB denominato “DIMENSIONE DONNA”.

Ma chi è Stefania Merello? Lo chiediamo direttamente a lei:

-Buon giorno Stefania il nostro pubblico vorrebbe conoscerti, che ne dici di parlarci di te? 
-Buon Giorno cara Emanuela ! Grazie di questa importante Opportunità che mi dai per farmi conoscere attraverso le prestigiose pagine del tuo magazine. Il mio percorso nasce da parecchi sogni e passioni che ho coltivato e studiato in oltre 20 anni di esperienza. Amo l’ arte , la creatività, legata al mondo misterioso della psiche che passa  attraverso la cura dell’ Immagine . La mia formazione inizia con studi artistici ,come disegnatrice naturalistica: con mostre concorsi e collaborazioni varie. Essendo un cammino molto duro e dispendioso , iniziai anche a lavorare in un call center di astrologia: altra mia grande passione dove ho maturato ,in oltre 10 anni, un bagaglio umano enorme leggendo i Tarocchi. Per Imparare a gestire le mie profonde insicurezze, solo successivamente mi avvicinai al mondo ” Fashion”, partecipando a concorsi di bellezza e frequentando un corso di portamento e posa fotografica , che mi portarono a lavorare il Liguria come Fotomodella.
Che tipo di donna sei, cosa fai nella vita, quali sono i tuoi obiettivi e soprattutto quali sono i tuoi sogni. 
-Attualmente mi reputo una donna che sa esattamente ciò che vuole in generale dalla vita e con questo lungo percorso personale , sono determinata a portare avanti nel mio Progetto Blog: ” Diventare Fotomodelle” http://smerello72.123homepage.it/ ,  tutto ciò che ho maturato e che mi è mancato nel mio personale cammino. In questi ultimi anni il potere del web offre davvero molto, ma allo stesso tempo , crea trappole ed illusioni . La Mia missione è dunque dare un punto di riferimento per orientare , aiutare chi Desidera affrontare i primi passi nel mondo della fotografia ed Immagine in generale. Un blog atipico , unico nel suo genere, aperto a tutte le Donne che desiderano migliorare il Proprio Stile : non solo su un set fotografico ma nella propria vita.
Ti senti appagata e apprezzata per quello che fai?  Hai altri progetti per il futuro? 
Facendo ciò che amo si… Purtroppo essendo un personalissimo programma di lavoro, dove ho riunito tutte le mie passioni, vengo fraintesa, giudicata, ma specialmente ,camminando da sola senza accettare compromessi di ogni tipo, ho scelto la strada più dura per andare avanti. Il mio Progetto fa parte di me e proprio per questo non potrei adeguarmi al resto. Insomma ho la stima di persone che reputo serie ,ma c’è anche molta ipocrisia ed opportunismo che inquinano spesso il mio cammino. Essendo una grande sognatrice , amo sperimentare sempre per ricercare e dare un messaggio positivo che possa concretamente lasciare un segno distintivo in me e negli altri.
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Ph L. A. Web Model Blogger S. Merello
Agorà News On Line augura a questa splendida donna che tutti i suoi sogni possano avverarsi.
by Emanuela Rocca

