CRONACA

IL PICCOLO NICOLA, UCCISO DUE VOLTE DALLO STATO

IL PICCOLO NICOLA, UCCISO DUE VOLTE DALLO STATO - Agorà News on Line

Agorà segue con interesse Pietro Crisafulli, perchè lotta da solo contro l’indifferenza del Governo  verso chi soffre veramente e chi sta morendo di malattie terribili. A volte causate da vaccini.  Certo. questo è un argomento che scotta e che va valutato come si deve perchè i vaccini hanno debellato tante malattie che prima davano la morte certa, ma è anche vero che di vaccini si muore. Vaccinare i bambini deve essere una scelta e non una imposizione, chi si vaccina o fa vaccinare deve CONOSCEREanche i contro, non solo i pro! Detto questo mettiamo in risalto un caso che è a cuore di Pietro. quello del piccolo Nicola che dopo aver ricevuto un vaccino ha contratto una tetraplegia totale (SVP).

Vi consigliamo di visionare questo videohttps://m.youtube.com/watch?v=V5lHW_bgcBM , nel quale vedrete e sentirete come questo governo (che non chiameremo STATO perchè lo stato siamo noi popolo)  lascia morire nell’ indifferenza più egoistica queste povere creature.

Neanche i Mass Media ne fanno cenno o parola, non lo ritengono un caso da odiens, anche loro, servitori del governo tacciono per non far vedere la REALTA’ in cui tante persone vivono.

by Emanuela Rocca

AIUTIAMO CONCRETAMENTE IL PICCOLO NICOLA UCCISO DUE VOLTE DALLO STATO…

“E se fosse successo a tuo figlio?
11 anni fa nasceva Nicola, l’attesa gioiosa dei suoi genitori, il corredino e tanti sogni: chissà che farà da grande, chissà se gli piaceranno le macchinine o le costruzioni, già lo vedevano correre dietro ad un pallone e ridere e scherzare. Invece no. Nulla di tutto questo. Il piccolo Nicola ha iniziato presto a soffrire e con lui la sua famiglia. Un danno da vaccino accertato e NESSUN AIUTO dallo stato, dalla regione, dalla provincia.
Chiediamo per Nicola un aiuto concreto da parte di tutte le istituzioni competenti, chiediamo un aiuto per la mamma che deve dedicarsi a lui 24 al giorno, senza sosta, senza respiro. Chiediamo un aiuto economico e assistenziale, fisioterapico e medico.
Nicola è un bambino che ha bisogno di tutto, non solo di presenza e affetto. Grazie per la collaborazione da parte di tutti coloro che vorranno fare qualcosa.

Aiutiamo concretamente questa famiglia.

PostePay intestata ad
ANTONINA BATTAGLIA

Numero 4023 6006 5748 0309

Codice Fiscale BTTNNN83M46G273H

Causale AIUTIAMO NICOLA

Grazie a tutti per quello che potete fare.

Condividete e taggate le persone che possono aiutare…

Pietro Crisafulli
Pres. “Sicilia Risvegli Onlus

 

L’ITALIA DEI MISTERI, DELLA CORRUZIONE, DELL’INSABBIAMENTO E DELLA VERGOGNA!

L'ITALIA DEI MISTERI, DELLA CORRUZIONE, DELL'INSABBIAMENTO E DELLA VERGOGNA! - Agorà News on Line

Riceviamo una richiesta di aiuto da parte di una mamma coraggio, che sta vivendo momenti tremendi a causa delle sue denunce pesanti contro personaggi altisonanti. Questo il suo messaggio:

L’ITALIA DEI MISTERI …..UNA STORIA CHE HA DELL’INCREDIBILE !!!! IN CERCA DI VERITA’ NASCOSTE …..

LA DENUNICIA DI MILICA CUPIC UN’ACCUSA GRAVISSIMA SENZA RISPOSTE ….

IO SOTTOSCRITTA DENUNCIO PURE PUBBLICAMENTE LA PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI ROMA,(altre procure pure) PERCHE’ LA STESSA E’

CUSTODE DI ATTI FALSI E FALSIFICATI SUI QUALI SONO STATI INSABBIATI DUE OMICIDI E NON SOLO UNA VOLTA, SONO STATI COMMESI CRIMINI GRAVISSIMI E TERRIBILI ABUSI DI POTERE ANCHE SU ALTRI ATTI FALSI E FALSIFICATI E CHE DA ME ERANO REGOLARMENTE DENUNCIATI, SUOI COLLABORATORI (come di solito) Dr. PIGNATONE HANNO COPERTO TUTTO DI SABBIA PER PROTEGGERE CRIMINALI CHE ERANO NOTIFICATI DI AVER FALSIFICATO ATTI DESTINATI ALLA LEGGE, (la legge non vede,??? certo di si, !!! INSABBIA TUTTO),!!!
IO SFIDO LEI PROCURATORE (nella FOTO) Dr. PIGNATONE E LE CRIVO : IO DIMOSTRO LA MIA VERITA’ DELLE ACCUSE CHE FACCIO, ……….
(anzi ho già documentato presso la sua procura in quanto pure
pubblicamente denuncio), LEI Procuratore ……
PERCHE’ NON MI VUOLE INCONTRARE,??? Lei o chi per Lei,??? FORSE IO HO LE PIGNE, ??? LEI SA DI NO, NEL CASO,???  TANTO MEGLIO PER LEI E SUOI AGGIUNTI, PER IL P.M.
Dr. PIGNATONE, si prenda le Sue responsabilità e ora e da quell ora ….. LEI SA CHE LO STATO CIVILMENTE MI HA GIA’ UCCISA CON I VOSTRI ABUSI DI POTERE, è una VERGOGNA
in un stato di diritto, !!!. (chi non impedisce una ingiustizia ne E’ complice, vale pure per Lei Dr.PIGNATONE),!!!
L’ atto AUTOPSIA eseguita su corpo martoriato di mia figlia  SONIA di soli 6 anni uccisa dal criminale VITO MARCHETTI Generale dell’Esercito, tale atto Autopsia (altri pure) è stato FALSIFICATO poco prima che io presentassi  la mia denuncia per due omicidi in Procura Militare di Roma,.
E’ cosi palese che è un atto falsificato, ciò nonostante (di allora)  la P.M. Diana De MARTINO lo ha utilizzato come atto veritiero  per INSABBIARE DUE OMICIDI, ha collaborato con suo collega  il P.M. militare Dr. G. BALLO della Procura militare di La SPEZIA, (incaricato per omicidio del S.U. ALFANO ANTONIO).
L’ ATTO e stato FALSIFICATO, (dalle mani di ” fata “) ….!!, ??  ma nooo, lo ha fatto un criminale senza scrupoli per proteggere l’assassino, Vito MARCHETTI.

