GLI ITALIANI DELUSI STANNO ALLA FINESTRA

GLI ITALIANI DELUSI STANNO ALLA FINESTRA….

renziIn Italia gli spazi di democrazia si restringono e la veloce escalation del Governo Renzi è la protagonista di questa esponenziale restrizione degli spazi per cittadini-elettori-consumatori. Cosa infatti rimane della Repubblica fondata sulle ceneri del fascismo e su un Costituzione che il mondo poteva legittimamente invidiarci? L’assetto di quelle premesse fondanti è assolutamente stravolto. Riassumiamo. Renzi è il quarto Premier consecutivo non legittimato da un’elezione democratica ma è stato insediato motu proprio dal presidente della Repubblica Napolitano evertendo la leadership di Enrico Letta (peraltro democristiano come il baby-boy di Firenze). Renzi è presidente del Consiglio per merito della vittoria elettorale (risicata) del proprio partito, primo nelle ultime elezioni politiche per una manciata di voti in più rispetto al Movimento Stelle e Forza Italia. Legittimato solo dalle primarie interne a un partito (e non a una nazione), cumulando atipicamente le cariche di Premier e di segretario del partito, distribuendo gli incarichi principali del suo cerchio magico a una consorteria che ricorda quella lobbystica e clientelare di ben altra e infelice temperie politica. Il nostro si fregia del successo alle europee (41%), irrorato dalla spruzzata elettoralistica degli 80 euro distribuiti a 10 milioni di italiani (non a tutti), trascurando incapienti, pensionati e redditi che non rientravano nel format. Il Governo Renzi in questi mesi si è occupato delle Province, dell’Italicum, si è preoccupato di smantellare l’art. 18 con il fallato Jobs Act e non si sporcato le mani con i veri problemi del paese: le mafie, la corruzione e l’evasione fiscale, tenuto in bilico (qualcuno dice ricattato) dall’equivoco patto del Nazzareno, ignorando la raccolta delle firme referendarie della società civile, anzi cercando di contraddirne i principi (vedi acqua pubblica). Renzi è il politico degli annunci, delle false promesse, delle bugie. Che si fa bello dell’incontro con Obama e poche ore dopo abbraccia De Luca, politico indagato che il Pd non ha il coraggio e la possibilità di fermare. Un Premier che salva i propri compagni di partito a processo e che non è riuscito neanche a sminare i perniciosi effetti della Legge Fornero. Solo l’assenza di coraggio dei suoi contraddittori del Pd (Civati, Fassina, Cuperlo, Bersani, in ordine di pericolosità) gli ha evitato un brusco disarcionamento. Renzi non ha ancora capito che per condurre in porto delle riforme condivise ha perlomeno bisogno di un partito unanime. Gli italiani delusi stanno alla finestra e constatano un decisionismo dirigista che allude al partito delle nazione riproponendo uno schema già visto, giustificando l’uso della parola “democratura”. Tale infatti è lo stravolgimento della democrazia in Italia.

by Daniele Poto

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