La soluzione qual è allora? È proprio la lotta alla globalizzazione selvaggia

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Carissimi Galimberti – Giussani (rigorosamente in ordine alfabetico…)
Il punto di vista Vostro che è un mantra molto di moda, oggi, riposa nel concetto che sono le multinazionali che creerebbero lavoro nei Paesi del Terzo Mondo, garantirebbero almeno i pochi dollari per vivere alla gente del posto e assicurerebbero a noi che stiamo qui prezzi così bassi che a casa nostra ci sogneremmo (ma poi: perché no? Potremmo sempre delocalizzare in Bangladesh…. Vedete il primo dei paradossi? Per risparmiare qui dovremmo azzerare il lavoro in italia… cosa non si fa per inculcare l’idea della “buona” deflazione); insomma, passatemi la crudezza ma questo punto di vista lo ritengo un tantino disumano oltre che errato. Intanto parte da un presupposto sbagliatissimo: quello della limitatezza delle risorse finanziarie (desumibile dal “almeno quei pochi dollari al giorno li guadagnano” del sig. Giussani), mentre il problema reale è la corretta ed equilibrata gestione delle risorse vere del pianeta (non certo lo stampare pochi fogli di carta scrivendoci sopra 1 o 1000 $, ammesso che oggi la moneta sia … fogli di carta, se non in minuscola parte). Logicamente la classe dominante di oggi, che precipita ad alta velocità verso livelli di disuguaglianza mai visti (come ci racconta ormai da oltre un decennio Joseph Stigliz, premio nobel economia 2001 e non il primo che passa: vedesi il suo recente “the Great Divide”), non potendo /sapendo / volendo (chissà) risolvere il problema della gestione delle risorse mondiali scarica il problema sulla pseudocarenza di soldi. Onestamente e personalmente io bannerei completamente dal nostro sistema socio economico prodotti realizzati a partire da simili condizioni di lavoro (non limitati alla paga misera ma a condizioni di lavoro tali da imporre l’installazione di reti antisuicidio alle finestre delle fabbriche filippine: vedesi No Logo di Naomi Klein); lo farei con dazi elevatissimi (prassi peraltro DA SEMPRE usata dagli USA, liberisti si ma con le terga altrui, quando si tratta di difendere la propria economia non si fanno problemi a imporre dazi monstre ai prodotti stranieri o a elargire generose sovvenzioni ai propri produttori per combattere la concorrenza straniera, come ancora Stigliz riferisce nei suoi due libri “cult” sulla globalizzazione). Quindi per favore non venitemi a dire che i “dazi so’ antilibbbberali” o “nazionalist!!!” ecc. ricercare la prosperità a casa propria giocando al ribasso coi diritti … altrui è una strategia perdente in sé perché il mondo globalizzato di oggi ha l’effetto boomerang ad Alta velocità che il caro Galimberti ben conosce, trovandosi in Australia: ti ritorna tutto sul muso…
La soluzione qual è allora? È proprio la lotta alla globalizzazione selvaggia; che non vuol dire alzare muri o barricate (la ricerca di forme di cooperazione, accordi vantaggiosi per tutti, coordinamento delle economie deve essere un must specie tra Paesi vicini) ma semplicemente rimettere ogni Stato nelle condizioni di gestire la propria moneta e quindi anche le proprie risorse (la seconda presuppone infatti la prima: senza tenere saldi i cordoni della borsa non ti resta che la sottomissione a stranieri). E farlo quindi, nell’interesse dei propri cittadini. Se pensiamo che ciò possa essere fatto dalle multinazionali, ok, il mondo sarà questo: la radio, il televisore o il pc comprato a pochi soldi nel contesto di una deflazione mondiale provocata dal graduale assorbimento delle risorse finanziarie da parte di una elitè di poche persone che deciderà tutto di tutto e per tutti. Fantasie? No, per chi è attento osservatore dei trend. Già, perché la bella liberalizzazione a suon di (im)perfezione dei mercati ha riguardato, da trent’anni a questa parte l’economia mondiale e da una ventina circa (dall’abolizione della Glass Stegall nel 1999 da parte del democratico Clnton) anche il settore bancario, con i