DENUNCIA TUTTA DOCUMENTABILE DALLA CUPIC

Miei Documenti sono tutti veri, le mie prove dalle accuse che vi muovo sono inconfutabili, Lei e suoi collaboratori lo sapete bene, pero, fate finta di nulla. E stessa cosa pure per crimini infiniti che ho denunciato pure al livello Nazionale, tutto viene sempre coperto di sabbia in Procura di ROMA, le vendete dei P.M., giudici e avv. criminali verso di me sono senza fine, vergogna.(altro che porto delle nebbie e la procura di Roma, per amici..??? NO, la legge si applica) !!.
Denuncio pubblicamente pure il Tribunale Civile Di Roma perché anche loro sono custodi (oramai da anni) di atti falsi, sono stati commessi corruzione in atti giudiziari dall’ avv. De TOMMASO Giuseppe, e MARCHETTI, miei avv. mi erano tutti infedeli, 3 giudici erano complici di De TOMMASO ed è ovvio che i decreti sono tutti falsi,/nulli, su talli illegalità e abusi terribili, minacce di morte verso la  mia persona, mi hanno estorto
pure la mia casa e mi hanno buttato con forza pubblica in mezzo ad una strada, …………
(il MAFIOSO RIINA ha avuto un trattamento mille volte meglio di me che sono una persona per bene).

STATO VERGOGNA, !!!
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=768783703187623&set=a.137471802985486.29503.100001680015796&type=1&theater

SIGNOR PROCURATORE LEI SA TUTTI QUESTI FATTI (altri pure) E cosa fa !!, il Suo è un comportamento INCOSTITUZIONALE e contro la legge che Lei amministra,
SIC ,!!! visto che non applica sempre la legge come di Suo dovere.Dr. PIGNATONE, cambio tasto, denuncio, e scrivo : Il Procuratore Nazionale del Antimafia Dr. FRANCO ROBERTI ha indirizzato a Lei persona e ha firmato lui il mio plico con atti di interesse NAZIONALE in data 13.09. 2013, con Il N. di Protocollo, N. 24942/13/ Priorità Nazionale, (e per appunto).
Dottor PIGNATONE, Dove e finito il mio plico firmato dal Presidente Nazionale Antimafia, ???
Dr. PIGNATONE, il plico Non si trova da nessuna parte.Dr. PIGNATONE, Nel suo ufficio mi e sempre stato riferito che, tali miei atti erano da Lei assegnato per le indagini alla P.M. dottoressa M. CORDOVA. Pure altri miei atti che io ho depositato presso la Procura di Napoli da P.M. Dott. LORETO e pure essi di interesse Nazionale erano assegnati alla P.M. CORDOVA, (sempre detto dal suo ufficio).

Io telefono infinite volte (presento pure istanze) e chiedo di essere sentita dal P.M. CORDOVA, (da LEI Procuratore), chiedo di fare le spontanee dichiarazioni vista la gravità dei crimini e volevo integrare delle voci che non denunciai per paura, tutte mie richieste a vuoi fatte sono state sterili se pure siete stati informati che io sono continuamente minacciata di morte ……La P.M. CORDOVA ??? non mi ha mai volutovedere, interrogare e ascoltare meno che mai nonostante la gravità dei contenuti nei miei atti in suo possesso, non mi ha nemmeno, o, almeno denunciata. Io non demordo perché voglio giustizia, telefono spesso in Suo ufficio, Dr. Pignatone mi viene sempre riferita la stessa cosa e pure con maleducazione,
(dal Suo personale) che, tutti miei atti sono dal P.M. CORDOVA e che lei sta lavorando.

Visto che la P.M. CORDOVA non mi vuole ricevere io decido e chiedo di visionare il fascicolo visto che mi sono pervenute solite minacce di morte con riferimenti chiari, (eppure di questo Lei e stato informato). Appena ho chiesto alla P.M. di visionare il mio fascicolo che fa la Dott. CORDOVA, ???
Dopo la mia solita telefonata (pure una istanza), il segretario mi disse : signora CUPIC, il P.M. ha depositato tutto suo fascicolo in archivio, (senza nemmeno informare un GIP,???).

Dr. PIGNATONE a vuoi pare che questi sono atti da depositare in archivio, ???? certamente no, ci sono dei crimini infiniti  eppure in quelli atti ma la P.M. CORDOVA li ha ignorati tutti, vergogna……..
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=698911603508167&set=pcb.698912033508124&type=1&theater

Li chiedo gli atti in archivio, e li trovo una “amara” sorpresa,( se pure melo aspettavo visto le pure minacce che ricevevo in quanto al riguardo dei atti a Lei consegnati dal Dr. Roberti, atti di Napoli). Dr. PIGNATONE, miei atti che a Lei erano consegnati dal Presidente Nazionale ANTIMAFIA e da vuoi sempre riferito che erano dal P.M. CORDOVA, tutto ciò era totalmente falso, io ritiro fascicolo dall’ archivio, non ce traccia
del mio fascicolo che era a lei indirizzato dal Presidente Nazionale Antimafia, Dr. PIGNATONE, dove sono miei atti, ???
Procuratore, dove sono finiti i miei documenti di interesseNazionale, ???
QUALCUNO LI TIENE IN CASSETTO, ??? E Lei Dr. PIGNATONE che ha il dovere morale e istituzionale
di far uscire fuori i miei documenti e di prendere dei provvedimenti in quanto del loro contenuto ……

ORA CI CHIEDIAMO, COME GIUSTAMENTE AFFERMA LA SIGNORA CUPIC …. DOPO TALI ACCUSE ……PERCHE’ NON E’ STATA MAI DENUNCIATA PER DIFFAMAZIONE ????? ……

Dr. PIGNATONE IO SONO SEMPRE IN ATTESA DI ESSERE DA LEI (o chi per Lei) convocata, in alternativa almeno denunciata, SE IO NON DENUNCIO IL VERO, vuoi avete il dovere oltre che morale ma pure istituzionale di denunciarmi. A Lei la scelta dottore, cosa aspetta, ????

Che mi fanno fuori. IL SILINZIO E MAFIA,!!. Il SILENZIO UCCIDE COME LA LUPARRA.

L’APPELLO DELLA CUPIC …….ITALIA, SE MI LEGGI PROTEGGIMI,
GRAZIE MILLE, (LEGGI IL REO CONFESSO DEL ASSASSINO V. MARCHETTI,
mia figlia e stata uccisa cosi
http://www.newsphera.it/store/LaConfessioneDelGenerale.htm

UN ANGELO DI NOME SONIA, E STATA UCCISA a botte di SOLI 6 ANNI da un criminale Generale dell’Esercito, (povera nostra Italia). Il MARCHETTI ha ucciso nel 1986 pure il S.U. dell’Esercito
ALFANO Antonio di soli 28 anni, anche allora (come ora) e stato tutto INSABBIATO.
La MALAGIUSTIZIA e abusi di potere mi nega la giustizia, io la VOGLIO, mi/ci e dovuta a me e ai miei morti, all’ Italia.

Atto autopsia, tale atto FALSIFICATO e custodito in Sua Procura di ROMA, Lei sa che io ho le prove documentali dalle mie accuse e le ho pure depositato ….(chiedo scusa che mi ripeto). Pure di recente ho consegnato in PROCURA le prove INCONFUTABILI della mia verità. Informo che, il Medico Legale Prof. Piero FUCCI ha indagato per oltre 6 mesi su quelli atti del autopsia e ha appurato la loro falsificata, ha redatto e sotto firmato la sua relazione che quel atto (AUTOPSIA in sua Procura) e un documento FALSIFICATO, manomesso (per nascondere la verità che io avrei denunciato come in realtà ho fatto, VERGOGNA).

La scusante ultima volta (se pure ce anche dell’altro) e stata : (per INSABBIARE DI NUOVO) che : scrive il P.M. Dr. SANTONI, il professor FUCCI e deceduto, il medico legale che ha fatto
autopsia a mia figlia e deceduto, quindi loro archiviano,
INSABBIANO, !!!. Dico io, a me dispiace per due professori, ma che centra la loro
morte, ??? Ci sono loro atti, io li ho depositati, ci sono atti della autopsia, (testimoni pure che nessuno vuole sentire) sarebbe bastato che la procura (ne aveva dovere morale e istituzionale) o il P.M. incaricava un loro perito se non li bastava la relazione del professor P. FUCCI, per stabilire la mia verità, e se io mento
dovevo essere denunciata, perché non lo avete fatto, ??? Inoltre vi informo che, sul quel atto autopsia FALSIFICATO e FALSIFICATA pure la firma del P.M. Dr. AMATO MARIO che era incaricato per le indagini all’epoca evento di mia figlia,.
Il P.M. AMATO e stato ingannato, minacciato e puoi ucciso, (“ufficialmente dai NAR”),. Li e subentrato un altro P.M. del giro del criminale MARCHETTI e hanno tutto coperto di sabbia per salvare criminale dalla galera …….
Inoltre, Io volevo consegnare al P.M. Dr. F. SANTONI un atto molto sensibile che riguarda il P.M. Amato, eventi, ??? il P.M. non lo ha voluto prendere e mettere al verbale, perché???,
il gip DI GRAZIA, ??? idem, perché ???? in tre giorni ha INSABBIATO tutto (di chi hanno paura, ???).
La Procura di Roma ignora tutta la verità, Io sono minacciata di morte continuamente, mi fanno vivere un inferno con infiniti abusi di potere nei pubblici uffici, dai pubblici ufficiali,, dai avv. infedeli, il primo era, avv. Ettore BOSCHI, ORNELLA GREGANI, una criminale, Giulia CAMMILLETTI, Cosmo BASSO, MICHELE DEL RE, ROBERTA NUCCIO, ed ultimo del serie GIORGIO OLMI, il peggior criminale di lui e solo il DE TOMMASO
GIUSEPPE. OLMI e un soggetto terribilmente pericoloso pure per la società visto i suo comportamento gravissimo, qui non mi inoltro spero pero che lui sia radiato (come altri criminali) dal Foro dei avvocati, !!!

Criminali da me denunciati (con aiuti della legge) Vogliono costringermi al silenzio, ??? visto che mi hanno già uccisa civilmente, mi hanno levato tutto pure la dignità della mia persona. VERGOGNA ai corrotti
e corruttori, CRIMINALI FUORI LEGGE che lo stato protegge, !! Come sempre io sono a disposizione della magistratura, chiedo di poter fare le dichiarazioni spontanee, loro, NOOO !!
non mi vogliono sentire, anzi, mi trattano pure male da scostumati soggetti in un pubblico ufficio. vergogna,!!
AMICI PER FAVORE CONDIVIDETE TUTTI la mia presente che e una vergogna di stato. la MALAGIUSTIZIA e un crimine contro umanità,.
LA GIUSTIZIA A ME ( miei morti) CI E DOVUTA,!! Basta con silenzio omertoso. IL SILENZIO E MAFIA,!!.
IO VOGLIO solo LA GIUSTIZIA GIUSTA, e quello che
per legge mi e dovuto !

Luigi Iovino – IL/LI CITTADINO/NI, (un amico fraterno,
altri scrivono) : Per conoscere la storia/odissea di Milica
(Fatima) Cupic se pure e solo in minima parte leggere
l’articolo collegato a questo link,

http://files.meetup.com/206790/Milica—Cronaca-Vera-2.pdf –

https://www.facebook.com/photo.php? fbid=596336540392764&set=a.538785132814572.142693.100000492718498&type=1&theater – 349.325.00.77.Condividi,in fede, Milica F.Cupic

IL S.UFFICIALE ALFANO ANTONIO DI 28 ANNI E STATO UCCISO DA VITO MARCHETTI,
GENERALE DELL’ESERCITO, L’ESSENZIALE, GRAZIE
https://www.facebook.com/notes/milica-fatima-cupic/alfano/715062218547033

Aiutiamo Milica Cupic a ottenere giustizia
per sua figlia Sonia uccisa a soli 6 anni !
http://www.kapipal.com/aiutiamo-milica-cupic

by Emanuela Rocca

PARTENZA MISSIONE ATLANTIC RIB CROSSING PALERMO-RIO DE JANEIRO IN GOMMONE

PARTENZA MISSIONE ATLANTIC RIB CROSSING PALERMO-RIO DE JANEIRO IN GOMMONE - Agorà News on Line

Sergio Davì ed il suo equipaggio vi aspettano numerosi mercoledì 11 febbraio alle 14.00 al Cala dei Normanni (scalo vecchio Arenella) – Palermo, da dove salperanno a bordo di un Noah29, battezzato Elenka, per affrontare una sfida senza precedenti: l’attraversamento dell’Atlantico in gommone, da Palermo a Rio de Janeiro.