risultati drammatici che abbiamo visto con il collasso di Lehman Brothers (alias… subprime story, caliamo un velo pietoso) nel 2008. Vedete, la cosa “carina” della globalizzazione è che è una presa per i fondelli tale che non dovrebbe sfuggire ad un occhio attento; la fine naturale dei processi di liberalizzazione non è .. la libertà economica ma i monopoli, quindi la fine della libertà; chi non ha regole non vuole l’accesso di tutti alle stesse condizioni (la mitica libera concorrenza) ma vuole molto più banalmente far sparire la concorrenza per aumentare i profitti. Nel settore bancario cambia poco o nulla: ha significato anche qui grandi fusioni (ricordiamo che la fine Glass Stegall fu in realtà imposto a mò di ratifica della fusione avvenuta l’anno prima tra i già grandi Citycorp e TravelGroup) con l’aggravante che siamo giunti al punto di creare le dannosissime Too Big To Fail che sarebbero troppo grandi per fallire si, ma non perché “salvate” dal loro essere tanto grandi (!) ma solo perché il rischio sistemico di un loro fallimento sarebbe a questo punto tale che diventerebbe indispensabile l’intervento dello Stato ( si quello : brutto, cattivo e inefficiente), a spese, manco a dirlo dei contribuenti (piano Tarp negli USA, salvataggi bancari via fondi salvastati nella UE). Insomma liberismo garantito dal keynesismo pro ricchi. Bello no? Vedete dove sta il problema? Altro che imprenditore di Casalpusterlengo… dobbiamo ripudiare il miopismo che ci fa apparire ottimale l’andare comprare la radiolina a due soldi che viene dall’altro capo del mondo; non si vincono le guerre facendo due prigionieri, ma preoccupandosi che il nemico sia in procinto di occupare la nostra capitale. Per cui, detta in estrema sintesi, dobbiamo pretendere salari adeguati per tutti e diritti di base garantiti per chiunque. Solo così potranno essere sconfitte le multinazionali dei veleni, dello sfruttamento criminale, dei diritti calpestati. Iniziamo a far si che restino a casa loro e che si ridimensionino: vedrete che il Vietnam non avrà bisogno di sopportare che la propria gente viva in ghetti a tre dollari al giorno lavorando fino a 24 ore di fila e oltre (se serve: capito ora le reti di cui sopra? ecco…) ma potrà garantire uno sviluppo proprio investendo in propria moneta in opere pubbliche come ponti, strade, ferrovie, energia pulita, canali di irrigazione, fabbriche distribuendo e moltiplicando ricchezza attraverso la spesa pubblica e creando per questa corretta via lavoro e occupazione VERI e non salari da elemosine in cambio di un massacro delle vite altrui che dello smembramento dei paesaggi di intere nazioni. Se volete un quadro chiaro di ciò che hanno combinato istituti come l’FMI e la BM nell’est del mondo, ancora meglio che il mitico “Shock Economy” di N. Klein consiglierei la lettura di “Confessioni di un sicario dell’economia” di J. Perkins nonchè “la globalizzazione e i suoi oppositori” dell’economista democratico e premio nobel economia J. Stigliz. Il percorso liberalizzatore del Washington Consensus in realtà ha finito per imporre le regole dei più forti ai Paesi più deboli. Tutto questo va ridisegnato completamente: vanno evitate filosofie di coercizione e condizionamento delle scelte democratiche a casa altrui (spesso attuate con misure che dovrebbero fare i conti con il codice penale) – va compressa la dinamica distruttiva dell’economia reale tipica della speculazione finanziaria (vedesi ad esempio il famoso High frequence Trading finito persino sotto inchiesta della CIA) – va restituita sovranità agli Stati attraverso la gestione delle rispettive valute (lasciamo stare il dollaro, ormai al tramonto su scala mondiale, l’euro strumento politico di deflazione perenne e di sottosviluppo economico – sociale, ma anche il franco AFC in Africa per esempio) – deve essere riconosciuta insomma la massima sovranità possibile agli Stati, a iniziare da quella monetaria. Utopie? Può darsi: ma è per questo che il destino che ci attende non è roseo…
Saluti
Ludovico Fulci

LA REGINA DI GHIACCIO

lorella cuccarini

Dal 4 al 26 marzo 2017 al Teatro Brancaccio di Roma

Collaudata interprete di Musical, Lorella Cuccarini si cimenta in un’opera la cui trama si perde nella notte dei tempi. La Principessa di ghiaccio, infatti, trae spunto da un’antica favola persiana, I Mille e un Giorno, favola cui si sono ispirati molti scrittori e anche il nostro modernissimo compositore e musicista Giacomo Puccini nella Turandot, opera che non ha potuto portare a termine. La Principessa di Ghiaccio rappresentata al Brancaccio ha la trama dell’antica novella che il bravo regista Colombi ha rielaborato aggiungendo con tocco fortunato un albero magico, la presenza di tre consiglieri dell’imperatore, tre streghe la cui performance è molto apprezzabile sia per la bravura vocale che interpretativa. Gli arricchimenti apportati alla favola hanno permesso al regista di allontanarsi da un romanticismo che poteva cadere nello stucchevole, rendendola frizzante e perversamente accattivante. La Cuccarini si dimostra splendida in un’età anagrafica che non le appartiene, sia per l’ottima forma fisica sia per l’energia e la vitalità presenti durante tutto lo spettacolo. Purtroppo ha ballato poco ma ha reso profondamente valide e toccanti le melodie, grazie alla voce calda e alle canzoni che hanno sottolineato i vari momenti del musical. Anche la forza interpretativa ha reso più che mai veritiero il personaggio nella sua freddezza e crudeltà, reso tale da un incantesimo.

streghe

Possiamo affermare sicuramente che Il regista Colombi, geniale e bravissimo, ha aggiunto un nuovo successo al suo curriculum. Ricordiamo Rapunzel, Peter Pan. Un cast artistico straordinario fra attori, cantanti, ballerini, acrobati. PIETRO PIGNATELLI Calaf, SIMONETTA CARTIA Chang’è ; SERGIO MANCINELLI Yao; VALENTINA FERRARI Strega Tormenta ; FEDERICA BUDA Strega Gelida;  SILVIA SCARTOZZONI Strega Nebbia; GIANCARLO TEODORI Ping; JONATHAN GUERRERO Pong;  ADONÀ MAMO Pang ; PAOLO BARILLARI Altoum ; FLAVIO TALLINI Principe di Persia ; LAURA CONTARDI Zelimaregia.  Le musiche originali arrangiate e dirette da Davide Mangnabosco hanno  conservato delle tracce melodiche di alcune tra le arie più famose di Puccini. Coreografie apprezzabili come anche gli effetti speciali, realizzati con tecnologie all’avanguardia. La visione è adatta non solo ai bambini, ma a tutti gli adulti che vogliono sognare e divertirsi.

 

Di Luca Magrini Cupido

PASSEGGIATA POETICA – ultimo libro di Emanuela Rocca

passeggiata poetica 001

E’ talmente bello sia dentro che fuori che vale la pena averlo…. in copertina un quadro d’autore… immagine donata dal pittore Luigi Mele… costa solo 8,00 € + 2 € di spese imballo e spedizione.  Parte del ricavato andrà in beneficenza (quella vera!)

recensione: L’autrice Emanuela Rocca dimostra, con questa raccolta di poesie e di aforismi, come è possibile accettare la sofferenza dell’anima quando a tener viva la stessa è un innato senso di amore incondizionato.
Ogni frase viene scritta con un pennello caravaggesco, intriso di colori ovattati che inducono il lettore ad immergersi nella pagina del libro per godere degli odori, dei rumori, delle cromie abilmente descritte dalla poetessa romana.
Difficilmente si sfugge alle emozioni descritte con maestria prosaica dall’autrice, quasi a voler rimettere in gioco i sentimenti umani, ormai fagocitati dal turbine della violenza morale evolutiva ma inevitabilmente in declino.
Quest’opera è la sublimazione della vibrazione e del grido dell’anima che, divenuta timida e afona, cerca di riprendere i suoi spazi in quella bolgia dantesca che, smarrita la via, invano cerca l’uscita per sfuggire all’oblio della gioia per ridare i colori strappati all’amore frustrato.
Quella scritta dalla poetessa Rocca, è un’opera che non va letta, ma recitata con l’anima a bassa voce.
GianniTomaselli

Nonostante tutto quello che dicono di male e di superficialmente falso, cioè che è morta, che è elitaria, che è ostica, che è sorpassata e nonostante molto spesso la si marginalizzi, la poesia è quanto mai viva e vegeta. Anzi, in un’epoca nella quale la comunicazione è iperveloce, ma le parole stanno perdendo sempre più significato e forza, la poesia resta una delle poche armi per non arrendersi all’impoverimento del linguaggio e alla pigrizia mentale.
a cura di Claudio Pozzani

by redazione