Come scritto nei precedenti articoli, finalmente riusciranno a salpare gli avventurieri che sfideranno l’Oceano a bordo di un gommone… Soli, senza navi di appoggio. Che dire? Auguriamogli buona fortuna e che tornino vincitori.

 

L’evento sportivo dell’anno  prevede la partenza da Palermo di un GOMMONE che traverserà l’Oceano per raggiungere Rio de Janeiro.

 

Con risvolti tecnici, studi scientifici condotti dall’universita di Palermo. Notevole è la sponsorizzazione tecnica.

 

 

 

A bordo ci saranno:

 

SERGIO DAVI – Comanante della spedizione

 

ALESSIO BELLAVISTA – Secondo e  co-pilota

 

MASSIMO ROCCA – Tecnico di bordo e allestitore del mezzo

 

Emanuela Rocca

A BENEVENTO L’ESECUZIONE FORZATA SEMBRA UN BUSINESS PER AVVOCATI FUORI LEGGE

A BENEVENTO L'ESECUZIONE FORZATA SEMBRA UN BUSINESS PER AVVOCATI FUORI LEGGE - Agorà News on Line

A Sassari hanno arrestato (finalmente!) per truffa aggravata e continuata oltre che infedele patrocinio un avvocato con studio legale anche ad Usini, previa sospensione dalla professione e successiva  radiazione dall’albo.

Una bazzecola, in fondo, rispetto alle storie allucinanti che si sentono nel porto delle nebbie beneventano dove studi legali spregiudicati possono contare-evidentemente- sul carattere “criminogeno” dei processi  dell’esecuzione, che si traducono in vere e proprie estorsioni sotto l’egida della legalità di facciata.

L’art. 474 , comma 1 c.p.c. prevede che l’esecuzione forzata può aver luogo solo se si è in possesso di un titolo esecutivo che abbia ad oggetto un diritto certo, liquido ed esigibile.Per certezza del diritto si deve intendere l’esistenza del titolo, per liquidità che il credito sia costituito da un ammontare determinato, oppure determinabile, infine, per esigibile non deve cioè essere sottoposto a termini o condizioni di alcun tipo.

Sono titoli esecutivi giudiziali “le sentenze, i provvedimenti e gli altri atti a cui la legge attribuisce espressamente efficacia esecutiva” (comma 2, n.1, art. 474 c.p.c.). Si tratta delle sentenze di condanna passate in giudicato, delle sentenze di primo grado provvisoriamente esecutive e degli altri atti che la legge dichiara espressamente esecutivi come ad esempio i verbali di conciliazione, i decreti ingiuntivi, le licenze e gli sfratti convalidati, etc..

Il creditore, dunque, quando è in possesso di un titolo esecutivo può servirsene, attivando una procedura di esecuzione forzata. Ciò è possibile solo dopo che il titolo sia stato munito di formula esecutiva ex art. 475 c.p.c. Si dice che il titolo viene spedito in forma esecutiva quando il cancelliere, il notaio o altro pubblico ufficiale appone sull’originale o su una copia autentica del titolo la suddetta formula, la quale riporta l’intestazione “Repubblica Italiana – In nome della legge” e l’enunciazione prevista dal comma 3 dell’art. 475 c.p.c.

Come si fa ad azionare due volte lo stesso titolo esecutivo (sentenza)? 

Come si fa a precostituire, falsificandolo materialmente, un titolo esecutivo? 

Come si fa a rinviare sine die una udienza su una istanza di sospensiva?

Come fa uno studio legale a imporre al cliente un patto di quota lite e a pretendere compensi in misura doppia rispetto alle tariffe professionali vigenti ?

Come fa un legale ad appropriarsi per contanti di una erogazione spettante al cliente senza rilasciare alcuna fattura ?

Come si fa a ridurre al lastrico dei malcapitati se il titolo esecutivo giudiziale difetta dei requisiti fondamentali della certezza, dell’esigibilità ma soprattutto della liquidità? 

E in tutto questo che ci sta a fare la figura di direzione e di garanzia del giudice dell’esecuzione il cui ruolo -come sappiamo- consiste nel compimento diretto di atti esecutivi e nell’ordine, ad altri impartito, di compimento di atti esecutivi, nonché nel successivocontrollo della legittimità ed opportunità degli atti compiuti, con il conseguente esercizio del potere soppressivo e sostitutivo, contenuto nell’ambito e nei limiti segnati dalle norme di rito che disciplinano il processo esecutivo?

 

Annunciamo un approfondito dossier perchè esigiamo risposte a tali elementari domande e il ripristino immediato della legalità nel tribunale di Benevento nonchè la radiazione dall’albo degli avvocati truffatori e infedeli.

Altrove si assistono quanto meno a prese di posizione e segnali inequivoci dei Consigli dell’Ordine. 

Nella città tranquilla di Benevento tutto tace.

Il silenzio però è omertà e complicità.

Il malaffare della classe forense a Benevento sembra  avvalersi -presumibilmente- della complicità di chi amministra la …giustizia!!!

 

Stiamo raccogliendo testimonianze da capogiro, che sinora provano  casi , cifre e modi agendi…inqualificabili, contrari ad ogni diritto codificato: lavoreremo ad un reportage anche se ciò che occorre è una denuncia penale URGENTE, almeno per quanto concerne la stupefacente e ai limiti dell’inverosimile vicenda riassunta nei punti salienti al seguente link:https://www.scribd.com/doc/253661668/Titoli-Esecutivi-Ed-Esecuzione-Studi-Legali-e-Tribunale-Di-Benevento !

Una vicenda tristemente esemplare se solo si voglia considerare la sua durata: UNDICI anni di procedimenti (sic!) ed ancora non volge al termine.

Al di là delle eclatanti e incredibili illegalità…vuole tenersi conto almeno che la garanzia della “ragionevole durata del giusto processo”, enunciata dall’art. 111 della nostra Costituzione, è stata postulata fin dalla Convenzione Europea del 1950 come una componente primaria del diritto al processo, uno dei diritti inviolabili dell’uomo ?

 

Chi vuole darci una mano si faccia avanti, grazie.

 

Rosanna Carpentieri

In nome e per conto dell’ Osservatorio sulla malagiustizia beneventana

Coordinatrice del Comitato Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia

     

    LA MATTANZA DI TIGLI STORICI

    Riceviamo questo comunicato stampa e pubblichiamo:

    COMITATO CITTADINI PER LA TRASPARENZA E LA DEMOCRAZIA

    COMUNICATO STAMPA

    LA MATTANZA DI TIGLI STORICI A  SAN GIORGIO DEL SANNIO

     

     “Anche se mi avete mutilato e ferito io conosco il cielo…e sono testimone muto, indifeso ma maestoso delle vostre meschinità.” Il tiglio

     

    Vorrei segnalare che la Soprintendenza di Bergamo, in collaborazione con il CFS, ha avviato la prima causa milionaria per danno biologico al patrimonio verde (nel caso di specie, privato. Qualora esso sia pubblico e cioè un bene comune di tutti, ciò costituirebbe un’aggravante di non poco conto!)

    IL FATTO:

    Cinquecento (500) tigli e ippocastani secolari del santuario ottocentesco di Caravaggio, distrutti questo inverno dall’ignoranza di un gruppo di pensionati incaricati delle potature, sono sottoposti ora ad una perizia individuale per la determinazione del danno biologico subito.

    Gli esemplari, dell’età di 90-120 anni e dell’altezza di 20-25 m, sono ora ridotti a monconi alti 5-6m.

    A prima vista il danno biologico varia da 2500 a 3500 euro/albero per un totale complessivo di circa 1,5 milioni di euro…non si sa a carico di chi:

    a carico del Santuario per negligenza nella custodia di verde sotto vincolo monumentale,

    a carico dei sei pensionati per lesioni dolose e colpose,

    a carico del Comune per inosservanza nei doveri di vigilanza.

    I 6 pensionati, dopo qualche giorno di bestemmie in dialetto bergamasco, sono ora in ritiro spirituale nel santuario e bevono acqua santa dalla mattina alla sera.

     

    LA MATTANZA DI TIGLI STORICI A SAN GIORGIO DEL SANNIO

    E’ rimasta finora impunita, circondata da una coltre di punti interrogativi cui l’Ente si sottrae dal rispondere, e, – cosa più grave e aberrante – ha avuto dei risvolti giudiziari in danno di chi ha sporto formale denuncia di quanto commesso dall’amministrazione.

     

    MA NOI NON DEMORDEREMO !

     

    IL DANNO BIOLOGICO AI TIGLI SECOLARI DI VIA DEI SANNITI E DI VIALE SPINELLI E’ APPUNTO QUANTO IL COMITATO CITTADINI PER LA TRASPARENZA E LA DEMOCRAZIA RICHIEDERA’ AL SINDACO RICCI E AL COMUNE DI SAN GIORGIO DEL SANNIO !

    E non finisce qui.

    Perchè l’ente comunale dopo la mattanza dei tigli voluti da Napoleone Bonaparte e non segnalati e protetti dall’Ente come storici e monumentali (legge n.10/2013) ha pensato, ancora una volta malissimo, di ABBATTERE addirittura gli alberi del Palazzetto dello Sport! 

    E intanto la Procura beneventana indaga su chi denuncia!

     

    Ma non è legittimo chiedersi quali siano le motivazioni che hanno spinto a tale scempio con costi diretti a carico della comunità e che fine abbia fatto la legna? Chi se ne è appropriato? O a chi è stata assegnata e in base a quali criteri?

     

    Una cosa è certa: le lamentele “querulanti” del sindaco che fa un abuso strumentale della denuncia per diffamazione (TUTTA DA DIMOSTRARE!)  per imbavagliare il dissenso e le più che legittime critiche alle scelte perverse dell’amministrazione (così come l’indignazione e i mugugni dei cittadini…) non servono.

    Esiste una procedura tecnica per la determinazione del DANNO BIOLOGICO. E la si applica negli incidenti come PURE nelle LESIONI VOLONTARIE su uomo, ANIMALI E ALBERI !

     

    Non a caso, come comitato civico,nella scorsa tarda primavera e cioè nell’immediatezza dei fatti criminosi, abbiamo fatto denuncia anche a mezzo stampa (dato l’interesse e la rilevanza PUBBLICA) al Corpo Forestale dello Stato e direttamente alla Procura (inviando alle autorità competenti un corposo e orripilante dossier fotografico).

    Purtroppo, nella nostra ristretta realtà provincialotta e limitante, la Forestale non ha espletato -per quanto ci risulta – le indagini richieste non ravvisando nessuna violazione di legge (sic!), mentre la Procura di Benevento, attraverso l’opera diretta dell’esimio procuratore capo dott. Giuseppe Maddalena, non ha trovato nulla di meglio da fare che  sottoporre la denunciante (la coordinatrice del comitato, denunciante e scrivente in nome e per conto di tale associazione spontanea di cittadini) a ben 9 mesi di indagine per aver leso la reputazione del sindaco Ricci…. (SIC!).

     

    Incredibile, ma VERO!

     

    In conclusione, vorrei riportare quanto risponderebbe al sindaco Ricci, senza troppi peli sulla lingua, Ermanno Casasco, professionista di fama internazionale e autore del libro Giardiniere errante:

    «A New York nevica più che a Milano, ma agli alberi di Central Park o al Village vengono portati via solo i rami più bassi o che sporgono troppo».

    Mai sottovalutare le potature, ricorda poi: «Un mio maestro diceva sempre che da lì si capisce se l’amministrazione di una città è corrotta o no…».

     

    Rosanna Carpentieri

    per il Comitato Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia di San Giorgio del Sannio (BN)

     

    P.S. Video  http://youtu.be/H6PfnF7KxS0 

    GOMME INVERNALI, LE SANZIONI: MULTE E PUNTI DALLA PATENTE

    Gomme invernali, le sanzioni: multe e punti dalla patente

    Al via l’obbligo di pneumatici invernali: le sanzioni per chi non si adegua


    Italia-neve

    Tutto pronto per l’entrata in vigore di obbligo delle gomme termiche. Non ci sono state proroghe, quest’anno, malgrado le temperature, in molte parti d’Italia, siano ancora ben superiori alla media stagionale. Da domani, sabato 15 novembre, partirà l’obbligo di dotazione invernale per i veicoli a motore che circolano sulla rete stradale nazionale.

    Non è servito il clima anomalo – precipitazioni torrenziali e colonnina di mercurio stabilmente sopra i 10 gradi anche al nord – a convincere i vertici istituzionali per il rinvio dell’obbligo di pneumatici predisposti ad affrontare le gelate invernali. Da domani 15 novembre, fino al prossimo 15 aprile 2015, qualsiasi mezzo a motore che circoli su strade e autostrade sarà obbligato a munirsi delle adeguate contromisure per le eventualità di neve e ghiaccio. Le novità saranno in vigore per l’intera rete viaria, compresi centri urbani e aree di pianura.

    Le direttive sono contenute nelle circolari emanate lo scorso anno dal ministero dei Trasporti e trasmesse a tutti gli uffici di polizia e pattugliamento dello Stato. Con le medesime scadenze, così, torna anche quest’anno l’obbligo per cinque mesi di dotare i veicoli delle gomme invernali.

    Unica alternativa, come noto, sarà la possibilità di circolare con gli pneumatici estivi – cioè evitando di sostituire quelli installati – pur viaggiando con le catene a bordo dell’autoveicolo. Qualora, però, il conducente venga fermato a un posto di blocco, sarà obbligato a dimostrare la propria abilità nel montare a regola d’arte per non incorrere nelle sanzioni.

    In generale, saranno consentiti tutti i dispositivi conformi alla norma UNI 11313, ON V5117, ON V5119 o ON V5119 ON V5121 (quella sulle calze da neve).

    Le sanzioni

    A proposito di provvedimenti contro i trasgressori,  a partire da domani 15 novembre saranno applicate anche le relative sanzioni verso coloro che non si saranno adeguate alle disposizioni ministeriali.

    In proposito, il Codice della strada prevede multe differenziate a seconda che l’infrazione venga riscontrata su strada urbana o extra urbana, con le seguenti specifiche:

    nel centro abitato, la sanzione minima applicata ammonta a 41 euro

    fuori dal centro abitato, invece si parte da 84 euro per chi non ha gomme termiche o catene a bordo

    Oltretutto, una volta constatata la violazione del conducente, questi non potrà riprendere la marcia fino a che non avrà dotato il veicolo di mezzi antisdrucciolevoli. Se l’ordine non viene rispettato, si applica una sanzione di 84 euro con relativa decurtazione di 3 punti dalla patente.

     

     fonte: giornale LEGGIOGGI.IT

     

    Pubblicato da  il 14 novembre 2014 alle 15:11 in Novità Codice Strada
    Tags: 

    da ricerche di Emanuela Rocca

    EVENTO SPORTIVO STRAORDINARIO – UN’AVVENTURA DA GUINNES DEI PRIMATI

    EVENTO SPORTIVO STRAORDINARIO - UN'AVVENTURA  DA GUINNES DEI PRIMATI - Agorà News on Line

    L’evento sportivo dell’anno  prevede la partenza da Palermo di un GOMMONE che traverserà l’Oceano per raggiungere Rio de Janeiro.

    Con risvolti tecnici, studi scientifici condotti dall’universita di Palermo. Notevole è la sponsorizzazione tecnica.

     

    A bordo ci saranno:

    SERGIO DAVI – Comanante della spedizione

    ALESSIO BELLAVISTA – Secondo e  co-pilota

    MASSIMO ROCCA – Tecnico di bordo e allestitore del mezzo

     

     

    I preparativi per la Traversata Palermo – Rio de Janeiro… segui il diario

     

     

     

     

     

     

    Sergio Davì ha presentato al Salone Nautico Internazionale di Genova la traversata
    Palermo – Rio de Janeiro
    ed ha incontrato anche alcuni sponsor
    guarda le foto


     

     

    Sergio Davì a Rio de Janerio
    dal 9 al 15 Aprile 2014
    Anteprima alla stampa della
    Atlantic Rib Crossing


    guarda le foto

    Il banner portato a Rio de Janeiro


    Sergio Davì ha presentato la nuova avventuraBrasile 2014
    al Big Blu di Roma, Febbraio 2014

    guarda le foto

    Intervista a Sergio Davì su “Frammenti di Sport” – 18 Settembre 2014

     

    Rassegna stampa

    Il racconto dell’avventura 2012 Nordkapp Rib Mission

    Il racconto della Nordkapp Rib Mission  leggi tutto

    Photogallery: da Palermo ad Oporto | da Oporto a Dunkerque | Norvegia – Capo Nord

    Palermo-Amsterdam… il libro

     Ecco il libro tanto atteso sull’avventura Palermo-Amsterdam… il racconto di un viaggio e della realizzazione di un sogno, andare in gommone da Palermo ad Amsterdam, affrontando un clima rigido e superando ostacoli e imprevisti che inevitabilmente si presentano durante un tragitto lungo e impegnativo. I pericoli e le grandi emozioni vissuti in mare da Sergio Davì e dal suo equipaggio.

    Per acquistare il libro basta andare sul sito della Casa Editrice Il Frangente.

    Sergio Davì e la Nordkapp Rib Mission su
    LEGGI TUTTO

    Sergio Davì alle Falde del Kilimangiaro
    Guarda su RAI Replay!

    Il racconto della Nordkapp Rib Mission  leggi tutto

    Photogallery: da Palermo ad Oporto | da Oporto a Dunkerque | Norvegia – Capo Nord

            

    Il presidente dell’Associazione Ciuri Ciuri Mare, Sergio Davì,
    ha il piacere di invitare la S.V. a partecipare alla conferenza stampa di presentazione dell’evento sportivo
    “Atlantic RIB Crossing – Palermo-Rio de Janeiro in gommone”,
    che avrà luogo venerdì 21 novembre 2014, ore 11.00, presso la sede della Società Canottieri Palermo.

    Seguite l’avventura insieme a loro…

    Emanuela Rocca

    COMUNICATO STAMPA

    COMUNICATO STAMPA - Agorà News on Line

    COMUNICATO STAMPA
    I Barletta non hanno ancora risarcito i dirimpettai del capannone andato in fiamme. Perchè?
    E’ dal 17 ottobre 2014, previo gotha sul posto dell’Ufficio Tecnico Comunale in persona dell’Ing. Mario FONZO e dell’Assessore all’Urbanistica Felice BARRICELLA ed altri, e successivo rilievo planimetrico di personale non identificato, che sono in corso anomali lavori con rumoroso martello pneumatico di rimozione del manto di asfalto sul sito contaminato dal maxi incendio del 23 maggio 2009 e mai divenuto oggetto di BONIFICA, malgrado le prescrizioni dell’Agenzia di Protezione Ambientale cui si addivenne nella seconda conferenza dei servizi-farsa o Tavolo Interistituzionale del 05/10/2009, cioè ben cinque mesi dopo l’evento incendiario.
    La prima conferenza dei servizi cui partecipò l’Arpac e Pinocchio, il Gatto e la Volpe (ovvero Barletta e il Sindaco, ora rinviati a giudizio) si concluse con una ordinanza di demolizione del capannone, ma non -com’era logico e prescritto dalla legge- con la caratterizzazione dei rifiuti, la bonifica del sito etc. come da applicazione del Codice dell’Ambiente per ogni evento inquinante, che tra l’altro prescrive l’esecuzione in danno da parte del Comune in caso di inottemperanza del Responsabile dell’inquinamento.
    Sono trascorsi ben altri cinque anni dal 2009 e i Barletta titolari dell’area e del capannone incendiato, non hanno attuato nè le prescrizioni impartite dall’Arpac al responsabile dell’inquinamento tramite il Dirigente Responsabile del Settore Acqua, Suolo e Rifiuti Dr. Vincenzo DE GENNARO AQUINO ed altri (parere tecnico dell’ARPAC Rif. ST n.5609 del 23/10/2009, trasmesso al Comune di San Giorgio del Sannio con Nota Arpac Prot. n. 4351 del 29 ottobre 2009) attenendosi alle quali Barletta avrebbe dovuto eseguire il PIANO PER LA MESSA IN SICUREZZA DI EMERGENZA ED IL PIANO DI INVESTIGAZIONE PRELIMINARE, in applicazione del Codice dell’Ambiente.
    Non solo. Dal 23 maggio 2009 l’imprenditore Antonio Barletta, amministratore p.t. dell’Immobiliare Sannita s.r.l. e della New Distribution s.r.l.(sono le stesse persone, ma giocano a nascondino, facendo finta le due società di ignorarsi l’un l’altra, escogitando futili e indecenti cavilli processuali) non hanno ancora liquidato un centesimo di risarcimento ai residenti danneggiati dal maxi incendio e dirimpettai a pochi metri dalla struttura abusiva, andata in fiamme per circostanze e cause non verificate.
    In realtà nella causa civile promossa dagli Eredi Carpentieri Ilario (R.G.nn.1583/2009 e 4887/2009 entrambe con Giudice dott.ssa Giuliana GIULIANO), salvi per miracolo ma comunque lesi ingentemente sul piano della salute irrimediabilmente persa, nonchè per aver subito la distruzione a causa delle fiamme dell’unica autovettura (bene essenziale della vita)  e per aver riportato danni consistenti alla propria abitazione (guaina tetto, cappotto termico, vetrocamera delle finestre etc.) e ai terreni alberati e coltivati, i Barletta civilmente responsabili dell’incendio si sono limitati a chiamare in causa l’Assicurazione INA ASSITALIA s.p.a. che ha già liquidato loro la notevole cifra corrispondente al 60% del valore del capannone e delle merci (scadute?), in virtù di Polizza Rischi Industriali n.01300252122, stipulata con gli Agenti della Filiale di Benevento Carito Giuseppe e De Nigris Arturo.
    Come si sia addivenuti alla stipula di tale Polizza Assicurativa, visto che il capannone incendiato (circa 4000mq interamente coperti in materiali combustibili e a distanze non legali dalle abitazioni immediatamente vicine e dalla stradina interpoderale) era privo di qualunque requisito antincendio, sia reale che simbolico (!) e gli ampliamenti abusivi laterali in policarbonato e ferro hanno comportato un notevole aggravamento del rischio, che più che un’alea si configurava come una più che probabile certezza secondo l’id quod plerumque accidit, non è dato sapere.
    ​G​li aggravamenti del rischio non resi noti o non accettati dalla Società non avrebbero dovuto comportare la perdita totale o parziale del diritto all’indennizzo, nonché la stessa cessazione dell’assicurazione, ai sensi dell’art. 1898 C.C. ?
    Verosimilmente sono state truccate carte ed elaborati peritali e al momento della stipula del contratto assicurativo, e al momento della liquidazione dell’indennizzo assicurativo, e ciò tanto per confermare e consolidare le prassi  “tipiche”, notorie e contra legem dell’imprenditore Antonio  Barletta, in corso di accertamento penale.
    Sta di fatto che la compagnia INA ASSITALIA, anzichè denunciare nelle sedi competenti la truffa, sta strumentalizzando i processi civili promossi dai danneggiati per “stabilire la natura (sic !?!?) dell’incendio”, se dolosa o accidentale, così come comunicato all’I.V.A.S.S. e a quanti hanno sporto legittimo reclamo .
    Al tempo stesso, nella comparsa di costituzione, abbozza un pseudo ragionamento veramente risibile sul piano dei sillogismi logico-giuridici che non dovrebbe sfuggire al Giudice !

    Occorre davvero un duplice salto mortale, consono più a trapezisti circensi che a esercenti la logica, per affermare che:

    1. se ”…non sono emersi elementi utili per l’identificazione dei responsabili del reato”.

    2. Dunque, l’incendio è stato appiccato da terzi ignoti”.

    Che i “responsabili del reato” siano “terzi” come afferma INA ASSITALIA tramite il proprio legale rappresentante è tutto da verificare e dimostrare !

    La Compagnia è diffidata a provarlo nelle sedi giurisdizionali competenti, facendo riaprire le indagini  si sono incentrate sulla eventuale “estorsione” subita dai Barletta e che si sono chiuse alquanto frettolosamente sulle cause, decretando la “natura accidentale” dell’evento incendiario, ipotizzandosi il “cortocircuito alle celle frigorifere !”. 

    Meglio farebbe la Compagnia di Assicurazione a non piangere sul latte versato (con la stipula della Polizza assicurativa e la liquidazione senza alcuna contestazione del 60%) e a valutare ben altre circostanze, gravi precise e concordanti, quali a titolo esemplificativo: la non più prorogabile necessità di trasferire ad altra sede l’azienda, essendo il sito di via Cesine privo dei più elementari requisiti igienico sanitari;
    l’approssimarsi di un sopralluogo serio dei Carabinieri dei N.A.S. sulle derrate alimentari immagazzinate nel capannone dei Barletta;
    la necessità di disporre con ordinanza sindacale la demolizione dei manufatti abusivi, non rispettosi neppure delle distanze minime di sicurezza dalle abitazioni vicine, almeno quelle previste dal Codice della Strada ;
    la mancanza di qualunque dispositivo antincendio ;
    le gravi quanto discordanti dichiarazioni di un dipendente della New Distribution s.r.l. nonchè parente di Antonio Barletta, tale Antonio Lollo, che nella serata del 22 maggio 2013,  appena qualche ora prima dell’innesco dell’incendio (non alle celle frigorifere ma ) all’altezza dell’abitazione Carpentieri, ha ammesso di essere ritornato – dopo l’orario di lavoro ed in via del tutto eccezionale e singolare rispetto a quanto generalmente faceva di solito – sul sito che poi si sarebbe incendiato.
    Per fare effettivamente cosa ? Ce lo diranno gli inquirenti che sinora non erano al corrente di tale circostanza.
    Tutto ciò deporrebbe in primis per la non assicurabilità a priori di quanto assicurato, per vagliare in seconda battuta l’ipotesi della frode assicurativa aggravata ex art.642 c.1 e c.2 c.p. , nonchè per rivalutare la natura non accidentale, ma dolosa, anzi autodolosa dell’incendio  .
    Intanto,  il titolare del sito e del capannone coinvolto dall’incendio del 2009 ben lungi dal sentire il dovere morale e giuridico di  liquidare ai terzi danneggiati i danni patiti, trova nel 2014 i fondi per decementificare il piano di campagna del sito inquinato ed eseguire con autocertificazione (S.C.I.A. n.16291 del 03 ottobre 2014 ) anomali lavori di movimentazione terra per una “nuova area di sedime” .
    A che scopo?
    Stravolgere ad personam le destinazioni urbanistiche per un altro ecomostro  in violazione di distanze, luci e vedute della realtà preesistente oppure optare per l’unica utilizzazione dell’area compatibile con il carattere residenziale saturo della zona circostante ed il gravissimo evento inquinante del 2009, e cioè un’area destinata a verde e al recupero ambientale ?
    Altro che limoni pazzi e deformi della terra dei fuochi, qui le colture e persino le rose per effetto delle diossine, policlorobifenili ed altri micidiali sostanze tossiche respirate dai residenti e dalla flora coinvolti dal mega incendio, sono a distanza di anni in gran parte morte e le superstiti sono affette da patologie abnormi, di difficile collocazione fitosanitaria.
    Rosanna Carpentieri
    cittadina coinvolta dall’incendio, confinante con la proprietà Barletta;
    in proprio ed in nome e per conto di altri cittadini residenti in zona.​

    LA GENTE SI STA SVEGLIANDO PERCHE’ E’ STUFA – MAURIZIO ALUNNI PER “AREZZO”

    LA GENTE SI STA SVEGLIANDO PERCHE' E' STUFA - MAURIZIO ALUNNI PER "AREZZO" - Agorà News on Line

     In prossimità delle prossime elezioni comunali, un cittadino, Maurizio Alunni,  vuole fare la sua rivoluzione. Scendere in piazza e lanciare una nuova sfida ai candidati Sindaci della sua città: “AREZZO”..  Lui vuole che siano i cittadini a proporre soluzioni per i problemi della loro città!

    Forse sarà solo un inizio, ma se i cittadini iniziassero a far sentire la loro voce a chi dovrebbe amministrare per il loro bene, forse si riuscirà a cambiare modo di fare politica.

    Pertanto invito tutti i cittadini di Arezzo ad aderire a questa iniziativa perchè dalle risposte che avranno alle loro domande e alle loro soluzioni, capiranno chi hanno di fronte e valuteranno anche se vale la pena o meno dare loro il voto di preferenza.

    In bocca al lupo AREZZO!

    Emanuela Rocca

    COMUNICATO STAMPA

    COMUNICATO STAMPA - Agorà News on Line

    IL NUOVO SITO CULTWEEK: UNA COPIATURA DI CULTORA

    Vi chiediamo di aiutarci a diffondere questo comunicato stampa su una copiatura scandalosa di un nostro progetto. Stanno uscendo vari articolo su questa vicenda, ultimo Finzioni magazine.

    Apprendiamo con stupore la nascita del sito Cultweek diretto da Matteo Porro, un sito culturale uguale in tutto e per tutto al progetto di Cultora.it, il portale di informazione culturale che lanceremo il 1 dicembre 2014.
    Il progetto di Cultweek appare una copiatura del nostro sito di cui era stata annunciata la pubblicazione già da diverse settimane (il tutto è documentabile online) sia attraverso la nostra pagina Facebook (più di 12.000 like) che con il bando per la ricerca di nuovi collaboratori diffuso il 20 ottobre (più di 40 curricula ricevuti sono un’ulteriore conferma). Cultweek verrà lanciato il 1 novembre casualmente un mese prima della nascita del nostro sito.
    La copiatura risulta ancor più evidente dal logo utilizzato con un font uguale a quello del nostro logo.
    Riportiamo per completezza il progetto del sito diffuso in rete già da varie settimane per evidenziare come il nostro progetto sia stato copiato.
    Cultora è il primo portale di informazione culturale in Italia.
    Il sito si articola nelle sezioni di letteratura, cinema, musica, tecnologia, media con più di settanta collaboratori e blog personali curati da giornalisti e scrittori.
    Cultora, edito dalla casa editrice Giubilei Regnani Editore, nasce con l’obiettivo di diffondere la cultura nel nostro paese in un momento storico dominato da una crisi, ancor prima che economica, culturale.
    La linea editoriale è caratterizzata dalla pubblicazione di un approfondimento quotidiano dedicato a una tematica di attualità nel mondo della cultura e da notizie e aggiornamenti con focus su argomenti specifici.
    Il progetto di Cultora si svilupperà nella pubblicazione di una collana di ebook distribuiti attraverso i canali della casa editrice Giubilei Regnani Editore e nell’organizzazione di eventi culturali”.

    L’editore
    Francesco Giubilei

    Il direttore
    Daniele Dell’Orco

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